Mafia Capitale, Donna Assunta: "Ora a Roma un sindaco con le pal... Due parole ad Alemanno. Salvini mi piace"

05 dicembre 2014 ore 13:39, Lucia Bigozzi
Mafia Capitale, Donna Assunta: 'Ora a Roma un sindaco con le pal... Due parole ad Alemanno. Salvini mi piace'
“A Roma serve un sindaco con le palle. Renzi? Non mi piace, Salvini sì”. Sintesi dell’analisi che Donna Assunta Almirante argomenta nella conversazione con Intelligonews su “Mafia Capitale”. Ma il ragionamento si allarga alla destra e non solo… Che idea si è fatta della vicenda che emerge dall’inchiesta? «Sono perplessa e mortificata. Aggiungo che non ho mai visto una trasmissione così brutta come quella di ieri sera dove il povero Storace che non c’entra nulla né dalla porta né dalla finestra, è stato messo sul ‘rogo’. Quanto ad Alemanno, non voglio credere a tutte queste cose, anche perché non hanno nulla a che fare con il dna della destra. Debbo essere onesta: di Alemanno sono rimasta molto ma molto mortificata ma per il fatto che si era impegnato a intitolare una strada a Giorgio Almirante, ma non l’ha mai fatto. Io non ero tanto in armonia con Alemanno; pensi che strade a Giorgio ne hanno intitolate in tutt’Italia meno nella città che lui adorava». Ma secondo lei la destra ha una responsabilità politica? «Mi sembra inverosimile: non è mai accaduto nella destra che è nata con gli italiani. Non sono mai successe cose del genere eppure abbiamo governato con sindaci, presidenti di Provincia e di Regione. Mai e poi mai… non credo fino a quando questa parabola indegna e vergognosa non si chiuderà. Mi vergogno di tutto quello che si legge… Se c’è un bene che la destra ha sempre avuto e praticato è l’onestà, l’integrità, la pulizia morale. Mai nessuno dei nostri ragazzi che sono stati accusati di tutto il peggio del mondo dagli avversari politici, che hanno preso botte, sono rimasti coinvolti in intrecci come quelli che emergono da questa inchiesta. La destra è stata accusata di tutto ma mai di questo: Giorgio predicava l’onestà, l’integrità morale, la rettitudine. Sono indignata per tutto quello che sta accadendo e mi auguro che la magistratura faccia luce e pulizia il più presto possibile». Secondo lei come si può liberare Roma da questo “sistema” l’inchiesta descrive così pervasivo? «Roma è una città enorme dove vivono tante anime, dove arrivano tanti giovani che magari possono restare abbagliati e involontariamente, alcuni di loro si trovano coinvolti in situazioni poco chiare. Ma non la destra, anche quando c’erano al suo interno due anime – quella di Rauti e quella di Almirante - : mentre Giorgio predicava la pacificazione magari dall’altra parte i giovani reagivano diversamente ma questo sempre sul piano politico. I nostri giovani non sono mai stati accusati di queste porcherie. Sarà vero? Io non ci credo fino a quando la magistratura non completa il suo lavoro che a mio giudizio va svolto in tempi rapidi». Marcello Veneziani dalle colonne de Il Giornale scrive, tra l’altro, che la destra deve tornare a fare opposizione dura e abbandonare qualsiasi  velleità di governo perché non ne è capace. Condivide? «Sono d’accordo con Marcello su molte cose ma non su questa e mi sono riproposta di chiamarlo. La destra è una parte importante della vita politica italiana e le assicuro che l’80 per cento degli italiani la pensa così. Proprio perché la destra non ha mai avuto coinvolgimenti con queste porcherie e nel suo dna non ha la propensione all’affarismo, sono convinta che Alemanno prima o poi ne uscirà». Ma quello che l’inchiesta della Procura evidenzia è la trasversalità del sistema di corruzione che chiama in causa anche alcuni esponenti del Pd romano. Qual è la sua valutazione? «Chi decide di fare cose fuori dalle regole trova anime sia da una parte che dall’altra, non vestono tutte lo stesso abito. Penso che le singole persone siano attratte dal fenomeno della ricchezza: oggi c’è una gara a chi mostra di avere di più dell’altro. Mi ricordo che mio figlio mi diceva: mamma ma perché non compriamo la macchina nuova? Tizio l’ha comprata e noi giriamo con un’auto vecchia… Io gli rispondevo: stai al tuo posto, io di soldi non ne ho». I partiti hanno perso il ruolo di controllo al proprio interno? «Oggi è finito il fatto di dire sono del tal partito, cioè il concetto di appartenenza. Nella destra il catechismo era la morale che predicava Almirante. Lui ammirava De Gasperi che partì all’estero per cercare risorse e risollevare le sorti dell’Italia; questi erano grandi uomini diversi da quelli di oggi che trattano la politica in maniera opposta». C’è chi parla dell’ipotesi di commissariamento del Comune. E’ la strada giusta? E cosa direbbe al sindaco Marino? «Gli direi che prima se ne va, meglio è. Ma non vede che macello c’è a Roma? Degrado ovunque, pensi che perfino al cimitero portano via di tutto: croci, fiori, hanno rubato il busto in bronzo di Giorgio donato dai ragazzi della Puglia. Ho dovuto farne fare uno in marmo… è una cosa vergognosa…non c’è neanche più il rispetto per i morti. Non è colpa di Marino ma il fatto è che lui il sindaco non lo sa fare: è come una madre che non sa fare la madre». E al neo-commissario Pd Orfini che direbbe? «Questi giovani che appaiono pensando di essere moderni Andreotti, non è possibile. Sono giovani improvvisati, non sono all’altezza non sono persone capaci di mettere i gomiti sul tavolo e ragionare di fronte alla tragedia che sta vivendo il nostro popolo. Oggi si rimpiangono i vecchi: un Andreotti dove lo ritroviamo?». Si riferisce a Renzi? «Io non lo vedo là dove sta. Non è in grado di affrontare e risolvere i problemi del Paese non per mancanza di capacità, bensì per mancanza di esperienza, di conoscenza: ci vogliono uomini con vita vissuta e con i baffi… Un De Gasperi oggi non è possibile… Questi giovani sono tutti improvvisati. Anche Berlusconi non ha potuto cambiare granchè in tutti questi anni perché si è lasciato prendere da altre storie ed è stato poi bersagliato….». In che modo si può ricostruire la destra? «Se non si trovano gli uomini adatti è come avere un vaso di terracotta anziché una statua meravigliosa. Mancano le menti, la capacità degli uomini, sono tutti improvvisati e questa è la tragedia». Matteo Salvini le piace? «Onestamente l’ho sempre ammirato, specie per la sua timidezza, la serietà e la volontà di non porsi davanti a tutti con arroganza. Renzi non lo ammiro per niente perché è talmente sicuro di sé che non lo ritengo credibile politicamente. Salvini invece mi piace perché mi sembra un uomo ragionato che va coi piedi di piombo. Mi auguro che abbia la coerenza e il coraggio di dire ‘guardate che qui possiamo fare qualcosa’ perché non si può abbandonare il popolo italiano in queste condizioni». Salvini dice che per Roma serve un sindaco leghista. Lei lo voterebbe? «A Roma serve un sindaco che abbia il coraggio di capire di cosa ha bisogno la città. Serve un sindaco con le palle e se non ce l’ha è bene che stia coi pantaloni chiusi e non si muova più. Ma non vede che gli autobus non funzionano, le case del Comune sono occupate, gli immigrati vanno e vengono come gli pare. Non possiamo avere un sindaco sportivo come Marino: se vuole andare in bici lo faccia a casa sua. Io la bici la davo a mio figlio quando aveva cinque anni e dopochè aveva imparato ad andare nel triciclo. E guardi che quello che penso io lo pensano tantissime persone, di destra e di sinistra. Non c’è nessuno soddisfatto della situazione non solo romana ma nazionale: io sto girando in lungo e in largo l’Italia per il centenario di Giorgio Almirante e le dico che a Trieste e Padova c’era una folla incredibile. Questo per dire che l’insegnamento di Giorgio è ancora profondamente vivo nelle persone».
autore / Lucia Bigozzi
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