Impeachment: cos'è, come funziona e il precedente di Cossiga

31 gennaio 2014 ore 11:35, intelligo
Impeachment: cos'è, come funziona e il precedente di Cossiga
di Claudia Farallo Ieri il Movimento 5 Stelle ha ufficializzato la richiesta di impeachment per il Presidente Napolitano, depositando la denuncia sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. Il Capo dello Stato ha commentato: "Faccia il suo corso". Vediamo allora nel dettaglio cos'è e come funziona l'impeachment nel nostro Paese. Il termine inglese è usato giornalisticamente in Italia per indicare la "messa in stato d'accusa" del Presidente della Repubblica. La nostra Costituzione prevede all'art. 90 che «Il presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione». Il Capo dello Stato può dunque essere messo in stato d'accusa unicamente per queste motivazioni. L'iter è lungo e articolato. Perché la parola passi alla Corte Costituzionale per la sentenza, è necessario un voto a maggioranza assoluta dei parlamentari. Una volta depositata la richiesta di messa in stato d’accusa, si attiva il Comitato parlamentare per i procedimenti d'accusa, formato dai componenti delle giunte per le autorizzazioni a procedere di Camera e Senato. Il comitato può quindi decidere se archiviare il caso o se, invece, sottoporre la questione al Parlamento. In questo caso, il Parlamento riunito in seduta comune è chiamato al voto. Per procedere serve la maggioranza assoluta. L'ultimo passaggio spetta alla Corte Costituzionale. Solo in quest'occasione, ai giudici ordinari della Corte vengono aggiunti altri sedici membri, estratti a sorte da un elenco di persone che il Parlamento compila ogni nove anni scegliendo fra i cittadini avanti i requisiti per l'eleggibilità a senatore. Vengono inoltre eletti dal Parlamento i "commissari d'accusa", con funzioni in pratica di pubblico ministero. La sentenza è inappellabile. Un precedente storico è quello di Cossiga. Nel 1991 l'allora Presidente della Repubblica fu oggetto di messa in stato d'accusa dal Pds e altre forze di minoranza. Tra le motivazioni, si legge: "Il presidente della Repubblica ha violato il dovere costituzionale dell' imparzialità e ha teso ad estendere le proprie prerogative a danno di quelle di altri poteri costituzionali". I motivi, insomma, sono simili a quelli che vedono al centro della bufera il Presidente della Repubblica oggi. L'accusa contro Cossiga decadde. Vedremo come andrà a finire per Napolitano.
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