Roma come Bangkok: cronaca di un inferno. I romani incazzati "fracichi"

31 gennaio 2014 ore 15:14, intelligo
di Micaela Del Monte.
Roma come Bangkok: cronaca di un inferno. I romani incazzati 'fracichi'
Piove. È un eufemismo ovviamente. Diluvia e Roma si trasforma nella galleggiante Bangkok.
Il caos era stato annunciato ma nessuno si è preparato ad accoglierlo. Capitale allegata e tilt generale, quando arriva la pioggia (quella vera) a Roma è impossibile circolare e l'allerta questa volta ha raggiunto il massimo livello. Inondazioni, alberi caduti, voragini e frane. Oggi più che mai ci si rende conto di quanto questa città faccia schifo in queste situazioni. Anni di lavori sbagliati, sevizi che non funzionano e incapacità gestionali. La Capitale non sembra una Capitale, ma piuttosto una città che non sa essere gestita e dominata. Anzi, quando la natura prende il sopravvento ai romani non resta altro che soccombere adeguarsi come meglio si può. Anche se non si può. Perché oggi Roma è invivibile: ore e ore di traffico ovunque, strade chiuse, autobus che non passano e metro bloccata (con ritardi anche di due ore), ma soprattutto persone che per "sopravvivere" si ritrovano a dover salire sui tetti o ad abbandonare la propria auto in balia dell'acqua. Gli allagamenti sono sempre di più, da Prima Porta a Roma Nord, dalla Magliana a al centro. Tutta la città è in ginocchio. Nei sottopassaggi della capitale, in alcuni punti, il livello dell'acqua ha superato il metro e mezzo ed è stato necessario l'intervento della polizia e dei vigili del fuoco per 'liberare' gli automobilisti dai propri veicoli. Tra le zone della capitale più colpite c'è il quartiere di Monteverde, dove ci sono stati crolli di tetti e mura di cinta. Alberi caduti e allagamenti anche in via Gregorio VII, l'acqua ha invaso anche la galleria Giovanni XXIII. In via Boccea è crollato un altro muretto di contenimento. Alcuni dipendenti di un supermercato in via Girolamo Benvenuti, a Prima Porta, sono rimasti chiusi nel negozio a causa degli allagamenti stradali. Sempre qui, l'acqua è entrata anche in alcune abitazioni. Non solo, a quanto pare il quartiere Prati è senza luce e Balduina senza acqua calda, ma c'era da aspettarselo. Il Tevere è sorvegliato speciale: al momento continua a crescere, e a Ponte Milvio si sta rischiando lo straripamento. E il sindaco Marino? Sta tentando di riprendere in mano le redini della città e da stamattina presto ha convocato in Campidoglio una unità di Crisi. Nel frattempo è stata disattivata la Ztl del centro storico, per favorire il deflusso del traffico, date soprattutto le difficoltà del trasporto pubblico. Ma è il minimo, ormai il danno è fatto. Roma fa schifo. Sì, fa schifo perché non è possibile che una città come questa possa reagire in modo così sbagliato alla pioggia (in linea di massima bastano due gocce per creare il panico, figuriamoci un acquazzone di questo tipo). Roma fa schifo perché nessuno ha cercato di prevenire quello che era sicuro potesse accadere. Roma fa schifo perché non si è trovato, o almeno provato a trovare, un modo per contenere i danni. Ma non è colpa di Roma, è colpa di chi la amministra. Prima e ora. C'è chi usava come slogan "Roma Ti Amo", ma così non ci resta che odiarla.
autore / intelligo
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