Italiani "sequestrati". Dopo i marò in India, l'attivista in Russia. Berlusconi telefoni a Putin...

30 ottobre 2013 ore 18:02, Utente1
Italiani 'sequestrati'. Dopo i marò in India, l'attivista in Russia. Berlusconi telefoni a Putin...
di Orietta Giorgio. Dopo i marò tocca a Greenpeace. I ”sequestrati” italiani diventano famosi, dall’India si passa alla Russia. Gli attivisti di Greenpeace, di cui vogliamo parlare, sono incriminati di teppismo, rischiano tra i 7 e i 15 anni di carcere. Vengono fermati mentre protestano, pacificamente, contro le trivellazioni petrolifere sulla piattaforma Prirazlomnaya della compagnia Gazprom (la più grande compagnia di estrazione di gas al mondo). Cristian D’Alessandro è l’italiano che combatte in difesa dell’Artico, a bordo della Arctic Sunrise, insieme ad altri attivisti di 18 nazionalità diverse, parte in agosto. L’intento? Sensibilizzare e informare riguardo le conseguenze ambientali  provocate dallo sfruttamento delle risorse energetiche dell’Artico. I ghiacci artici, compresi gli orsi polari, potrebbero sparire entro il 2020. Parola di esperti. Secondo il New York Times le accuse agli attivisti di Greenpeace nascondono altre finalità: sarebbero un chiaro segnale, da parte delle autorità russe, di agire in maniera decisa contro qualsiasi tentativo di indebolimento dei piani del presidente Putin di ampliare le esplorazioni energetiche. Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International dichiara: «L'accusa di pirateria è rivolta a uomini e donne il cui unico crimine è quello di avere una coscienza. Questo è assolutamente scandaloso e mina alla base i principi della protesta pacifica». I genitori di Cristian, recluso nelle carceri russe, chiedono aiuto appellandosi al governo Letta perché si unisca all'Olanda nell'arbitrato internazionale attivato dai Paesi Bassi con la Russia, così da ottenere l'immediata scarcerazione dei 30 militanti dell'associazione. Intanto, il ministro degli Esteri Bonino dichiara che l’attività diplomatica farà del tutto per liberare i ragazzi. Tante le parole spese da esponenti della politica italiana. Il deputato Pd Michele Anzaldi scrive, in una lettera aperta a Coppi, che per i servizi sociali Berlusconi potrebbe cominciare proprio da Greenpeace. L’affiatamento che aveva con Putin potrebbe essere un buon motivo per tentare un intervento diretto. A colpi di “Colpevoli di pacifismo” riusciremo a salvare il nostro connazionale? Si potrebbe intanto intasare una casella email.... quella dell’ambasciata russa.  O scegliere, per esempio, di telefonare. Risponderà qualcuno?
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