Perucchietti: “Adozioni gay, l’intolleranza è verso gli etero. Renzi il boyscout allineato”

04 settembre 2014 ore 16:57, Lucia Bigozzi
Perucchietti: “Adozioni gay, l’intolleranza è verso gli etero. Renzi il boyscout allineato”
“I toni di Luxuria e quelli di Iannone creano solo confusione e impediscono di affrontare seriamente temi delicati”. Una tendenza quella del muro contro muro spesso accompagnata da insulti che per Enrica Perucchietti, giornalista  e saggista serve solo a “spostare l’attenzione da questioni oggi più urgenti” come gli scenari di guerra dall’Ucraina al Medio Oriente. Autrice del libro “Unisex” nella conversazione con Intelligonews focalizza l’analisi su quella che definisce “l’ideologia di genere” e su come destra e sinistra siano ostaggio di un sistema più complesso alimentato dal “totalitarismo dei buoni sentimenti”. Compreso Renzi…
Adozioni gay, dopo il caso Luxuria-Meloni e le dichiarazioni del presidente della Provincia di Salerno che dice “meglio essere abbandonato che adottato da Luxuria”. Querelle infinita? «Mi sembra che sia Luxuria, sia il presidente della Provincia di Salerno abbiamo usato toni troppo forti. Non concordo sul ricorrere a toni accesi che sicuramente fanno notizia ma in realtà svuotano il senso del tema e in qualche modo spostano l’attenzione dei cittadini dal fulcro del discorso che oltre all’adozione ai gay è legato all’ideologia di genere. Ci sono due problemi fondamentali: da un lato il tema fa presa sulla pancia delle persone e fa sì che la si butti subito nell’insulto; dall’altro che tutta la propaganda data dall’ideologia di genere porta al fatto che automaticamente si venga bollati come omofobi se si cerca di sostenere un’idea diversa. Ho letto l’editoriale della presidente di ArciLesbica, Gramolini secondo cui chi è contrario all’adozione gay automaticamente è contrario ai diritti delle persone omosessuali: ecco è l’emblema di ciò che sostengo. Non è un discorso con basi logiche nel senso che il tema delicatissimo delle adozioni gay non c’entra nulla coi diritti civili degli omosessuali. Ma c’è un aspetto che trovo interessante…». Quale? «Noto come ci sia stata un’accelerazione su temi quali la fecondazione eterologa e le adozioni gay, quando invece resta osteggiato tutto il discorso sull’adozione da parte delle famiglie eterosessuali che continuano ad avere grandi problemi ad adottare bambini. Mi sembra che anche questo sia un po’ lo specchio di come un certo tipo di lobby siano molto potenti a livello internazionale mentre le famiglie, anche borghesi finite nell’occhio del ciclone, si vedano ancora penalizzate». Lei ha scritto “Unisex” dove indaga l’ideologia gender. Perché questo libro e a quali conclusioni è arrivata? «Il libro è uscito un anno fa e ho deciso di scriverlo perché in Italia non c’era un saggio con un taglio filosofico e l’intento di indagare cosa è effettivamente l’ideologia di genere ma soprattutto quali sono gli interessi economici e politici e in questo senso antropologici, nella sponsorizzazione massiccia dell’ideologia di genere e nella manipolazione mediatica di questo tipo di messaggio. L’idea portante del libro è che ci sia il tentativo di distruggere la famiglia così come si sono distrutti gli elementi strutturali che rendono radicato e forte un individuo, come appunto la famiglia. L’obiettivo è creare a livello antropologico un uomo senza identità, anche sessuale, che diventi facilmente manipolabile dal progetto politico allineato col capitalismo che vuole distruggere la famiglia tradizionale in quanto comunità forte. Un tentativo di strumentalizzare rivendicazioni, anche gay, per sradicare l’individuo e sdoganare un pensiero unico, omologato e creare un individuo perfetto che possa diventare il cittadino di un governo unico, globale, di stampo occidentale». Sul tema diritti gay, matrimoni e adozioni, che idea si è fatta della linea di Renzi? Il premier ha annunciato che in autunno si occuperà della questione ma c’è chi lo accusa di ambiguità. «L’ambiguità di Renzi potrebbe essere solo nel suo background di simil-democristiano, ciellino, boy scout dei valori tradizionali ma in realtà è allineato con i suoi colleghi europei e non solo, penso ad Obama. La cosa interessante che abbiamo analizzato nel libro è che a livello politico tutti i premier e gli statisti occidentali sia essi di destra o di sinistra appoggiano con forza le unioni tra gay». Perché? «Concordo con Diego Fusaro quando dice che la sinistra contemporanea ha abiurato la difesa dei diritti sociali dei più deboli sul tema del lavoro per portare avanti la questione dei diritti gay. Una sorta di alibi finalizzato a non occuparsi di questioni pregnanti spostando l’attenzione da problemi internazionali più preoccupanti come la crisi geo-politica dall’Ucraina al Medio Oriente. Il punto che emerge dall’indagine è che l’ideologia di genere dice che la sessualità è solo una questione culturale. Del resto, il padre dell’ideologia di genere, John Money sosteneva l’idea di poter creare una democrazia perfetta in cui la sessualità sarebbe stata sdoganata in tutte le due varie sfumature e non solo relative all’omosessualità. Un punto sul quale ancora oggi insistono alcuni movimenti politici». La sua tesi vale anche per la svolta gay friendly di Berlusconi? «Berlusconi sembra ostaggio di queste rivendicazioni. Se una volta la destra si faceva paladina del valore della famiglia tradizionale, adesso pare che sgomiti per andare a prendere la tessera dell’Arcigay. Credo vi sia una superficialità di fondo nell’affrontare il tema, si va sempre sullo scontro personale e attraverso il divide et impera che piace tanto ai governi, si creano le fazioni, chi sta con Luxuria, chi con Meloni e non si entra nel merito delle questioni, cioè non ci si interroga su che tipo di futuro avrà il bambino che viene adottato da una coppia gay. In altre parole, non si discute più e il rischio che vedo è quello di finire in una forma di totalitarismo dei buoni sentimenti per cui non si può dire o pensare diversamente dal pensiero unico. Ho visto gli insulti rivolti a Fusaro su Facebook per aver recensito il mio libro e aver detto come la pensa: si è beccato dell’omofobo ma nessuno ha articolato una motivazione dialettica, costruttiva anche nel dissenso». Lei sostiene che la Russia è l’unico Paese a difendere l’integrità del pensiero tradizionale. Ma in Russia chi manifesta la propria omosessualità viene arrestato. Cosa risponde? «La Russia è un Paese abbastanza vicino a noi e con un’identità caratterizzata dalla ripresa dei valori cristiani. La Russia è la roccaforte di un certo tipo di pensiero tradizionale, sicuramente anche con derive ed eccessi che bisogna indagare in loco ma è altrettanto vero che è in atto una campagna fortemente diffamatoria e guerrafondaia contro la Russia e contro quello che fa Putin. Io non intendo parteggiare per nessuno a priori, dico solo che la Russia ha deciso di difendere i valori tradizionali della famiglia uomo-donna e che nella civilissima America c’è ancora la pena di morte. Un conto è se vai ad arrestare tre squinzie che insultano un luogo sacro come una chiesa e d’altra parte è certamente sbagliato reprimere un certo tipo di rivendicazioni; tuttavia occorre andare a vedere quando quelle rivendicazioni sono legittime e quando possono essere strumentalizzate».
autore / Lucia Bigozzi
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