Platone a Palazzo Chigi

04 marzo 2013 ore 12:17, intelligo
Platone a Palazzo Chigi
di Andrea Marcigliano. Domanda retorica chè a ben vedere, l’autore della Repubblica e delle Leggi mai è stato dimenticato e resta – con il suo “discepolo” Aristotele – il punto di partenza ineludibile per ogni riflessione sulla Politica, quella, ovviamente, con la Maiuscola, quella che, se vogliamo, vola un bel po’ più in alto delle odierne digressioni su Bersani, Grillo, giaguari smacchiati o da smacchiare, coalizioni più o meno fantascientifiche ed altre carabattole... perché leggere o rileggere Platone significa confrontarsi con i fondamenti della vita politica, ovvero su cosa significa, alla fin fine, vivere in una Comunità Civile, partecipare di quella Cosa Pubblica, di cui sempre si fa un gran parlare, ma della quale, negli ultimi tempi, si è, di fatto, perso il senso. E allora ben venga il nuovo saggio di Alain Badiou –“La Repubblica di Platone”, Ponte alle Grazie – che lo stesso autore, rispondendo ad una domanda di Stefano Montefiori – “La Lettura” sul Corriere di ieri - definisce come l’opera sì di un aristocratico/antidemocratico, ma che, oggi, rinnovato e modernizzato, diventa uno strumento critico essenziale del potere debordante dell’Alta Finanza speculativa che governa, o meglio sgoverna l’attuale stagione della politica mondiale, quella che, con infelice neologismo, è stata denominata Globalizzazione. Al di là della particolare interpretazione di Badiou – che palesemente risente ancora della lettura in chiave materialistica di Hegel del suo antico maestro Althusser, nonché delle giovanili simpatie per il Maoismo – quello che ci sembra, comunque, utile, anzi necessario è proprio il richiamare, in questo preciso momento storico, i classici del pensiero politico occidentale: non solo Platone, ma anche Aristotele, il nostro Machiavelli, Guicciardini, Hobbes e via discorrendo. Perché quella che stiamo vivendo non è solo la crisi, più o meno effimera, di una Seconda Repubblica italiana abortita già prima di nascere, bensì una, purtroppo lunga, fase di declino dei modelli politici occidentali, che avevano dominato la scena mondiale per oltre tre secoli. Un vero e proprio Tramonto dell’Occidente, soffocato dalle sue stesse contraddizioni interne e minacciato dall’ascesa di nuovi e più competitivi modelli, primo fra tutti quello cinese. Di qui, appunto, il Tornare a Platone: tornare a riscoprire le radici di ciò che siamo. Per non dimenticare ed evitare di perderci nel Crepuscolo.
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