Cronache da Forza Italia, il Golgota del Nazareno e quello interno

05 febbraio 2015 ore 11:25, intelligo
Cronache da Forza Italia, il Golgota del Nazareno e quello interno
Nel giorno in cui numero due del Pd Deborah Serracchiani dice che a rompersi non è il Patto del Nazareno ma Forza Italia, le cronache forziste registrano segnali di ulteriori tensioni interne al partito ma anche nel nuovo scacchiere dei rapporti con la maggioranza e il governo. E’ Renato Brunetta, presidente dei deputati di Fi, a lanciare un messaggio chiaro all’indirizzo del Nazareno.
E il messaggio va oltre il balletto sulla rottura o no del Patto Renzi-Berlusconi perché Brunetta mira dritto all’Italicum che tra qualche settimana approda nell’Aula di Montecitorio. “Ha rotto Renzi, in tutti i sensi. Noi ci limitiamo a prendere atto della slealtà del premier. Il presidente era implicitamente dentro l’accordo istituzionale sulle riforme e si trattava di un fondatore del Pd. Ma Renzi ha preferito privilegiare l’unità del suo partito all’accordo su un nome largamente condiviso seguendo una logica da sbruffone egoista e bulimico di potere. E queste cose si pagano”. Nell’intervista a Repubblica, Brunetta avverte: “Ora voteremo quello che ci piace”. Il riferimento è, ovviamente, diretto alla legge elettorale e sul punto l’esponente azzurro è netto: “Alla luce di quanto successo rivedremo tutte le nostre decisioni. Ora i nostri giudizi possono cambiare”. Ma quando l’analisi si sposta sul caos interno al partito di Berlusconi, il tono di Brunetta cambia: “Fitto è una grandissima risorsa però non può ripudiare le regole del gioco con Berlusconi. Sono le stesse da sempre e lui le conosce benissimo: siamo un partito anarchico e monarchico che poi trova la sua sintesi in Berlusconi. Adesso tutti insieme faremo opposizione responsabile”. Peccato che sia quello stesso Fitto che non più tardi di ieri ha rinnovato la richiesta di azzeramento dei vertici del partito, compresi i ruoli di Brunetta (Camera) e Romani (Senato). Entrambi nel concitato Ufficio di presidenza di Fi in versione “ristretta” avevano rimesso il mandato nelle mani di Berlusconi che però aveva respinto le dimissioni. Oggi Fitto rincara la dose: “Abbiamo uno spazio enorme tra Salvini e Renzi, dobbiamo interrogarci su come rappresentarlo e poi costruire con Salvini e la Lega un’alternativa al governo discutendo nel merito delle questioni”. Per l’ex ministro berlusconiano Fi “non deve parlare dietro a Renzi, ma di come fare opposizione in modo serio e credibile”. Sul come fare, l’europarlamentare è chiaro: “Dobbiamo farlo aprendo un confronto netto e chiaro che porti all’azzeramento degli organismi del nostro partito. Da questa questione non arretro, e su questo c'è un confronto aperto anche e soprattutto con il presidente Berlusconi”. Da qui alla reiterata richiesta di primarie, il passo è breve. LuBi
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