Bonafè (Pd): «Prima del dibattito sul futuro di Renzi, l'identità del partito: aperta, riformista e pragmatica»

05 giugno 2013 ore 13:34, Marta Moriconi
Bonafè (Pd): «Prima del dibattito sul futuro di Renzi, l'identità del partito: aperta, riformista e pragmatica»
«La squadra di Epifani attrezzata per la sfida. Luca Lotti lo conosco bene e lo stimo, il team è giovane ed è buona la presenza femminile. Dividere la figura del segretario da quella del candidato premier non è da considerare un tabù». Cordiale e dal tono pacato la renziana doc, Simona Bonafè, viene intercettata da IntelligoNews sul treno. Argomento: la Direzione Pd di ieri. La prima targata Epifani. Quanto al congresso è speranzosa e crede che «servirà per capire quale identità dare al partito democratico, che voglio aperto, riformista e pragmatico». La squadra di Epifani ha acquisito un renziano.  Soddisfatti? «Non farei un’analisi a pezzi, non mi appartiene questo modo di procedere. Mi auguro, piuttosto, che la nuova segreteria, che arriva dopo un mese dall’elezione di Guglielmo Epifani, si metta subito in moto. E’ composta di tanti giovani e tante donne e questo è un segnale positivo quanto innovativo. Ora si metta subito a lavoro, ci sono temi caldi da affrontare e sono tutti importanti. Gli auguro buon lavoro». Ma una parola sul renziano Luca Lotti proprio non la vuole dire? «C’è lui, che stimo e conosco bene, e tante altre persone: tutte preparate per affrontare questa sfida». Discuterete della separazione del ruolo tra segretario e capo di coalizione. Il suo pensiero sull’argomento? «E’ stata nominata anche la Commissione che si occuperà di scrivere le regole per il congresso. Abbiamo davanti questo appuntamento  che servirà a capire quale identità dare al partito democratico. Per me è questo il centro della questione, e anche per Epifani lo è, lo si intuiva dalla sua relazione di ieri.  Abbiamo già visto, alle ultime primarie, che dividere la figura del segretario da quella del candidato premier non è da considerare un tabù, quindi la discussione è aperta come ha detto ieri Guglielmo». Andranno definiti criteri e platea per le primarie e centrale è la condivisione di un documento con la base. Che ne pensa? «Le primarie sono nel DNA del partito democratico, quindi discutiamo pure su criteri e platea, sentiamo la base ma non ci dimentichiamo che restringere la partecipazione al doppio turno delle ultime primarie è stato un errore da non ripetere. Se vogliamo vincere le elezioni dobbiamo aprire, coinvolgere, non chiudere». Renzi candidato alla segreteria. Oggi dalle pagine de La Repubblica  lui stesso dice che esiste questo rischio… «Il problema non è il futuro di Renzi, si candidi o meno alla segreteria. Il tema centrale è capire, come ho già detto, quale identità per il partito democratico. Per me deve essere un partito aperto, riformista ma soprattutto pragmatico».  
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