Sistema Italia: un'economia non "Squinzia", anzi in ripresa. Parlano i dati

30 luglio 2013 ore 9:45, Anna Lisa Renoldi
Sistema Italia: un'economia non 'Squinzia', anzi in ripresa. Parlano i dati
Il primo a parlarne è stato il Ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, che partecipando il primo di luglio ad un convegno organizzato da Confindustria, ha pronunciato le parole che tutti gli italiani ormai da anni aspettano di sentirsi dire
: " Vicina la fine della crisi, ci sono segnali di ripresa". Le parole incoraggianti del Ministro, però, non sono state condivise dal Presidente di Confindustria, che comunque non si è mai particolarmente distinto per ottimismo e ha immediatamente frenato, per non dire innestato la retromarcia. Ma allora, chi ha ragione ? Possiamo cominciare a credere che qualche spiraglio di ripresa si stia paventando all'orizzonte o ha ragione Squinzi a sostenere che la luce proprio non si vede ancora? In questi ultimi giorni sono stati pubblicati alcuni dati che ci autorizzano a sperare. L'Osservatorio di Confesercenti ha confermato il rallentamento dell'emorragia di negozi e piccole botteghe: per la prima volta dal 2012 si registra un saldo positivo fra chiusure ed aperture. Un piccolo boom di aperture nel terzo bimestre del 2013: 7.546 nuove imprese, con un incremento dell'88% rispetto al periodo precedente. Ieri l'Istat ci ha fatto sapere che la fiducia delle imprese italiane sta migliorando: dai 76,4 punti di giugno siamo passati al 79,6 punti di luglio, aumento che riflette una crescita dell'ottimismo in tutti i comparti economici oggetto di indagine, dal manifatturiero al commercio al dettaglio, dalle costruzioni ai servizi. E anche la politica, in questo frangente, sembra fare, seppure con quotidiane difficoltà , il suo dovere Il recente decreto del Fare, convertito nonostante l'improduttivo e costoso ostruzionismo dei grillini, prevede sostegni alle imprese, fa ripartire cantieri per importanti opere pubbliche, ridimensiona i distruttivi comportamenti di Equitalia, sviluppa l'attività di ricerca, sostiene l'Agenda digitale e tanto altro. Il decreto sugli ecobonus, che ci auguriamo sia prontamente convertito oggi, grazie all'incentivazione fiscale darà una spinta importante a dei settori che stanno vivendo una crisi strutturale profonda, quello edilizio in primis, insieme al comparto dei grandi elettrodomestici e dei mobili, oltre a promuovere l'efficienza energetica del patrimonio edilizio italiano ed il sostegno all'utilizzo di fonti energetiche alternative. A ciò aggiungiamo il fatto che sono già stati messi a disposizione degli enti locali oltre 15 miliardi di euro per il pagamento di debiti pregressi e che a settembre, chiusa la mappatura delle richieste, sarà possibile un nuovo stanziamento Segnali positivi, allora , seppure in un panorama generale di grande affanno e difficoltà, segnali che in ogni caso ci autorizzano a guardare al futuro con un briciolo in più di speranza.
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