Migliore (Sel): “Aspettiamo la Cancellieri in parlamento. Bonus giovani: gli incentivi non creano lavoro”

04 novembre 2013 ore 16:12, Lucia Bigozzi
Migliore (Sel): “Aspettiamo la Cancellieri in parlamento. Bonus giovani: gli incentivi non creano lavoro”
“Gli incentivi non creano posti di lavoro, semmai fanno emergere lavoro nero”. “Pronto un piano per il lavoro, costo: dieci miliardi. Posti di lavoro per i giovani: 200mila”. Sono le coordinate che Gennaro Migliore, capogruppo di Sel a Montecitorio, declina nell’intervista a Intelligonews, con qualche sottile stilettata a Grillo. E sulla sfiducia alla Cancellieri…
Partiamo da un numero: 14mila. Sono i giovani assunti a ottobre secondo il governo e grazie al bonus. Grillo parla di flop e imbraccia una polemica con Letta. Migliore che dice? «Noi l’abbiamo detto fin dall’inizio: si tratta di una misura insufficiente perché di fronte a una crisi strutturale del lavoro occorre creare nuovo lavoro, non stimolare con incentivi che in realtà possono solo mettere in chiaro ciò che era in nero riguardo alla posizione del singolo lavoratore. Il punto vero è che serve concentrare tutte le risorse in un vero piano del lavoro che agisca sul versante dell’offerta». Belle parole, ma come in concreto? «Un piano di investimenti per la messa in sicurezza del territorio e l’efficientamento del patrimonio edilizio pubblico: si tratta di rilanciare un settore cruciale dell’edilizia senza consumo di suolo e al tempo stesso di attivare risorse che possono avere un vantaggio di medio lungo termine. Noi stimiamo con un investimento di almeno dieci miliardi di euro si possono creare circa 200mila posti di lavoro. E siccome gli investimenti – ci tengo a dirlo – non sono spese inutili, i dieci miliardi che attivano nuovi posti di lavoro hanno effetti benefici e diretti su crescita, maggiore gettito fiscale e ripresa dei consumi». Il vostro piano del lavoro costa in pratica quanto l’intera manovra del governo (11 miliardi) dunque non ci sarebbe margine per le altre priorità. Cosa risponde? «La nostra è una crisi di disoccupazione: il problema non è incrociare la domanda con l’offerta ma aumentare l’offerta. Sul versante della domanda il governo ha messo in campo una misura misera come il cuneo fiscale che porterà nelle tasche dei lavoratori solo 14 euro al mese. Noi, invece, proponiamo di concentrare tutte le risorse disponibili per la creazione di nuovi posti di lavoro e di utilizzare la Cassa Depositi e Prestiti per garanzie su investimenti di medio-lungo termine in modo tale che anche l’impresa privata in una fase in cui le banche non erogano il credito possa essere sostenuta in un progetto di ricostruzione del paese». L’Istat registra un quadro disarmante soprattutto per la disoccupazione giovanile ormai al 40 per cento. I soldi nella legge di stabilità sono quelli che sono e a saldi invariati, non sembrano esserci molti margini. La coperta è troppo corta? «Sei milioni di persone sono senza lavoro, di questi tre sono disoccupati e tre milioni non cercano neanche più il lavoro, soprattutto al Sud. L’idea che si possa affrontare nuove assunzioni con gli incentivi non porta da nessuna parte. L’altra cosa da fare è cambiare il sistema di imposizione fiscale spostando il peso dai redditi da lavoro e impresa alla rendita». Patrimoniale? «Le risorse non vanno prese dall’aumento delle imposte sulla prima casa, bensì dai patrimoni superiori al milione di euro. Bisogna scegliere come spendere quei pochi soldi che ci sono». Cosa c’è da aspettarsi in Aula? Vietnam parlamentare o governo a rischio? «Se il governo non è in grado di dare risposte al paese non può continuare a star lì per la cosiddetta stabilità. A noi preme di più quella delle famiglie che non arrivano alla fine del mese. O risolve questo tipo di stabilità, oppure va a casa, lo dico laicamente». Letta dice c’è un miliardo in più per le famiglie, lei lo ha trovato nel testo della legge? «No. Di miliardi che vanno e vengono ne ho sentito parlare fin troppo ma ne ho visti pochi. A giugno il governo parlò del piano straordinario per rilanciare l’occupazione giovanile, sei mesi dopo c’è la polemica sul miliardo che esiste oppure no. E questo mi fa incaz… Non voglio stare a discutere per mesi su questo, ci dicano su cosa avevamo torto quando contestavamo i provvedimenti. Grillo fa la polemica ma noi queste cose le abbiamo già dette: mi aspetto che il governo risponda anche a noi». Caso Cancellieri, voterete la mozione di sfiducia presentata oggi dai 5 stelle? «Noi vogliamo ascoltare il ministro che riferirà in parlamento, poi valuteremo e capiremo se eventualmente vi sono stati passaggi al di fuori della legge e della consuetudine. Non vogliamo costruire un giudizio precostituito. Più in generale, penso che bisogna segnalare sempre i casi di incompatibilità carceraria, anche quando si tratta di persone comuni». Caos tessere Pd. Come commenta e come valuta l’apertura di Cuperlo a Sel? «Manifesto il massimo rispetto per le questioni interne al partito. Per quanto riguarda Cuperlo, valuto positivamente il suo impianto culturale e la sua idea di ricostruzione del centrosinistra nella quale anche noi siamo impegnati. C’è però un ostacolo grande come una casa…». Quale? «E’ il governo delle larghe intese. Vedremo come affrontarlo. Certo è che seguiamo con grande attenzione Cuperlo». E Renzi, lo ha già archiviato? «Ci sono molte distanze tra me e gli argomenti scelti da Renzi per la sua campagna congressuale: sullo statuto dei lavoratori, sulle questioni legate alle politiche carcerarie. Vedremo quale sarà il suo atteggiamento se e quando dovesse diventare segretario del Pd. Da parte sua mi aspetto che ci sia un atteggiamento meditato e non antipolitico».
autore / Lucia Bigozzi
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