Pd-Sel, Civati: "Colpa della linea dura di Renzi. Noi eletti con Sel e non con Fi. Me ne starò con i mediatori"

30 luglio 2014 ore 12:29, Lucia Bigozzi
Pd-Sel, Civati: 'Colpa della linea dura di Renzi. Noi eletti con Sel e non con Fi. Me ne starò con i mediatori'
“Le cose si sono guastate non per colpa di Sel ma della linea dura del governo”. E ancora: “Segnalo che noi siamo stati eletti insieme a Sel non con Fi”. Pippo Civati, parlamentare dem e uomo-cerniera con Sel, non vede grandi margini di manovra nell’impasse-Senato e a Intelligonews dice chi sono i responsabili spaziando tra "guastatori", "mediatori", "aventiniani", "autoritari-ducetti"…
I senatori di Sel sono guastatori? Lei ieri è stato alla festa di Sel ed è l’uomo del Pd che cerca di tessera la tela coi vendoliani. «Le cose si sono guastate non per colpa di Sel ma per colpa dell’atteggiamento del governo che ha voluto imporre una linea talmente rigida da negare, di fatto, il dibattito parlamentare. L’ostruzionismo è una reazione volta, oltretutto, a discutere nel merito delle cose; non è che si fa ostruzionismo per discutere di ostruzionismo, lo si fa per portare alla luce argomenti che evidentemente non si discuteranno». Il ‘metodo Renzi’ e dei renziani da più parti viene paragonato a quello di Mussolini nel senso di silenziare il dibattito sulle riforme. Dove il premier sta sbagliando e in cosa dovrebbe cambiare verso al suo verso? «Secondo me Renzi doveva affidare al libero dibattito parlamentare questa riforma affinchè il testo fosse migliorato rispetto ad alcune incongruenze abbastanza evidenti. Invece ha scelto una linea dura, quasi che la riforma del Senato fosse un provvedimento del governo facendo così cortocircuitare tutto quanto». Dibattito a oltranza e tempi dilatati anche a costo di sforare il cronoprogramma del premier? «Il cronoprogramma è saltato 22 volte. La riforma doveva essere approvata a fine maggio, poi è stata spostata; Renzi ha dato la colpa agli altri ma in realtà la maggioranza è sempre stata su queste posizioni». Ieri i renziani hanno detto che con Sel la partita è chiusa: che effetto potrebbe avere sulle alleanze per le regionali, penso ad esempio alla Puglia? «Questo lo ha detto ieri un autorevole esponente del governo. Penso che sia un errore perché allora per coerenza, dovrebbero saltare tutte le amministrazioni in cui governiamo con Sel. Spero ovviamente che non succeda ma segnalo che noi parlamentari del Pd siamo stati eletti con Sel, non con Fi: il premio di maggioranza è stato ottenuto grazie a Sel senza la quale Renzi oggi non farebbe il presidente del Consiglio». Eppoi ci sono gli ‘aventiniani’ di Grillo che annuncia guerriglie democratiche e dice che se la riforma passa così i 5Stelle usciranno dal parlamento. Cosa c’è di vero e a cosa porta la linea aventiniana? «Grillo una settimana fa era al tavolo con Renzi per le riforme, sbagliando perché i 5Stelle hanno delimitato la diretta in streaming alla sola legge elettorale, mentre invece avrebbero dovuto parlare di Senato. Evidentemente per loro non è cpsì importante e ora scelgono la linea opposta. Abbiamo bisogno di un manuale di istruzioni sul Movimento 5 Stelle…». I mediatori, in testa Chiti: ieri ha ricevuto la porta in faccia da Sel, oggi che previsioni fa e come si sblocca la situazione a suo giudizio? «Chiti ha avanzato una proposta di mediazione accolta da tutti. E’ stato Renzi a volerla drammatizzare e le opposizioni non ci stanno. Chiti è in maggioranza, poi ci sono le opposizioni che fanno l’opposizione: capisco che di questi tempi è un contenuto nuovo…». Sì ma secondo lei oggi la situazione si sblocca o no? E su quali basi? «Mi pare ci sia un muro contro muro fino alla fine. Se Renzi ha la maggioranza farà una riforma brutta». Che lei non voterà? «Se resta così, mi unisco ai senatori Tocci, Ricchiuti, Chiti, cioè le persone con cui collaboro».
autore / Lucia Bigozzi
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