De Petris (Sel): “Di nuovo in piazza con la Fiom. Fassina-Ferrero? Attenzione alle derive"

31 ottobre 2014 ore 13:25, Lucia Bigozzi
De Petris (Sel): “Di nuovo in piazza con la Fiom. Fassina-Ferrero? Attenzione alle derive'
“In piazza con la Fiom ci siamo stati e ci saremo: sugli scontri a Roma la versione di Alfano non risponde a verità”. Vertenze sul tavolo del ministro Guidi: “Il governo si limita a fare il notaio”. La sinistra a sinistra di Renzi: “Fassina vuole parlare con Ferrero? Lo faccia ma non è così che si ricostruisce un fronte comune di sinistra”. Temi che Loredana De Petris, senatrice di Sel approfondisce con Intelligonews nella settimana più lunga di Renzi e della piazza che s’infiamma. Sciopero generale a novembre. La Fiom alza il tiro contro Renzi? «Già dopo la manifestazione del 25 ottobre l’ipotesi dello sciopero generale era nell’aria come del resto aveva detto la Camusso. L’annuncio della Fiom è legato alle tantissime vertenze aperte che coinvolgono tutta la categoria dei lavoratori. Non se n’è chiusa una, l’unica è stata la vertenza Electrolux ma di fatto perché c’è stato l’attivismo forte del sindacato con i contratti di solidarietà. Io ho partecipato a due tavoli al ministero dello Sviluppo economico sull’Alcoa e devo dire che il governo fa il notaio, si limita a registrare le posizioni dall’una e dall’altra parte ma non vi sono proposte attive. Adesso la situazione anche con gli scontri accaduti a Roma, è diventata molto tesa e quindi l’insieme delle cose – dall’attacco al sindacato all’articolo 18 alle 162 vertenze aperte al Mise – producono questo, con in più il fatto che le scelte del governo vanno nella direzione opposta di quello che dovrebbero essere le necessità per uscire dalla crisi». Dopo quello che è accaduto a Roma che piazza sarà e Sel ci sarà? «Noi certamente ci saremo come c’eravamo l’altro giorno a Roma quando c’è stata la carica della polizia sui lavoratori. E proprio perché c’eravamo, sappiamo bene che la ricostruzione fatta ieri in Aula dal ministro Alfano non risponde a verità, perché basta conoscere Roma per sapere gli che operai si stavano dirigendo dalla parte opposta della stazione Termini. E’ chiaro che dopo giorni di attaccato al sindacato e un clima di scontro portato avanti dal governo, l’aria che si respira diventa pesante e anche le Forze dell’Ordine se non c’è nella catena di comando un’indicazione chiara e orientata alla calma, in qualche modo si sentono legittimate a usare le maniere forti». Oggi a Genova il corteo Fiom è stato aperto da uno striscione con la scritta “Se Renzi è di sinistra, Berlusconi è femminista”. Condivide? «Sì lo condivido. Credo che neanche Renzi alla fine si senta di sinistra; ogni tanto dice di esserlo ma solo perché è il segretario del Pd. Potrebbe essere persino più femminista Berlusconi visto che negli ultimi tempi è diventato più aperto, liberal, ad esempio sul tema dei diritti e delle unioni gay». Il sondaggio di Piepoli dà in calo il gradimento degli italiani nei confronti del premier e in lieve aumento quello per la sinistra a sinistra di Renzi. Come legge questo dato? «Quanto accaduto nell’ultima settimana, tra la manifestazione della Cgil a Roma, la Leopolda e gli scontri nel corteo Fiom, ha messo più a nudo la vera natura del renzismo e quindi anche lo scontro voluto, deliberato, con il sindacato non poteva non influire nei sondaggi e sul gradimento. L’altro dato è che nonostante Renzi continui a diffondere ottimismo e sicurezza, la crisi morde e i dati dell’Istat sono drammatici». Fassina a Intelligonews ha detto che parlerà con Ferrero che, a sua volta, a Sel ha lanciato da tempo un appello per la ricomposizione della sinistra. Voi ci parlerete con Ferrero? «Se si comincia così non si va da nessuna parte per un motivo molto semplice: oggi per ricostruire un fronte di sinistra è necessario mettere insieme valori, idee, punti di riferimento. Non serve fare operazioncine mettendo insieme un pezzo di Sel un pezzo di Rifondazione e così via. Dobbiamo costruire una coalizione ampia e non partire con derive organizzativiste che non portano a nulla. Questo è sempre stato l’errore della sinistra che si aggregava e cinque minuti dopo si rompeva. Il problema non è costruire un partito, ma un fronte di iniziative, valori, senso comune, punti di riferimento. No alla ricostruzione della sinistra con le nostalgie. Occorre dare risposte concrete e moderne alla gente che non vede futuro: la modernità non è quella che propaganda Renzi con lo Sblocca Italia che propone cementificazione e petrolio – visioni che appartenevano al secolo scorso -  ma risposte più avanzate per uscire dalla crisi. Per questo noi abbiamo proposto una Coalizione dei diritti all’interno della quale ciascuno dalla posizione in cui si trova porta avanti le battaglie condivise sui singoli temi, ricostruendo  un fronte comune di sinistra».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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