Draghi prende tempo per salvare capra (consumi) e cavoli (Bundesbank)

04 aprile 2014 ore 10:42, intelligo
Draghi prende tempo per salvare capra (consumi) e cavoli (Bundesbank)
di Luca Lippi
Mentre nelle sale operative analisti e negoziatori finanziari avviavano la loro consueta corsa agli slot del “taglia o non taglia”, il governatore della BCE era preoccupato a decidere le parole da usare in conferenza per giustificare la sua non decisione. “Non decisione” non significa che non stia lavorando, piuttosto il contrario. Deve prendere una decisione importante per intraprendere una strategia almeno sufficiente per salvare capra e cavoli, e non è certo una posizione invidiabile quella di Mario Draghi. I pericoli dietro l’angolo sono la deflazione e soprattutto il fatto che non si possono obbligare le banche a concedere prestiti alle imprese e alle famiglie per rilanciare i consumi. Non ultimo, Mario Draghi deve mediare con la banca centrale tedesca per scongelare qualunque somma di denaro (concreta anomalia perché anomalo è che i destini dell’Europa debbano passare per un paese sovrano). Perché il pericolo è la deflazione? Perché la deflazione abbassa i prezzi e fanno entrare in spirale di concorrenza insana le aziende che per continuare a mantenere i prezzi devono dequalificare e licenziare fino a chiudere. Perché il pericolo è il comportamento ostile delle banche a finanziare imprese e famiglie? Perché le banche sono società per azioni e non istituti di beneficienza, quindi operano allo scopo di procurare maggiore ricavo possibile. Concedendo loro prestiti di denaro a tasso più basso queste preferiscono investirlo in operazioni più redditizie piuttosto che finanziare un mercato incerto e pieno di rischi, causa l'assenza di una politica a sostegno dell’impresa e delle famiglie da parte del governo. Mediare con la banca centrale tedesca è un pericolo perché ovviamente bada agli interessi del Paese che rappresenta e per qualunque cosa non la riguardi direttamente la risposta è sempre no! Questi sono i motivi che rendono sgradevole l’esercizio delle funzioni del governatore della BCE; quindi ha deciso di prendere tempo e ha lasciato i tassi
Draghi prende tempo per salvare capra (consumi) e cavoli (Bundesbank)
(costo del denaro) a 0,25% pur consapevole che a breve dovrà tagliarli fino a 0,15%. La riflessione che deve avere fatto il governatore della BCE è che i tassi sono già assai convenienti per il sistema, sufficientemente convenienti a sostenere la ripresa, ma senza una riforma che costringa gli istituti di credito (esiste solo in Gran Bretagna) di reinvestire il denaro a sostenere l’economia reale (con le dovute garanzie ovviamente), che senso ha continuare a concedere ulteriori vantaggi a chi è già abbondantemente avvantaggiato? Si pensa al quantitative easing (già adottato con scarsi risultati) che è l’acquisto dei titoli rappresentativi del debito pubblico dei Paesi con maggiore criticità allo scopo di abbassarne gli interessi da pagare di fatto togliendo pressione al bilancio del Paese emittente. Questo processo è stato studiato col sistema della sterilizzazione del flusso monetario, che è quello di drenare dal mercato la quantità di euro necessaria alla BCE per operare questi acquisti, ovviamente questo avvantaggia nel medio termine i bilanci statali ma contemporaneamente provoca stagnazione e fuga di capitali poiché il sistema dell’eurozona e fortemente influenzato dalle banche (la banca centrale tedesca ovviamente odia questo procedimento), a differenza di quello che accade ad economie come quella statunitense o giapponese. Quindi il quantitative easing sarebbe utile purché non sia finanziato con la sterilizzazione di massa monetaria circolante. Utile quanto? Stampare nuova moneta provocherebbe inflazione che, non sarebbe un male assoluto, ma lo è nel momento in cui i dati sull’inflazione battono un preoccupante 0,7% (molto inferiore alle attese). Con questa situazione come può Mario Draghi andare in Bundesbank ad imporre una inversione di politica monetaria senza incassare l’ennesimo no? Ecco perché non ha potuto fare niente e prende tempo, forse cercherà conforto nel centro studi di Goldman Sachs (non ne avrebbe bisogno) per convincere il banchiere tedesco a cedere posizioni prima che sia più complicato ancora recuperare tempo prezioso per mettere al sicuro l’Euro. Goldman Sachs dice che la BCE inevitabilmente dovrà portare il costo del denaro allo 0,1% per vedere effetti concreti! Seguiamo con attenzione.  
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