Salvini “scende” in Abruzzo e balla il Sirtaki con Tsipras

05 febbraio 2015 ore 15:36, intelligo
Salvini “scende” in Abruzzo e balla il Sirtaki con Tsipras
di Marco Guerra
 La Lega continua a scendere lungo lo Stivale per ampliare il suo bacino elettorale. Oggi il segretario Salvini è in tour in Abruzzo, fra le montagne imbiancate dell’Appennino centrale, un tempo terra del Regno dei Borboni. In mattinata – riferiscono le agenzie – il leader del Carroccio è stato accolto da circa 100 simpatizzanti del movimento “Noi con Salvini” nel bar Gran Caffé di piazza Risorgimento ad Avezzano. Poco prima la visita a due aziende della zona industriale della città marsicana, la Euroconic e la Fiam. “Da qui inizia una bella avventura, meno tasse, meno immigrazione, più lavoro e più diritti per i cittadini italiani”, ha detto Salvini tra gli applausi dei simpatizzanti. La visita del leader del Carroccio è accompagnata dai capofila della realtà leghista in Abruzzo: Alfredo Castiglione (ex consigliere comunale a Pescara, ex assessore regionale con Chiodi, ex Pdl ed ex Forza Italia) e Simone Angelosante (ex sindaco di Ovindoli, ex An). Ma chi si aspettava parole volte a sostenere una ricomposizione del quadro del centro-destra sarà rimasto quantomeno disorientato, sentendo dire a Salvini che l’accordo di governo tra Tsipras e la destra anti-europea è un “esperimento intelligente, che va al di là delle vecchie sigle ed etichette destra - sinistra, che sono convinto non esserci più neanche in Italia”. “Non credo più alla destra e alla sinistra.  Credo - ha aggiunto il leader del Carroccio - alla distinzione tra produttori e mantenuti, tra chi crede al territorio e chi invece si è arreso all' Europa: Tsipras da questo punto di vista ha dato un bellissimo esempio”. Insomma, siamo ben lontani dal nuovo inizio della destra italiana, come invece ha auspicato Francesco Storace nell’editoriale pubblicato oggi sul Giornale d'Italia, in cui annuncia la sua partecipazione all’iniziativa di Isabella Rauti ‘Prima l’Italia’, in programma domenica a Roma. Dunque, chi ha voglia di Lega lasci stare il Nabucco e le camice verdi, ora si balla sulle note del Sirtaki.
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