Pd, i quarantenni dem dichiarano "guerra" alla nomenklatura al grido di #primarieaperte

30 luglio 2013 ore 18:18, Lucia Bigozzi
Pd, i quarantenni dem dichiarano 'guerra' alla nomenklatura al grido di #primarieaperte
Coincidenze. Domani la seconda puntata della direzione nazionale dem col rebus primarie. Oggi il lancio della campagna “primarieaperte” sui Social. Protagonisti: renziani e non solo. In poche ore, su Twitter e Facebook impazzano i click.
La prima puntata del vertice al Nazareno (una settimana fa) è servita solo a stabilire che il 24 novembre ci sarà il congresso, perché ancora non è chiaro se votano solo gli iscritti come ha suggerito Franceschini scatenando l’ennesimo fuoco di fila interno, oppure se verrà fatta “concessione” anche per gli aderenti come ha fatto intendere Epifani costretto al dietrofront dalle polemiche montanti. Non solo dei renziani ma dei due terzi del partito: da Civati a Pittella passando per Orfini, Cuperlo, Bindi e i ‘non allineati’ della Moretti. Alla vigilia del secondo round, sui social c’è una novità dem. Si chiama “primarieaperte” il profilo facebook aperto dai promotori. Chi sono? Deputati e senatori ma anche gente comune, militanti e non del Pd, che vogliono partecipare da protagonisti, non numeri, alla scelta del prossimo leader dem. Con tanto di foto, emiciclo sullo sfondo e cartello bene in vista con l’hastag #primarieaperte e lo slogan “mettiamocilafaccia” sfilano gli onorevoli Marco Donati, Davide Faraone che proprio oggi ha portato l’iniziativa a Montecitorio, Isabella De Monte, Antonio Decaro, Alessia Rotta, Andrea Marcucci, Ernesto Magorno,  Matteo Biffoni,  Angelo Senaldi,  Luigi Famiglietti,  Roger De Menech,  Filippo Crimi,  Simona Malpezzi, Paolo Coppola,  Matteo Richetti,  Luigi Dallai,  Marco Di Maio,  Edoardo Fanucci, Alessia Morani, Lorenza Bonaccorsi, Silvia Fregolent. Età media? Dai 29 ai 45 anni. Potenza dei social: il bello è che nell’arco di poche ore da quando l’iniziativa è partita, le adesioni crescono a tambur battente. Il profilo fb conta già 337 “mi piace” e a questo si aggiungono i tweet dei profili personali dei promotori (politici e non) della campagna mediatico-politica. Obiettivo: spedire un segnale chiaro al segretario-traghettatore Epifani per dire che c’è una comunità, quella del Pd, che vuole partecipare, rifiuta le logiche di apparato ed è pronta mobilitarsi per rivendicare un diritto al quale, come elettori, non vogliono rinunciare. Il paradosso è che mentre sui social – nuove piazze tematiche di discussione -, nei circoli o alle feste dem tutti invocano le primarie, nel Palazzo del Nazareno c'è ancora chi (pochi per la verità) sta mettendo i sacchi di sabbia alle finestre.
autore / Lucia Bigozzi
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