Adinolfi: "Contro di noi attacchi di stampo fascista. Ecco cosa sarà La Croce"

05 gennaio 2015 ore 10:00, intelligo
adinodi Marco Guerra Contattato da IntelligoNews, Mario Adinolfi non ci sta ad essere tacciato di “oscurantismo” dal quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e dai gruppi che criticano il convegno "Difendere la famiglia per difendere la comunità”, a Milano il 17 gennaio con lo stesso Adinolfi, Costanza Miriano, padre Maurizio Botta dei “Cinque Passi” e Marco Scicchitano. Al centro dell’evento patrocinato della Regione Lombardia ci sono sempre le tematiche che confutano “i falsi miti di progresso”. Allora Adinolfi in questi giorni si deve difendere per l’ennesima volta dalle accuse di omofobia… "Come ho già scritto sulla pagina Facebook de La Croce, ribadisco che Repubblica ha riportato un'intollerabile menzogna. L’articolo in questione è pieno di falsità e semina odio preventivo. Il convegno che terremo sabato 17 gennaio a Milano tratta temi che ho affrontato per mesi nelle oltre 120 tappe del tour di presentazione del libro ‘Voglio la mamma’. Sfido chiunque a trovare una sola frase in cui io o i miei amici abbiamo detto 'i gay vanno curati'. Ribadiamo quindi il diritto a poter difendere la cultura della vita, la famiglia e i soggetti più deboli come gli anziani o i bambini che hanno diritto ad un padre e una madre, senza che questo significhi essere tacciati di omofobia. Noi subiamo un atteggiamento che mira a negare il diritto di parola. Si è dato fiato ad un’istigazione di stampo fascista che portano avanti alcuni gruppi Lgtb”. Intanto vi preparate a dare alle stampe il quotidiano la Croce… "Siamo al count down, oggi mancano otto giorni dall’uscita nelle edicole che avverrà il 13 gennaio. In un momento in cui storici quotidiani come l’Unità e la Padania chiudono i battenti sembra impossibile imbarcarsi in una sfida di questa portata senza nemmeno il finanziamento pubblico. Ma siamo convinti che abbiamo molte cose da dire e che molte persone aspettano questa informazione. A La Repubblica e al pensiero unico dominante si risponde anche con una mobilitazione culturale che punta a dare voce alla posizione pro-life che non può essere confusa con qualsiasi proposta partitica. È una posizione basata su un ragionamento logico-razionale che ha piena cittadinanza all’interno dell’opinione pubblica, sebbene ci sia un continuo tentativo di silenziarla, basta vedere le violenze subite dalle Sentinelle o le dure contestazioni avvenute durante le presentazioni di Voglio la mamma”. Che prodotto si vuole offrire ai lettori? "Non vuole essere un secondo giornale di nicchia per fare solo controinformazione. La Croce si propone come un quotidiano completo, avremo anche la pagina dei programmi televisivi e lo sport. Non abbiamo un target specifico di riferimento ma un popolo che ho incontrato in tour e che ha voglia di esprimersi in maniera chiara contro i falsi miti del progresso: uteri in affitto, aborto, eutanasia, pratiche eugenetiche, matrimonio omosessuale. In merito a questi temi, c’è una marea di gente che vuole riflettere in maniera approfondita, ma il resto delle testate risponde ai riflessi pavloviani della comunicazione che rendono obbligatoria l’adesione acritica ad una certa visione della vita. La nostra ambizione è offrire una dimensione della comunicazione in contrasto con il caos della nostra società contemporanea. Oggi si arriva a dire che si sopprimo bambini e anziani per il loro bene; solo ragionamenti assurdi e caotici posso affermare questo. Insomma siamo convinti che c’è una risposta forte da dare in un momento di pensiero debole”. Perché avete deciso di chiamarlo La Croce? "Perché siamo un gruppo di peccatori e pubblicani, e non di moralisti, con storie e radici diverse ma convinti che, come disse Benedetto XVI, la croce sia lo specchio dell’umanità. Chi guarda alla croce si guarda allo specchio con tutte le sue sofferenze poste dai limiti della vita umana. La croce accomuna credenti e non, è un tratto comune di un popolo che non si riconosce più in nessun partito politico, ideologia e gruppo di intellettuali. Non è un caso infatti che fra i pochi punti di riferimento degli italiani c’è un Papa che viene dall’altra parte del mondo. E poi La Croce è il nome di una storica testata francese - la Croix - che è in edicola da centoquarant’anni, un riferimento sicuramente di buon auspicio”. In quanti vi hanno detto che è una follia fare un giornale cartaceo nel 2015? "Tutti ci dicono che non è possibile fare quello che stiamo per fare. C’è un motto secondo il quale il calabrone per via della sua massa corporea e della struttura alare non può volare, ma non lo sa e perciò continua volare. Ecco noi siamo come il calabrone. Siamo pienamente convinti del successo dell’iniziativa editoriale che ha già molti abbonati nella versione digitale”.
autore / intelligo
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