COLLENEWS Ora Forza Italia si spacca: dimissioni Nazareni. E Renzi d'urgenza riunisce il Pd

30 gennaio 2015 ore 14:22, Lucia Bigozzi
COLLENEWS Ora Forza Italia si spacca: dimissioni Nazareni. E Renzi d'urgenza riunisce il Pd
Volano stracci in Forza Italia. A Montecitorio l’ufficio di presidenza del partito è appena finito e i dissidenti azzurri aprono il fuoco di fila. L’orientamento del partito di Berlusconi (a Milano per adempiere all’affidamento ai servizi sociali a Cesano Boscone) è quello di non partecipare alla quarta votazione. I parlamentari di Fi che torneranno a vedersi oggi pomeriggio al termine del terzo scrutinio, anche con i colleghi di Area Popolare, domani non risponderanno alla chiamata e non esprimeranno un voto.
Ma il “metodo” è lo strumento che fa saltare i nervi ai fittiani. Maurizio Bianconi è durissimo quando dice: “Stento a crederlo: i Nazareni capigruppo convocano gli uffici di presidenza per decidere cosa? Qualche altro disastro sicuramente. E more solito, fra pochi intimi, delegittimati di fatto come loro. A meno che non decidano l’unica cosa plausibile: dimissioni e pellegrinaggio a Compostela. Per espiare”. Di dimissioni parla senza mezzi termini anche il leader della componente dissidente. Raffaele Fitto è caustico: “Leggo dalle agenzie di una fantomatica riunione dei cosiddetti uffici di presidenza dei gruppi parlamentari di Senato e Camera. È un’ottima iniziativa solo se è un preannuncio di dimissioni e azzeramento. In caso contrario, è una ennesima riunione autoreferenziale e priva di legittimazione”. L’ex ministro berlusconiano firma la sua nota così: “I deputati e i senatori dei gruppi di Forza Italia vanno rispettati, vanno rispettati tutti, e non hanno bisogno di poche badanti che pretendano di decidere senza di loro e sopra le loro teste”.  Più chiaro di così: resa dei conti all’ombra del Colle. E se non bastasse, rincara la dose il senatore di Fi Lucio Tarquinio per il quale: “Errare è umano ma...”, sbotta riferendosi alla riunione tra i capigruppo Romani e Brunetta. “Trovo alquanto ridicolo che alcuni non si siano ancora resi conto che si stia perseverando nei soliti errori. Se i capigruppo di Forza Italia, Brunetta e Romani pensano che possano continuare, seduti con pochi intimi, ad assumere decisioni sulla linea del partito a nome di tutti, si sbagliano di grosso”.  Tarquinio rilancia l’accusa sottolineando che “ormai non serve neanche il confronto con tutti i grandi elettori di Forza Italia. Quello che vanno evitate sono le ripercussioni ‘diaboliche’ e ancora una volta fallimentari. Prima di cospargere le ultime ceneri rimaste si prenda coscienza di aver esagerato e di aver contribuito al fallimento. Solo il silenzio potrà fermare il suicidio di anni di storia che non meritano una morte così violenta per il nostro partito”. Chiude il giro del j’accuse il parlamentare Saverio Romano: “Leggo dalle agenzie di convocazioni di vertici dei gruppi di Forza Italia per decidere non si capisce che cosa. Sarebbe bene che questa riunione semmai, servisse a raccogliere le dimissioni di Romani e Brunetta, per restituire credibilità ai gruppi parlamentari da loro guidati allo sbando”. Quaranta parlamentari fittiani decisi ad andare a la guerre comme a la guerre. E nel segreto dell’urna tutto è possibile… Intanto, a meno di un'ora dalla terza votazione, Renzi ha riunito i vertici del Pd alla Camera. Un incontro che potrebbe lasciare spazio a nuove, clamorose novità? Il pressing di Renzi è in atto da ieri...
autore / Lucia Bigozzi
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