Prestipino: «Ho temuto che il disastro del Pd si abbattesse anche su Roma»

31 maggio 2013 ore 16:58, Francesca Siciliano
Prestipino: «Ho temuto che il disastro del Pd si abbattesse anche su Roma»
E’ felicissima Patrizia Prestipino: «Ho appena saputo che i miei ragazzi sono entrati nei consigli municipali di Roma». Da battagliera candidata alle primarie del Pd in quota Renzi e in aperta sfida con Marino, oggi è la sua fan numero 1: «Combatto al fianco di Ignazio per un progetto in cui credo davvero»  sentenzia. Sta lavorando «sodo e a testa bassa per il ballottaggio che è la parte più difficile. Come in una corsa: dopo aver raggiunto il traguardo ti dicono che c'è ancora 1 km da fare; tu vorresti fermarti e invece devi ricominciare a correre senza fermarti per vincere». Patrizia Prestipino, da “renziana” a “mariniana”... (ride) «Perché le due cose non coincidono?». Ce lo dica lei. «Se pensa che domattina Renzi sarà qui a Roma, alla Garbatella, per sostenere Marino... E comunque tutti noi vogliamo partecipare ai successi del Partito Democratico. Io ho provato a correre per le primarie, le ho perse e mi sono messa a disposizione di Ignazio con il quale è nato un bellissimo rapporto di amicizia e stima» . Prima non lo conosceva? «Diciamo che ora l’ho conosciuto meglio. E mi piace. Mi piace il fatto che sia un uomo libero e mi è piaciuto il modo in cui ha condotto la campagna: parlando dei problemi della gente e non entrando nei meriti dei problemi del Pd» . Ha inciso, nel risultato del primo turno, il fatto che sia “svincolato” dal partito? «Non capisco come mai si pensi che Marino sia esterno al Pd. Ha partecipato pure alle primarie per la leadership nel 2009, non lo ricordate? Anzi, direi proprio il contrario: è un illustre rappresentante del partito e ha comunque vinto in maniera eclatante le primarie. Questo significa che il Pd romano l'ha ampiamente sostenuto» . Marino da senatore ha votato Rodotà per il Quirinale. «Almeno lui l’ha dichiarato apertamente: i 101 franchi tiratori non hanno avuto neanche il coraggio di farlo»  Per il ballottaggio, dunque, è tutto in “discesa”? «Niente è in discesa» . Bersani docet? «Bisogna percorrere la strada andando avanti e con grande tenacia. E comunque la metà dei romani è rimasta a casa e ora sta a noi recuperare quei voti. L’appello di Alemanno a tornare alle urne è inutile: la partecipazione democratica è un marchio di fabbrica del centrosinistra. E tra l’altro, numeri alla mano, è stato il centrodestra che ha disertato le urne, o no? Lo dice pure Alemanno...» . Sì, ma voi avete lasciato sul campo oltre 65mila voti... «Questo è vero. Ma si se pensa come era ridotto il Pd a livello nazionale, temevamo una débacle peggiore. Sono sincera, ero davvero in ansia e ho avuto paura» . Ha vinto il “modello Serracchiani anche a Roma? «Ha vinto la gente, quella che ha capito che il Pd è l’unica forza in campo veramente democratica» . Marino garantirà la discontinuità invocata da Alfio Marchini? «Mi sembra ovvio. Rispetto ad Alemanno poi...» . In che modo? «Trasparenza, merito, azzeramento dei Cda nelle aziende comunali e municipalizzate... le basta? C’è chi sostiene il contrario: si scrive Marino, si legge Bettini.  Cosa risponde?». «Perché, Bettini è il peggiore di tutti i mali? Dico solo che non ci sarebbe un taglio netto rispetto alle giunte Veltroni e Rutelli. «Bettini ha realizzato il “Modello Roma” - quello di Rutelli, Veltroni e Gasbarra - che sicuramente appartiene al passato, ma non per questo deve essere considerato in maniera negativa, anzi: con Marino (e quindi con Bettini) non faremmo precipitare la città nel vuoto. E comunque ci saremo noi giovani a portare il cambiamento nel partito» . Lei come mai ha deciso di non candidarsi? «Ho preferito mettermi a disposizione di Marino e guardare le cose da un’ottica diversa. E poi che ci vuol fare, io sono una che “lotta” controcorrente…».
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