Italia, addio crescita: Padoan e Cottarelli stufi di Renzi

31 luglio 2014 ore 17:08, Giuseppe Tetto
“Sulla crescita ci siamo sbagliati”. Sorry!
Italia, addio crescita: Padoan e Cottarelli stufi di Renzi
A chiedere venia per la “piccola” svista è il titolare dell’Economia in persona, Pier Carlo Padoan, uscendo dall’incontro con l’omologo francese Michel Satin: “La situazione dell’economia è meno favorevole. Serve uno sforzo per sostenere la crescita in un contesto di consolidamento delle finanze”. Parole che non hanno bisogno di essere sviscerate per capirne il senso, perché “consolidamento” fa rima con tasse e tagli. Proprio come quelli che il commissario straordinario per la spending review, Carlo Cottarelli vorrebbe applicare per risanare le casse della cosa pubblica e che oggi invece vede sempre più difficili, con il suo ruolo che sembra ridimensionarsi a quello di semplice “consulente”, vista l’opposizione non troppo velata del premier Matteo Renzi, soprattutto per quanto riguarda la “visione” della spesa pubblica. Uno su tutti l’emendamento, votato alla Camera nel decreto Pa, che consente 4mila pensionamenti nella scuola. Per coprire i costi si sono usati i risparmi futuri della spending. Cosa questa che a Cottarelli, fatto rientrare da Washington da Letta, dopo 25 anni passati al
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Fondo monetario internazionale, certo non è piaciuta. Da qui il suo malumore (secondo indiscrezioni potrebbe lasciare a ottobre) oggi  preso a braccetto proprio dalle dichiarazioni del Ministro Padoan, che sembrano proprio una sonora sberla all’operato di Renzi e del suo esecutivo. Lui, ex capo economista e direttore esecutivo per l’Italia del Fondo monetario internazionale, ha la stessa visione dell’ex collega Cottareli: la strada è lunga e difficile. La crescita passa attraverso misure strutturali a lungo termine – ha detto Padoan affermando che dal prossimo Ecofin intendiamo avere una discussione molto ampia e concreta sulle misure da prendere e sul sostegno agli investimenti privati e sul ruolo degli investitori istituzionali come la Dcp italiana". Dichiarazioni queste che hanno fatto smuovere dalla poltrona il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, intervenuto per smorzare i toni: “La vicenda di Carlo Cottarelli è legata a ragioni personali e di lavoro, la spending review andrà avanti. Non c'è nessun caso”. Ad ogni modo, caso o non caso, i timori di molti si stanno concretizzando perché all’orizzonte si profila la silhouette “corposa” della finanziaria di ottobre. Povera Italia.
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