Morti bianche: in Italia si rinvia anche su di loro

05 febbraio 2014 ore 13:54, intelligo
Morti bianche: in Italia si rinvia anche su di loro
di Stefano Sequino Nel settore agricolo e forestale sono frequenti gli incidenti sul lavoro, spesso mortali, causati dall’impiego di macchinari e attrezzature non idonee perché obsolete e insicure. Ciò nonostante, tra le “milleproroghe” previste dal decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, eccone una che ha posticipato di un anno, al 1° gennaio 2015, il termine per la revisione obbligatoria delle macchine agricole in circolazione. Metà delle quali (circa 800.000) sarebbero, secondo i dati forniti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sprovviste di sistemi di protezione e di sicurezza per i conducenti. Fino ad oggi, in assenza di un decreto attuativo (che dovrà essere emanato entro il 30 giugno 2014), il nuovo Codice della strada è rimasto inapplicato e attualmente non è obbligatorio il controllo della «permanenza dei requisiti minimi di idoneità per la sicurezza della circolazione, nonché lo stato di efficienza» delle macchine agricole. Stesso discorso per quanto riguarda la formazione professionale dei conducenti delle macchine agricole e l’obbligo del «patentino»: il “decreto del fare” (legge 9 agosto 2013, n. 98) aveva infatti rinviato il termine di applicazione degli obblighi di formazione al 22 marzo 2015.
Morti bianche: in Italia si rinvia anche su di loro
Occasione persa (al momento rimandata)
per cercare di colmare alcune lacune normative e poter introdurre anche in Italia regole per la revisione ed il controllo dei sistemi di sicurezza sui macchinari agricoli (oggi non un obbligo ma una facoltà) e una disciplina per la formazione e l’abilitazione dei conducenti, al momento imposta soltanto su strada e non in all’interno dei terreni agricoli. Da tempo anche la Commissione parlamentare d’inchiesta, istituita nel 2005 per far luce sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, ha sottolineato l’importanza dell’ammodernamento e della messa in sicurezza del parco macchine, condizione essenziale (ma purtroppo non sufficiente) per poter contrastare incidenti e “morti bianche” nel settore agro-forestale. Secondo gli ultimi dati INAIL gli incidenti sul lavoro in agricoltura avrebbero provocato 102 morti e 42.825 infortuni, numeri al ribasso che non comprendono titolari di partita IVA, gli agricoltori non professionali (come i pensionati) ed i lavoratori «in nero», infortuni “invisibili” che ovviamente non rientrano nelle statistiche ufficiali.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...