Donzelli (FDI): «Futura destra, niente sedute spiritiche»

04 marzo 2013 ore 18:12, Francesca Siciliano
Donzelli (FDI): «Futura destra, niente sedute spiritiche»
Giovanni Donzelli, consigliere comunale di Firenze, ex An, ex Pdl ora in Fratelli d'Italia. Conosce Matteo Renzi da vicino e gli chiediamo secondo lui a che gioco sta giocando. «Renzi fa quello che gi conviene, figurarsi se pensa veramente a cosa possa convenire al suo partito a Firenze o all'Italia» risponde a IntelligoNews. E che cosa gli conviene in questo momento? «Stare fermo e aspettare gli eventi, a prescindere da quali possano essere tutte le circostanze in gioco». Poi ci racconta il suo progetto di “Nuova Destra”, ma guai a confonderla con quella di Fini...     Come commenta il risultato elettorale di Fratelli d'Italia, siete soddisfatti? «Sarei stato soddisfatto se avessimo ottenuto il 51%. Non abbiamo vinto, né noi né il centrodestra. Ora il nostro obiettivo è quello di rafforzarci. Certo, se non avessimo avuto dei tempi così contingentati (siamo “nati” a 40 giorni dalle elezioni) e se vi fosse stata la possibilità di farsi conoscere meglio dai cittadini magari avremmo ottenuto un risultato migliore. Ma per come siamo partiti è andata bene: tra le varie forze dell'eredità della destra italiana noi siamo gli unici a esser rimasti in piedi. Ora ci rimboccheremo le maniche: non possiamo mica sederci sugli allori per un 2% scarso. Proviamo a far rinascere una nuova destra» Come? Avete un progetto unitario? «Se anche vi fosse un progetto unitario di “ex”, di tutti quelli che vogliono mettersi insieme per riportare indietro le lancette dell'orologio, a me non interesserebbe minimamente. Anche se si mettessero intorno a un tavolo Fini, Gasparri, Alemanno, Matteoli, La Russa, la Meloni verrebbe fuori una seduta spiritica, non un partito. Quel che è stato è stato e non tornerà più, nel bene e nel male. Noi cerchiamo qualcosa di nuovo, abbiamo l'ambizione di essere il fulcro di un nuovo centrodestra che deve sopravvivere in un orizzonte politico di destra al di là di Berlusconi. Non si può mica pensare che il centrodestra esista solo grazie a Berlusconi che in campagna elettorale tira fuori il meglio di sé. Noi vogliamo realizzare un progetto politico che stia in piedi su delle gambe robuste, non sugli ultimi sprazzi d'energia di Berlusconi». Le gambe robuste sarebbero dovute essere quelle di Fini, che ha preso in mano un partito, An, ed è riuscito a farlo evaporare con Fli... «Ho sofferto moltissimo per le posizioni di Fini, fin da quando ha iniziato a mettere in discussione i punti di riferimento valoriali e culturali fondamentali per la destra. Fini ha iniziato a cambiare rotta, molto probabilmente per un disegno politico che già aveva in mente, ma che abbiamo visto come è andato a finire. Tuttavia è riuscito nel suo intento: quello di cancellare l'identità di una destra così come la conoscevamo, pur non riuscendo a realizzare nulla di concreto. Con il delirio di Futuro e Libertà ne ha pagato le conseguenze».
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