Capuozzo: “Un video scagiona i Marò. Russia: Putin gioca a scacchi con Obama ma non è fuori di testa...”

04 marzo 2014 ore 17:22, Lucia Bigozzi
Capuozzo: “Un video scagiona i Marò. Russia: Putin gioca a scacchi con Obama ma non è fuori di testa...”
Nuove prove che dimostrano l’innocenza dei due Marò. E un’analisi lucida ma impietosa sulla partita a scacchi tra Russia e Occidente dove il tavolo da gioco è l’Ucraina; il  ruolo dell’Europa, Italia compresa. A Intelligonews, Toni Capuozzo, giornalista e scrittore, racconta le ultime novità della sua inchiesta per tirare fuori dall’India Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (in onda su Retequattro).
Capuozzo, quali novità dalla sua inchiesta giornalistica? «Sulla base di fonti mie, sostengo che ci sono fotografie e un filmato dell’incidente avvenuto il 15 febbraio. Le foto sono in qualche cassetto italiano dopochè qualcuno ha fatto in tempo a spedirle via internet. Il filmato invece è in mano indiana come pure le stesse foto sequestrate qualche giorno dopo l’incidente». Cosa c’è nel filmato e nelle foto? «Non ho potuto visionare personalmente il materiale. Posso solo presumere alcuni elementi in base a quello che so. Primo: qualcuno potrebbe dire che non si vede niente; ne dubito perché sono state scattate e girate da altri membri del team del San Marco in virtù del fatto che tutti i nuclei militari a protezione delle navi sono dotati di macchine fotografiche e telecamere per documentare ciò che avviene. Non si tratta di dilettanti che provano a riprendere un arcobaleno dopo la tempesta, bensì persone che hanno consapevolezza dell’importanza di un atto di testimonianza raccolto in tempo reale. Secondo: si potrebbe dire in ipotesi che quelle immagini dimostrano la colpevolezza dei due Marò e che quindi vengono tenute nel cassetto italiano per non aggravare la posizione dell’Italia. Non è così per il semplice fatto che siccome lo stesso materiale ce l’ha l’India, se ci fosse la prova della colpevolezza dei due fucilieri di marina l’avrebbe tirato fuori da tempo». Perché questo materiale documentale è rimasto nel cassetto italiano? «Me lo chiedo anch’io. Una giustificazione modesta potrebbe essere che magari potrebbe rivelare qualche ipotesi di negligenza in relazione alla dotazione necessaria. La mia idea, invece è che in tutta questa storia la linea difensiva non si è mai mossa in punta di fatto, cioè cercando di dimostrare la loro estraneità ma in punta di diritto sostenendo che l’India non ha la competenza per giudicare, ci si è appellati al diritto internazionale e via dicendo. Solo dopo quasi due anni qualcuno pronuncia la parola 'innocenti' non perché in quanto militari nell’esercizio delle loro funzioni, quanto perché non hanno sparato loro ai due pescatori». A New Delhi nuova udienza il 10 marzo, c'è da aspettarci un nuovo rinvio? «Dall’ultima udienza dopochè è decaduta l’applicazione al caso specifico della legge antipirateria, la difesa ha una settimana di tempo per presentare una memoria sul fatto che, accontonata la legge antiterrorismo, debba essere ancora la Nia a presentare capi d’accusa. Poi c’’è un’altra settimana di tempo data all’accusa per ribattere alle ragioni della difesa. In sostanza, appare evidente il tentativo di spostare il processo da un lato per arrivare a dopo le elezioni indiane che si tengono fra due mesi, dall’altro perché l’India in mano non ha niente contro i Marò». Come si è mosso per ora il neonato governo Renzi? «Troppo presto per valutare: non credo possano esserci pregiudizi favorevoli o sfavorevoli anche se Renzi tra i primi atti ha chiamato i due Marò». Può fare molto di più e diversamente dagli altri governi? «Può fare molto di più e diversamente. Il governo Monti sotto la cui gestione è avvenuto l’incidente ha la grossa responsabilità di aver concesso di fatto l’estradizione la seconda volta dopo il rientro tenporaneo  in Italia dei due fucilieri di Marina. Insomma, un disastro, ma il governo Letta c’è andato molto vicino: ha avuto una gestione per tre quarti in punta di diritto, molto debole. E quando ormai era alla frutta, ha fatto richiamare l’ambasciatore; mossa tardiva». Cosa deve fare l’Italia per riportare a casa Girone e Latorre? «Credo che la richiesta di libertà provvisoria immediata in attesa del procedimento – vedremo dove e come – dovrebbe essere posta con molta forza. Anche sulla base di alcuni elementi di fatto che dimostrano la non colpevolezza dei due Marò e anche perchè la stessa inchiesta indiana e la perizia balistica indiana che non avrebbe validità in alcun tribunale del mondo, sostiene che i colpi dei proiettili rintracciati nel corpo delle due vittime, non venivano dalle armi di Latorre e Girone ma da quelle di altri due Marò. Quindi per loro stessa ammissione, stanno tenendo in condizione di non libertà due persone innocenti». Dall’India all’Ucraina: da un lato Putin oggi ha detto che a Kiev c’è stato un colpo di stato e che Yanukovic è ancora il capo del governo ucraino. Gazprom ad aprile sospenderà lo sconto sul gas all’Ucraina. Dall’altro lo stesso Putin ha ritirato le truppe in esercitazione ai confini con l’Ucraina. Non è una posizione ambigua? E’ un effetto della pressione internazionale oppure Putin usa il bastone e la carota? «Come sempre in questi casi, bastone e carota sono due elementi inseparabili della stessa politica. Credo che il ritiro delle truppe in esercitazioni minacciose, sia figlio da un lato delle pressioni internazionali, in primo luogo di Obama; dall’altro siano un segno che Putin non è fuori di testa come ha detto la Merkel. In realtà, mantiene un certo pragmatismo: dichiarare che Janukovic è il capo del governo ucraino è il bastone così come affermare che l’attuale leadership ucraina non è figlia di una tornata elettorale. Al di là della furbizia e del pragmatismo di Putin, credo che l’unico vero alleato dell’Ucraina sia l’avvicinarsi dell’estate; se fossimo stati all’inizio dell’inverno a Putin bastava chiudere il rubinetto del gas. Questo per dire che l’aspetto più forte è quello del controllo economico. Così come penso che l’arma segreta di Putin sia la debolezza economica dell’Europa». In che senso? «L’Europa in questo momento è come una famiglia di nobili decaduti che sta seduta a tavola con pietanze scarse e vede fuori dalla finestra qualcuno che sta bussando in modo affannato - l’Ucraina – e gli fa un sorriso di cortesia». Come valuta la posizione dell’Europa che pare ancora una volta a trazione tedesca? «La cosa più sorprendente è che il paese che, giocoforza, ha dovuto interessarsi più degli altri all’Ucraina, è la Germania. Lo stesso paese che è anche il padre di un’Europa fatta solo di conti, parametri finanziaria, si è incontrata con una piazza, dove al contrario, ci si è mossi solo in nome della possibilità di viaggiare senza visti, cioè la libertà, in assoluta non curanza dei conti nazionali (15 miliardi di euro di deficitm ndr) perché se l’Ucraina ragionasse alla tedesca dovrebbe correre in braccio a Putin. E’ come se un poveraccio vittima delle macchinette mangiasoldi, chiedesse di entrare a far parte di un severissimo e rigoroso consiglio di amministrazione». La convince la linea del governo italiano? «Il precedente governo talvolta aveva un atteggiamento da mosca cocchiera: nel mondo conti in ragione di quello sei. Non è un caso che Renzi scelga di fare il primo viaggio all’esterno in Tunisia, un fatto che denota in sé una constatazione di marginalità, di un paese rivierasco, periferico e come tale inevitabilmente ininfluente. Anche noi siamo fortunati ad avere la primavera alle porte…».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...