Senato, Causin (Sc): “Conservatori a sinistra, populisti-reazionari a destra. Renzi corre ma non può dare ordini”

31 marzo 2014 ore 17:59, Lucia Bigozzi
Senato, Causin (Sc): “Conservatori a sinistra, populisti-reazionari a destra. Renzi corre ma non può dare ordini”
“In Italia non ci sono conservatori e riformisti ma conservatori in tutta la filiera della sinistra, mentre dall’altra parte ci sono i populisti reazionari che sono quelli di Fi”. Con Intelligonews Andrea Causin, parlamentare di Sc la mette giù così nel giorno delle polemiche trasversali sulla bozza di riforma del Senato licenziata da Palazzo Chigi. Con un messaggio al premier: i bambini non possono nascere in tre mesi…
Onorevole Causin, Senato elettivo sì o no? «Il Senato può essere elettivo ma secondo me con una forma di elezione indiretta come avviene in Francia. Penso a un Senato elettivo che però sia eletto dai grandi elettori: sindaco di città capoluogo, presidenti di Regione, rappresentanti dei comuni sopra i 15mila abitanti. Insomma, grandi elettori e un Senato legittimato da un passaggio democratico». Non la pensa proprio come Renzi. «Non so se verrò deportato, rinchiuso in qualche lager e torturato per non pensarla come Renzi ma mi sembra che se eliminiamo il bicameralismo dobbiamo trovare un sistema che consenta una forma elettiva smart per il Senato». Sulla riforma si sta scatenando una guerra di tutti contro tutti, ma anche in Sc ci sono alcuni distinguo. Il ministro Giannini dice che il ddl del governo è inconsueto, serve una riflessione mentre la Lanzillotta dice che Renzi ha ragione sul Senato non elettivo ma chiede che i membri non siano solo consiglieri regionali. E’ un freno a Renzi? «Se si facesse una riunione di approfondimento si eviterebbero i distinguo. Detto questo, prima leggiamo la bozza della riforma poi assumeremo la nostra posizione. Il punto è che oggi la politica si fa sui media e spesso si dicono parole in libertà. Una volta la politica era studio, conoscenza…Oggi invece si vorrebbe che i bambini nascessero in tre mesi e non con una gestazione di nove. So bene che è importante fare le riforme ma il rischio di correre troppo è poi di finire come con la legge elettorale. I distinguo vengono fuori perché non si dà il tempo di sedimentare provvedimenti importanti quali gli assetti istituzionali che cambiano la vita delle persone. Una volta la politica era una roba seria, adesso è come andare al supermercato e prendere un tanto al chilo». Il premier dice che sul Senato non si sposta di un millimetro, Fi sta cambiando direzione per non parlare di buona parte del Pd con in testa Grasso. Governo a rischio? «Non credo. Mi pare che Renzi dovrebbe minacciare di andare a casa se non passano provvedimenti che incidono positivamente sulla vita delle persone come ad esempio il fisco o il Jobs Act, non su una proposta di riforma del Senato. Lo spirito dell’assemblea costituente nel dopoguerra non era questo. Renzi ha lanciato la sfida costituente e deve avere la pazienza di costruire il consenso il che non vuol dire impaludarsi. Capisco che lui tema questo e il pericolo dei veti ma i cittadini non si faranno prendere in giro un’altra volta. Da qui a dire o si fa come dico io o bruciamo la casa mi pare che ce ne corra. Lo può dire, ma non credo accadrà. Anche perché tutti abbiamo ben chiaro che il presidente della Repubblica non lo consentirà». Ma allora chi sono i veri conservatori?  «In Italia non ci sono conservatori e riformisti ma conservatori in tutta la filiera della sinistra dall’ex Pci-Pds-Ds-Pd mentre dall’altra parte ci sono i populisti reazionari che sono quelli di Fi. E siccome anche i reazionari hanno al loro interno uno spirito conservatore, alla fine purtroppo i conservatori ci sono a destra e a sinistra. E quando qualcuno ha provato a fare le riforme non è andata molto bene. Sarebbe bello farsi raccontare da Monti come vede la sua parabola politica dal momento che ha provato a fare le riforme e ha preso bastonate da tutte le parti. Qualche errore è stato commesso ma le bastonate le abbiamo prese quando abbiamo tentato di cambiare il paese».  
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...