Borghezio (Lega): “La Kyenge non perda tempo con lo ius soli… venga domani a Milano. Basta genuflettersi all’Ue"

04 ottobre 2013 ore 14:58, Lucia Bigozzi
Borghezio (Lega): “La Kyenge non perda tempo con lo ius soli… venga domani a Milano. Basta genuflettersi all’Ue'
“Serve un reato europeo per i trafficanti di immigrati. L’Italia deve battere il pugno sul tavolo europeo e pretendere la ripartizione degli immigrati tra i 28 paesi dell’Ue”. “Il ministro Kyenge non perda tempo con lo ius soli. Venga domani a Milano a parlare coi rappresentanti diplomatici dei paesi africani e scoprirà la verità”. Il giorno dopo la tragedia di Lampedusa, Mario Borghezio eurodeputato della Lega, a Intelligonews mette in fila le cose che non vanno, in Italia e in Europa.
Onorevole Borghezio, cosa si può e si deve fare per non farli morire più? «Fare quello che la Lega chiede da tempo: rafforzare le agenzie europee e renderle veramente operative, una politica europea che impedisca i traffici di carne umana; istituire un reato europeo per i trafficanti di persone perseguibile da una procura europea. Infine, il governo deve smetterla di genuflettersi all’Europa, deve battere il pugno sul tavolo e ottenere il vincolo della ripartizione sugli oneri di accoglienza da parte dei 28 paesi dell’Unione». Reato europeo come quello della Bossi-Fini sulla clandestinità che peraltro ha prodotto grandi polemiche e scarsi risultati? «No. Il reato di clandestinità è per evitare che un esercito di clandestini, una volta arrivati in Italia possa finire nelle maglie della malavita perché senza mezzi di sostentamento. Quando è stata applicata la Bossi-Fini ha dato risultati: i delitti compiuti da clandestini sono diminuiti. La parte dei respingimenti va confermata e non riguarda le persone che invece fuggono perché perseguitate. Il clandestino deve sapere che da un lato arricchisce i trafficanti di esseri umani; dall’altro viola le nostre leggi che prevedono l’ingresso in Italia a chi ha un permesso di lavoro». Sì, ma dalle primavere arabe in poi il fenomeno migratorio è mutato: ci sono milioni di persone che fuggono dai loro paesi in guerra dove sono perseguitati, torturati, uccisi con o senza gas. Non possono essere etichettati come clandestini e per questo respinti, non trova? «Il discorso che lei sta facendo vale per la Siria dove ci sono due milioni di profughi e in questo caso rientra nello schema giuridico e umanitario dell’assistenza ai profughi. Su questo nulla questio; enorme questio invece sull’Europa che se ne frega e lascia solo a noi il compito di gestire il problema. Sulla questione delle primavere arabe, qui l’Europa deve risolverlo a muso duro dicendo ai governanti di quei paesi che l’enorme flusso di risorse che ‘pantalone’ europeo e quindi anche ‘pantalone’ italiano e padano paga non deve finire nelle tasche dei capi locali ma va destinato a investimenti e politiche che consentano di creare lì le opportunità di lavoro e di vita dignitosa per i loro cittadini. Vorrei fare io una domanda…». Dica. «Il ministro Kyenge cosa ha fatto per attenuare i gravi problemi delle condizioni degli immigrati; per far sì che si creassero opportunità di lavoro nei paesi di origine? E quante lettere di sollecitazione ha mandato l’Europa all’Italia?». Si è fatto una domanda, si dia la risposta. «La risposta è: neanche una. E trovo grave che di fronte alla tragedia di Lampedusa, il ministro Kyenge perda tempo con argomentazioni di nessun rilievo come lo ius soli». Ma questa è una sua opinione e come tale opinabile. «Allora invito il ministro Kyenge domani a Milano dove come Lega avremo un confronto coi rappresentanti diplomatici dell’Africa sub-sahariana, paesi dove è più alto il fenomeno dell’emigrazione per sentire dalla loro voce se con tutti i problemi che hanno, quello dello ius soli è la priorità. Sarà accolta con la massima gentilezza; se non vuole parlare con noi, parli con loro e scoprirà che le giovani e ricche africane hanno un’idea dei problemi legati all’immigrazione ben diversa da quella della privilegiata ministra, dottoressa Kyenge». Il leghista Pini ha definito Boldrini e Kienge “responsabili morali” dei morti di Lampedusa. Condivide? «Non sono io il migliore giudice degli altri. Il richiamo può essere fatto con toni più tranquilli come quelli che sto usando io, ma il concetto di base è fondato. La Bossi-Fini va confermata e integrata: io dico che c’è una responsabilità morale sull’immigrazione, da parte di chi continua a ripetere venite in Italia che c’è posto per tutti. Non è così». Frontex ha dimostrato carenze e inefficienze. In che modo rendere efficace il lavoro delle agenzie europee? «Frontex è un’agenzia che ha svolto un compito molto parziale. Non sono riusciti nemmeno a veicolare a Malta una minima parte delle persone che vengono salvate in acque maltesi. Per la Lega è centrale il rafforzamento di questi organismi con mezzi e direttive efficaci. Ma lo sa che da vent’anni l’Europa parla di immigrazione e a Lampedusa non sono stati in grado neppure di aprire un ufficietto? Noi lo chiediamo da tempo e una Onlus ha fatto propria la nostra proposta scrivendo al commissario europeo per l’immigrazione e a Barroso. Sa come è andata? Nessuna risposta».
autore / Lucia Bigozzi
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