La Puppato (Pd) a Intelligonews parla di Scalfari e la Troika, Prodi e Renzi, Civati e Sel

04 agosto 2014 ore 13:58, Lucia Bigozzi
La Puppato (Pd) a Intelligonews parla di Scalfari e la Troika, Prodi e Renzi, Civati e Sel
“Non comprendo la strategia di Civati”. “Scalfari e la Troika? Atteggiamento infantile”. Laura Puppato, senatrice dem, nell’intervista a Intelligonews, mette in fila i temi sul tavolo del governo e della maggioranza senza rinunciare alla schiettezza del suo pensiero. Così anche per la profezia di Nardella sul voto anticipato o sul patto del Nazareno 2 in chiave anti-prodiana…
Nazareno 2, Finanziaria 2. Che c’è di vero? «In tutta la vicenda che ci vede, per necessità, dialogare con Fi, io mi concentro in particolare sugli obiettivi del dialogo a questo punto opportuno. In altre parole, come è stato per le riforme che stanno portando una notevole ventata di credibilità alla classe politica per essere riuscita a riformare se stessa, così è per la legge elettorale. E gli obiettivi si riassumono nel livello di rappresentatività che vogliamo dare alla politica togliendo di mezzo in un colpo solo il Porcellum che ha provocato gravi lacune democratiche. La nuova legge elettorale sarà il banco di prova di questa rinnovata democrazia: importanti sono le soglie, il premio di maggioranza a mio avviso da fissare al 40 per cento, le preferenze o i collegi uninominali. Non esiste l’alea di mistero sul patto del Nazareno che ad esempio Grillo e il M5S stanno diffondendo dal momento che stiamo andando avanti di grado in grado, intervenendo anche con ampie modifiche come stato per la riforma del Senato e le nuove modifiche al sistema di voto: tutto ciò dimostra che non c’è alcun accordo blindato bensì un accordo funzionale per rendere il paese un po’ più snello e con una classe politica più accettata dai cittadini ». C’è chi, però, lo legge come un patto anti-prodiano in chiave Colle. Prodi stesso non si stupisce dell’ipotesi. Cosa risponde? «Chi lo dice mi stupisce due volte. Le dietrologie sono ormai all’ordine del minuto ma le abbiamo viste sconfitte sulle riforme costituzionali e spero anche in quella elettorale che sta accogliendo molti stimoli dalla società civile e da molti parlamentari, me compresa. L’altra motivo di stupore è che Prodi ha sempre visto in positivo l’arrivo di Renzi; non c’è tra i due una tensione originaria che magari il carattere di Renzi farebbe desumere possa essere la ragione per un’ipotetica esclusione. Prodi ha sempre avuto un atteggiamento fiducioso e di speranza verso Renzi e quindi penso che il premier intenda giocare una partita analizzando questione per questione, senza mettere troppi carri davanti ai buoi». Nardella, uno dei renziani della prima ora più vicini al premier, evoca le elezioni anticipate e prima di lui lo ha fatto un altro renziano, Giachetti. Quanto è realistico lo scenario? «Non so quale siano i contatti che Nardella ha con Renzi sui temi di carattere nazionale, ciascuno di noi dovrebbe fare bene il proprio lavoro nell’ambito in cui si trova e del resto, a suo tempo, ho trovato le battute di Nardella sui senatori fuori luogo e mi ha fatto piacere che Renzi le abbia stoppate apprezzando il lavoro che si sta facendo, perché è troppo facile sparare sul mucchio…Non so cosa sappia Nardella sull’idea del voto il prossimo anno dopo il semestre europeo, io ritengo che sia una delle ipotesi sul tavolo se Renzi non avrà attorno una maggioranza coesa. Penso che il premier proprio per sua natura non trascuri alcuna possibilità. A mio avviso laddove si dovesse ritrovare con difficoltà oggettive a realizzare scelte politiche importanti a causa di contrasti dentro il governo, ad esempio i ministri di Ncd, penso sia nella logica delle cose che piuttosto che procedere a singhiozzo, sia più opportuno tornare al voto e cercare una maggioranza più stabile. Se invece, come pare stia avvenendo, vi è una sostanziale capacità di condivisione degli obiettivi e del metodo per raggiungerli, le elezioni non ci saranno anche se non andrei ai giocarlo al Lotto». Scalfari invoca la Troika. Che effetto le fa? «Queste improvvise promozioni che si traducono poi in altrettanti improvvisi abbattimenti le trovo infantili anche se arrivano da una persona che ha una lunghissima storia e un’età matura. Forse vale la pena, mi permetto di dire, un po’ più concreti e più seri. Chi si è illuso che con la bacchetta magica il giovane Renzi producesse all’istante effetti stratosferici e solo positivi, non ha colto la gravità di una crisi che, invece, chiede alla politica e agli italiani un cambio di logica e di passo. Non è che prima c’era Dio e ora c’è il diavolo…». Renzi sfida i numeri e nega una manovra correttiva in autunno. Lei ci crede? «Stiamo attendendo le valutazioni non solo del Pil per il secondo trimestre dell’anno che arriveranno a settembre. Nel Veneto, la mia regione, ci sono alcuni elementi positivi che cominciano ad evidenziarsi: luglio si è chiuso con 78 mila posti di lavoro in più determinando quindi un’inversione di tendenza che non trascurerei. A me interessa non tanto il Pil quanto l’occupazione: la sfida per l’Italia è aumentare il numero degli occupati che oggi sono 23 milioni a fronte di 61 milioni di abitanti: così non andiamo da nessuna parte e non è un caso che la Germania a fronte di una popolazione di 80 milioni abbia 42 milioni di occupati. Io farei una valutazione a fine settembre anche comprendendo quali siano le entrate e le uscite, considerando anche i tagli consistenti in alcuni settori che finora vivevano in una deregulation; con una lotta all’evasione oggi molto più credibile». Civati guarda a Sel e dice che con questa riforma del Senato fa fatica a stare nel Pd. Lei che lo ha supportato alle primarie, come commenta? «Se riuscissi a comprendere bene qual è la sua filosofia, la sua strategia e soprattutto se riuscissi a condividerla, gli sarei rimasta più vicina di quanto non abbia fatto dopo averlo supportato alle primarie. In realtà, come noto, ciò che mi attendevo da Civati è che si unissero le forze rispetto a Renzi e si mettessero in campo politiche di forte attenzione all’ambiente, ai diritti civili, all’occupazione, ai temi socio-sanitari. Adesso vedo che c’è un atteggiamento che dopo le primarie è mutato, di scarso dialogo tra Civati e Renzi. Non entro nel merito di chi e perché, ma certamente mi sfugge la ragione per cui a un certo punto, partendo da una identica voglia di cambiare il paese, non si sia arrivati a congiungere gli sforzi. Pur con tutte le lacune del caso, resto dell’idea che questa sia ancora la strada giusta e che debba restare un forte partito democratico in grado di esprimersi sui tutti i temi».
autore / Lucia Bigozzi
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