Cos'è il Fiscal Compact e perché non sarà rispettato

30 maggio 2014 ore 12:18, intelligo
Cos'è il Fiscal Compact e perché non sarà rispettato
di Luca Lippi. Cos'è il Fiscal Compact? Spesso è citato a sproposito, anche da chi, dopo averne assunto il mandato per l’esecuzione, dovrebbe farlo digerire a chi dovrà subirlo.  Rispettare il Fiscal Compact per l’Italia è matematicamente impossibile, con buona pace di militanti a basso costo, neo “comucristiani” e pensionati abbacinati dalla “cosa” travestita da nipote d’Italia. Il Fiscal Compact, è il documento firmato nel 2012 nel quale tutti gli stati della UE s’impegnano a rientrare in ogni modo nei parametri di Maastrich. E’ un documento nel quale si richiedono la RIconferma e la RIsottoscrizione degli impegni. Tutti gli stati hanno l’obbligo del pareggio di bilancio (ricordate la modifica dell’art. 81 della Costituzione), e sino dal governo Monti,  di fatto già disatteso abbondantemente. Il secondo punto importante è quello di tornare entro 20 anni nel limite del 60% del PIL. Calcolando che il nostro debito viaggia a circa 135% del PIL, e non essendo la matematica, un’opinione, siamo fuori di circa il 75%, che diviso per venti anni fa circa 3,75% l’anno. E’ del tutto inutile aggiungere altro, basta il buon senso e poche informazioni di base per capire che 3,75% è complicato in un solo anno figurarsi replicarlo per 20 anni ammesso che non accada nulla di peggiorativo per i conti pubblici! Proviamo visualizzare un esempio numerico per far comprendere meglio: Il Pil sono circa 1.600 miliardi di euro, per recuperare il 3,75% significa togliere dalle tasche degli italiani circa 60 miliardi di euro oltre quelli che già sborsano! 60 miliardi sono una cifra assurda, calcolate che con l’Imu ne sono stati raccolti appena quattro. Sessanta miliardi l’anno per venti anni? Non scherziamo! Sentire rappresentati del governo affermare che sarà rispettato il Fiscal Compact (Serracchiani nello specifico) fa pensare che l’idea di poter prendere in giro gli italiani è più forte di quanto apparso fino ad ora. Nella migliore delle ipotesi fa pensare che la Serracchiani non sappia di cosa parla, nella peggiore che mentono sapendo di metire ed hanno già le “scialuppe blu” in acqua. In conclusione, a prevenzione dell’obiezione a quanto affermato, (si parla dei conti succitati), e cioè che non è necessario solo diminuire il numeratore, ma è possibile anche aumentare il denominatore anticipiamo che è un’obiezione da “militante” e la matematica è una cosa seria invece! Torneremo sull’argomento, perché sarà usato dal governo per perdere almeno altri sei mesi di tempo nel totale immobilismo.  
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