Dino Grandi: traditore o patriota?

04 marzo 2013 ore 12:25, intelligo
di Americo Mascarucci
Dino Grandi: traditore o patriota?
Per gli ex fascisti è rimasto  il traditore per eccellenza, quello che provocò la fine del regime. I comunisti non gli hanno mai voluto riconoscere alcuna legittimità nonostante sia stato proprio lui il protagonista della drammatica seduta del Gran Consiglio del Fascismo datata 25 luglio 1943.  Dino Grandi, il promotore del famigerato ordine del giorno che sfiduciò Benito Mussolini offrendo al re Vittorio Emanuele III il pretesto per dimetterlo da capo del governo, sfuggito ai tribunali ed ai plotoni d’esecuzione nazi fascisti e morto nel 1988 a Bologna alla veneranda età di 93 anni, resta una figura controversa sul piano storico e politico. Che ne sarebbe stato dell’Italia se lui e gli altri congiurati non avessero votato l’ordine del giorno e provocato la crisi del regime? Non avremmo avuto l’otto settembre del ’43 con tutte le tragiche conseguenze che ne sono derivate (l’occupazione tedesca, le feroci rappresaglie naziste, la guerra civile), ma forse migliore sorte sarebbe toccata ad un Paese rimasto fedele fino alla fine all’alleanza con Hitler? Grandi altro non ha fatto che interpretare una parte, facendo sì che il processo storico giungesse a compimento. Il fascismo aveva firmato la sua condanna a morte il giorno in cui Mussolini, dal balcone di Piazza Venezia, aveva annunciato alla folla osannante l’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania. La storia aveva voltato le spalle al Duce nel momento stesso in cui, la prevista guerra lampo, andava a complicarsi drammaticamente e le perdite umane andavano ben oltre le poche migliaia che erano state messe in conto per sedere al tavolo della pace. Il fascismo non aveva scampo, così come la parabola discendente di Mussolini. Grandi è stato un personaggio chiave di questa parabola che la storia aveva stabilito essere inarrestabile. Quante volte in questi anni è sembrato scorgere dietro certi politici attuali dei potenziali Dino Grandi. Angelino Alfano fino a pochi mesi fa non sembrava forse il Grandi perfetto per Berlusconi? Solo che lui ha scelto di essere il Galeazzo Ciano della situazione, pronto a rivoltarsi contro il proprio leader per poi presentarsi al suo cospetto con il capo cosparso di cenere invocando perdono. E Renzi? Quanti hanno sperato che fosse il Grandi di Bersani e D’Alema? Maroni è stato sicuramente il Grandi di Bossi, come Donadi lo è stato di Di Pietro. In passato Fanfani fu il Grandi di De Gasperi, Martelli provò ad essere quello di Craxi con scarso successo. E Casini e Fini? Loro non hanno avuto bisogno di trovarsi un Grandi, si sono suicidati politicamente da soli. Resta Beppe Grillo? Oggi sembra il Grandi del sistema politico italiano ma chissà che presto non trovi un Grandi fatto su misura per lui?  
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