Gasparri (Fi): “Senza Berlusconi niente riforme. Scoperto il trucco di Renzi…”

04 aprile 2014 ore 15:30, Lucia Bigozzi
Gasparri (Fi): “Senza Berlusconi niente riforme. Scoperto il trucco di Renzi…”
“Stiamo al tavolo delle riforme per il paese ma non vuol dire condividere tutto ciò che dice Renzi, anzi”. Quell’anzi, Maurizio Gasparri, senatore di Fi e vicepresidente di Palazzo Madama, lo individua su due fronti: il dossier Province “un trucco: non verranno abolite. Renzi dice che cancella tremila politici in realtà ne rimette in circolo trentamila”, e il dossier Senato: “Sarà un Senato di nominati”. Nella conversazione con Intelligonews non si sottrae al quesito dei quesiti: l’altalena forzista tra patto sulle riforme e opposizione al governo.
Senatore Gasparri, dica la verità: Fi soffre di schizofrenia? Da un lato sostiene le riforme dall’altro definisce quella delle Province “un golpe”. «È una fase molto complessa, da un lato c’è il tavolo delle riforme al quale partecipiamo con spirito sincero per superare il bicameralismo, ridurre il numero dei parlamentari, facilitare il funzionamento delle istituzioni; il che non vuol dire che dobbiamo condividere tutto ciò che dice o fa Renzi. Dall’altro sulle singole proposte ci riserviamo di dire la nostra». Come sul no alle Province? «Sulle Province è tutto un trucco: gli enti territoriali restano in piedi, hanno eliminato gli elettori per cui gli eletti vengono scelti dai sindaci; si aumentano a dismisura il numero dei consiglieri comunali nei Comuni minori e il numero degli assessori. Renzi dice che cancella tremila politici ma ne rimette in circolo trentamila. Noi condividiamo le cose coerenti con il nostro programma; quando qualcosa viene copiato dal nostro programma lo condividiamo, per il resto ciò che non ci convince lo contestiamo». Tutto questo passa nel vostro elettorato? «Mi rendo conto che è un po’ difficile distinguere le situazioni. L’altro giorno ad esempio quando c’è stato il voto sull’abolizione del reato di immigrazione clandestina, l’onorevole Rocco Palese ha dato un’indicazione di voto sbagliata al gruppo facendo votare a favore. Per fortuna quasi tutti si sono dissociati, molti hanno votato contro, altri si sono astenuti ma se Palese avesse dato l’indicazione corretta avremmo evitato l’equivoco. E’ una partita delicata, anche perché se dici no alle riforme ti accusano di essere un parruccone, ma noi non possiamo stare allo schema propagandistico di Renzi che è molto abile a far passare per vere cose che non lo sono». A cosa si riferisce in particolare? «Dalle Province alla riforma del Senato che lui dice di voler abolire ma non sarà così, perché sarà un Senato di nominati. Stamani partecipando ad Agorà c’era un sondaggio che chiedeva agli italiani se erano favorevoli o contrari all’abolizione del Senato come se fosse una cosa vera. Si sta creando un circuito-truffa in cui Renzi dice una bugia, poi viene fatto il sondaggio su quella bugia e alla fine nell’immaginario collettivo quella bugia si afferma come verità. Ma presto il trucco verrà scoperto e noi ci battiamo per riaffermare la verità. Al momento c’è un circuito di palloni gonfiati che sta aiutando Renzi e può creare qualche difficoltà a noi, ma nel tempo medio ristabiliremo la verità». Sull’Europa però siete ‘tiepidi’. Perché? «Ho detto a Berlusconi che sull’Europa serve un’iniziativa forte. Berlusconi deve rivendicare la validità dello scontro che ebbe con la Merkel e Sarkozy perché aveva ragione lui e torto loro che hanno portato l’Europa nella bara. Bisogna spiegare che chi vota Renzi porta Schultz alla guida della Commissione europea, cioè un tedesco che Berlusconi individuò subito come un personaggio ostile all’Italia». Tenuta sul patto per le riforme in cambio dell’agibilità politica di Berlusconi: è questo il menù del faccia a faccia con Napolitano e del vertice di Gianni Letta e Verdini con Renzi? «Noi veniamo descritti come pericolosi estremisti, poi se parliamo con Napolitano o con Renzi ci dicono che siamo collaborazionisti. In realtà confrontiamo le nostre tesi con quelle degli altri ed è chiaro che uno dei temi è anche quello dell’agibilità politica di Berlusconi e del rischio di comprimere i diritti di milioni di italiani che votano e si riconoscono in Berlusconi e senza i voti di questi milioni di italiani, Renzi non avrebbe i numeri sufficienti per fare le riforme. Nel suo partito viene preso a schiaffi: prima Grasso, poi nChiti e altri venti senatori raccolgono le firme contro la riforma renziana del Senato, Civati si prende gioco di lui senza parlare di quelli che non stanno in parlamento ma sono del Pd come Rodotà che si lamenta su ogni cambiamento. La verità è che senza Berlusconi non si fanno le riforme. Se si dovessero attuare misure vessatorie che comprimono l’agibilità politica di un leader è chiaro che sarà in gioco il percorso delle riforme. Noi denunciamo preventivamente i rischi di misure effetto di una condanna che riteniamo ingiusta, tali da minare alla base il diritto di essere in campo perché milioni di elettori e decine e decine di parlamentari si riconoscono in lui». Asse Alfano-Casini alle Europee. Il leader di Ncd dice che Fi si è smagnetizzata e che alla fine sarete voi a chiedere l’alleanza elettorale per costituire un fronte unico dei moderati. Cosa risponde? «Noi riteniamo che dividere il centrodestra sia stato un errore e a compiere questo errore è stato Alfano non Fi. Leggo che Alfano sta rincorrendo Casini per paura di non raggiungere il quorum, quindi scambia la paura di non arrivare al 4 per cento con un grande progetto di unità dei moderati. Del resto, l’Udc ha sondaggi ancora più severi: si uniscono per non stare da separati sotto il 4 per cento. Sono loro che hanno diviso i moderati, è Alfano che ha animato la scissione nel momento di massimo attacco a Berlusconi. Aspetto Alfano martedì al Senato per parlare dei tagli alle forze dell’ordine e sul comparto sicurezza: io lo avevo chiesto da tempo e finalmente Alfano si presenterà al Senato». Cosa bolle nella pentola di Fi per le candidature alle europee? «Credo che chi vuole scendere in campo per dare il proprio contributo è bene che lo faccia. Poi siamo tutti pronti a batterci e lo faremo con grande determinazione». Sì ma la questione del capolista è ancora irrisolta? «Ci saranno vari capilista, Tajani, Toti, il resto verrà deciso nei prossimi giorni. Fitto ha deciso di lasciare il parlamento italiano per candidarsi alle europee; secondo me dovrebbe restare a lavorare in parlamento e nel partito dove la sua presenza è preziosa». Battaglia decisiva per Fi? Anche voi vi state giocando tutto? «Dopo una battaglia decisiva ce n’è sempre un’altra decisiva. Tutte le battaglie sono decisive e nessuna è la battaglia finale».
autore / Lucia Bigozzi
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