Nuti (M5S): «Voto palese è una notizia? Siamo un Paese anormale. D. Istruzione: priorità è reclutamento docenti»

31 ottobre 2013 ore 12:57, intelligo
Nuti (M5S): «Voto palese è una notizia? Siamo un Paese anormale. D. Istruzione: priorità è reclutamento docenti»
di Andrea De Angelis «Prima di pensare al voto delle elezioni, penserei a calendarizzare subito il voto della decadenza di un senatore condannato in via definitiva». Così il deputato grillino Riccardo Nuti detta su IntelligoNews le priorità del Parlamento. Sul voto palese il commento è laconico: «Fa notizia solo perché da decenni le istituzioni sono abituate all'anormalità». Poi sul decreto Istruzione, al voto oggi, Nuti lancia l'allarme: «Altro che investimenti, si ritorna al post Gelmini. Servono fondi per l'edilizia scolastica: si prendano da F35 e Tav». Che significato ha per la politica italiana la decisione del voto palese per  la decadenza di un senatore? «Il tentativo è quello di riportare semplicemente la normalità nelle istituzioni. Purtroppo la decisione di ieri viene vista come una notizia perché, lasciando stare il fatto che si tratti di Berlusconi, le istituzioni negli ultimi decenni sono state abituate all'anormalità. Quando arriva una cosa normale ecco che sembra un evento. In realtà bisogna fare in modo che gli eletti diano conto agli elettori delle loro scelte, e mi piacerebbe che ciò avvenisse anche in altre occasioni, perché se i parlamentari sono solo dei pigia bottoni siamo messi davvero male in questo Paese...».
Nuti (M5S): «Voto palese è una notizia? Siamo un Paese anormale. D. Istruzione: priorità è reclutamento docenti»
Nuti (M5S): «Voto palese è una notizia? Siamo un Paese anormale. D. Istruzione: priorità è reclutamento docenti»
Quindi in altri Paesi un simile dibattito su voto palese e segreto non sarebbe finito in prima pagina? Siamo un'anomalia europea?
«L'Italia è un'anomalia perché negli altri Paesi abbiamo sentito di persone condannate o che per molto meno hanno rassegnato le loro dimissioni da parlamentari. Qui c'è una bassa moralità, e non riguarda solo le condanne: basti pensare ai diversi casi di conflitto d'interesse» In Senato però qualche problema il MoVimento lo ha avuto. L'andare al voto palese può anche servire, mi permetta il gioco di parole, a palesare invece la vostra unità? «Non vedo questa esigenza. Noi abbiamo un codice di comportamento accettato da tutti: le decisioni si prendono a maggioranza, e la minoranza si deve attenere. Se poi chi è in minoranza si rende conto che la sua volontà è costantemente diversa da quella del gruppo, prende le sue decisioni e può andare fuori».
Nuti (M5S): «Voto palese è una notizia? Siamo un Paese anormale. D. Istruzione: priorità è reclutamento docenti»
Sembra che coloro i quali spingano per andare al voto all'inizio del 2014 siano sempre di più: non solo voi, ma anche elementi del centrodestra e soprattutto i cosiddetti renziani. Lei come la vede?
«Prima di pensare al voto delle elezioni, penserei a calendarizzare subito il voto della decadenza di un senatore condannato in via definitiva.  Poi se altre forze spingeranno per andare al voto, noi lo abbiamo detto chiaramente: tutto dipende dal Presidente Napolitano, e la sua intenzione non sembra questa. Chi decide di andare al voto lo fa perché ci guadagna, non lo fa di certo casualmente» Ieri il voto della senatrice Lanzillotta è stato decisivo per il 7-6 a favore del "palese". Sembra che la stessa si fosse incontrata pochi giorni prima con Renzi, e non mancano le voci circa un suo possibile ritorno al Pd. Come giudica questi movimenti? «Sono nuovi? Non mi sembra. Questa è gente che per una poltrona si venderebbe a chiunque, non è che hanno idee o programmi che vogliono seguire. Se ci si sposta con una certa facilità è perché il programma è solo il modo per prendere in giro  gli elettori. Quando invece c'è chi come noi vuole seguirlo, gli si dice di essere "troppo rigidi". Magari avessimo dei partiti in Italia aderenti al programma presentato agli elettori» Oggi si vota il decreto Istruzione. Qual è il vostro auspicio e come sono andati i lavori? «Siamo davanti a un decreto che non affronta il problema principale: il modo di reclutare i docenti. Inoltre i fondi per il diritto allo studio, che vengono presentati come degli investimenti, vengono riportati ai livelli del post Gelmini. Noi chiediamo maggiori fondi da destinare soprattutto all'edilizia scolastica». Da dove si prendono questi fondi? «Da un insieme di sprechi, come i 24 miliardi di euro buttati per la Tav relativa alla parte in Val Di Susa, i 14 miliardi per gli F-35, i tanti milioni regalati ai concessionari delle slot-machine.  I soldi si possono trovare, è semplicemente una questione di scelta e di volontà».        
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...