Moretti e Direzione Pd: «Le riforme non si fanno con battute spot, pensiamo ad un secondo tempo»

04 giugno 2013 ore 17:15, Marta Moriconi
«Il
Moretti e Direzione Pd: «Le riforme non si fanno con battute spot, pensiamo ad un secondo tempo»
dibattito sulle riforme richiede un confronto approfondito e importante che lasci spazio a tutte le visioni. Non lo si può ridurre ad un paio d’ore». Mentre si avvicina l’ora X della Direzione Nazionale del Pd, Alessandra Moretti con IntelligoNews apre una conversazione  a tutto tondo su temi e idee da affrontare con una certa urgenza. Quanto al toto nome, dribbla la domanda dettando, però, i criteri ad Epifani: «La segreteria, come i membri del Comitato, siano espressione di competenza, di merito e guardino alle esperienze territoriali, l’esperienza amministrativa è già una buona base di partenza». Prima Direzione Pd per Epifani. Cosa si aspetta e cosa non vorrebbe che accadesse? «Intanto la presentazione della squadra che il segretario farà sarà anche l’indicazione del percorso da qui al congresso. Oggi si discuterà del tema delle riforme costituzionali. Occorre individuare, sicuramente, una linea politica in questo senso». Ma Cuperlo ha detto che serve un altro appuntamento per discutere di riforme. E’ d’accordo? «Sono d’accordo con lui. Il tema è così rilevante che non si può risolvere con battute spot. Piuttosto richiede un confronto approfondito e importante che lasci spazio a tutte le opinioni. Non lo si può ridurre ad un paio d’ore». In casa dem c’è chi è favorevole e chi contrario al presidenzialismo. La sua opinione? «Occorre aprire una discussione seria su questo punto. Il Presidente della  Repubblica è organo di garanzia e terzietà, e anche di grande equilibrio come ha dimostrato in questi mesi. Ma il Presidente Repubblica non è l’espressione di un potere assoluto: è doveroso prevedere, per la salute della democrazia, che questa  discussione si inquadri all’interno di un riequilibrio generale dei poteri, mantenendo la centralità del parlamento. E’ necessario poi affrontare il tema del conflitto d’interessi.  La conditio sine qua non» Nomina della segreteria e del Comitato. Ha qualche nome che le piacerebbe? «Più che sui nomi, per me è importante che chi si sceglie sia espressione di competenza, di merito, e abbia una buona esperienza territoriale. L’esperienza amministrativa, per esempio, è una buona base di partenza. E non che sia frutto di spartizione tra correnti, è una logica che ha già fatto  tanto male al partito». Le regole del congresso. Cosa auspica? «Un congresso aperto. Si discuta sui temi e sulle idee che il partito ha per l’Italia. Ci siano più candidati con posizioni diverse sì, ma che poggino su radici comuni. E poi non si protragga troppo. I nostri territori lo attendono  con ansia». Renzi presente in Direzione Nazionale. Un suo commento… «Renzi in Direzione è il segno positivo di un interesse e di una volontà di essere all'interno di un percorso di scelte importanti». Legge elettorale. A cosa guarda? «Primo: occorre un radicale cambiamento rispetto al Porcellum. Il tema della riforma elettorale  va inquadrato dentro un percorso di riforme costituzionali complessivo, che veda tutte le forze politiche responsabili nei confronti dei cittadini. Sono loro che ci chiedono, oltre ad un cambiamento radicale del sistema elettorale, il dimezzamento del numero dei parlamentari e la modifica dell’assetto delle due Camere. Trasformazione del Senato in Camera delle Regioni».  In casa Dem c’è modo di incontrarsi alla fine dei dibattiti che dovete affrontare? «Sì, se diciamo basta agli individualismi e ai personalismi. Apriamo una discussione seria e approfondita anche su questo».
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