Lombardi (M5S): “Renzi più subdolo del Duce. Inutile restare in Parlamento. Non capisco Sel. Nessuna lezione da Civati”

30 luglio 2014 ore 13:48, Lucia Bigozzi
Lombardi (M5S): “Renzi più subdolo del Duce. Inutile restare in Parlamento. Non capisco Sel. Nessuna lezione da Civati”
“Pronti a uscire dal parlamento, la Rete ha votato”. Roberta Lombardi, parlamentare a 5Stelle conferma l’annuncio di Grillo e a Intelligonews spiega le ragioni, senza esclusione di colpi: da Renzi, a Sel, passando per Civati…
A che serve l’Aventino sul quale siete saliti? Grillo ha annunciato che uscirete dal parlamento se le riforme verranno approvate così come sono proposte. E’ vero? «Sì, la Rete lo ha ratificato a larghissima maggioranza. Due i motivi: primo perché con la nostra presenza lì dentro, li legittimiamo a far finta che ci sia un simulacro di democrazia in questo paese; secondo perché noi coi collusi, coi pregiudicati e gli autoritari non abbiamo niente da dirci. Gli unici coi quali intendiamo parlare sono i cittadini e andremo da loro, nelle piazze. Sono gli stessi cittadini a chiedercelo con il loro voto. Ho parlato con molto attivisti che sono combattuti perché dicono: abbiamo faticato così tanto per mandarvi in Parlamento e ora al pensiero che uscite ci piange il cuore e tuttavia ne comprendono la necessità in questo momento particolare». E quando scatta il “tutti fuori”? «Lo valuteremo insieme agli altri, soprattutto con i colleghi senatori che sono in prima linea, sentono su di loro tutto il peso del momento storico e magari prima di lasciare vorrebbero provare a continuare a lavorare coi i regolamenti alla mano come hanno sempre fatto. Penso non sarà facile convincerli ma non c’è altra alternativa e i cittadini sono con noi». Quindi salta tutto, anche il tavolo con Renzi? «Se non ci sono segnali che vanno in una direzione diversa da quella presa dal governo e dalla maggioranza, è perfettamente inutile restare in parlamento perché con la nostra presenza noi che siamo persone perbene, rispettose dei regolamenti, finiamo per legittimare questa banda di attori della democrazia». I guastatori sono i vendoliani? «Non riesco a comprendere la linea di Sel. E’ pur vero che il Pd ha mutato forma in questi anni ma loro prima ne sono stati alleati, poi sono passati all’opposizione, poi in numerose votazioni hanno fatto da stampella al Pd quando non aveva i numeri in Aula. Hanno un atteggiamento ambiguo e ondivago. Non sono completamente convinta della sincerità dei loro intenti e siccome noi siamo ghandiani ma non coglioni, abbiamo sottoscritto tutti gli emendamenti di Sel al Senato in modo tale che se provano a ritirarli magari in cambio di qualche contropartita, non possono farlo perché lì sopra ci sono anche le nostre firme». Come giudica la linea di Renzi e dei renziani autoritaria in stile mussoliniano come molti sostengono? «Credo che ci sia una nuova forma di autoritarismo, più subdolo del fascismo perché il fascismo ha rivelato la sua faccia dura, assoluta, dittatoriale in un tempo abbastanza breve; qui invece è un passaggio molto più soft, morbido. E’ come nella favola della rana…». Cioè? «La storia della rana che viene messa a bollire nell’acqua fredda, piano piano e non si accorge che sta per morire. La rana in questo caso e, purtroppo, sono gli italiani che stanno nell’acqua fredda ma che comincia a diventare fastidiosa, mentre il cuoco che sta cucinando il brodetto di rana è Renzi». Mediatori destinati a fallire o ancora tutto è possibile? «Lì decide Renzi. Se i cosiddetti mediatori riescono a farlo ragionare, a far capire che non si può cambiare la Costituzione a botte di maggioranza… Il punto vero è che qui stanno facendo una sorta di nuova costituente, ma per farla tu devi avere la rappresentanza effettiva del paese corrispondente alle sue componenti sociali; non lo fai con una legge elettorale dichiarata incostituzionale. Lo si deve fare con un processo ragionato e insieme a tutti gli interlocutori. E’ una cosa lunga, che richiede tempo? Sì, e allora? Si sta parlando della Costituzione. Aggiungo che in questo momento le priorità sono altre: economia, incentivi alle imprese, ammortizzatori sociali. Le riforme costituzionali sono importanti e del resto la Costituzione non è immutabile, ma occorre lavorarci con le forme e  i tempi necessari. E Renzi che fa? Non fa nulla per l’economia e il lavoro ma fa ‘ammuina’…». In che senso? «Sta facendo vedere che si devono fare le riforme, riempie i tg con la parola riforme ma sono quelle che vuole l’Europa non le riforme che servono agli italiani per riempirsi la pancia e mettere un piatto sulla tavola». Civati a Intelligonews dice che per capire la linea dei grillini serve un manuale di istruzioni. Cosa risponde? «Da uno che scrive una cosa sui social e in Aula vota il contrario, non accetto lezioni di coerenza».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...