Calcio-follia,Tonelli (Sap): “Noi, schiavi dei professionisti del disordine. La Boldrini dovrebbe baciare la vedova Raciti”

05 maggio 2014 ore 13:20, Lucia Bigozzi
Calcio-follia,Tonelli (Sap): “Noi, schiavi dei professionisti del disordine. La Boldrini dovrebbe baciare la vedova Raciti”
“La Boldrini dovrebbe andare a baciare la vedova Raciti, un modello per tutti”. “Al mio collega Filippo Raciti, ucciso allo stadio non è stato dedicato nemmeno il vicolo di un paese di campagna, una vergogna”. “Noi lo sappiamo cosa fare, guardiamo all’Inghilterra”. Un fiume in piena, Gianni Tonelli, segretario generale del Sap nell’intervista a Intelligonews. Dopo le polemiche sul caso Aldrovandi, oggi parla della follia all’Olimpico ma anche delle “picconate al mio collega negli scontri a Torino..."
Tonelli, la vedova Raciti ha detto: “Ho visto la debolezza dello Stato”. E’ così? «Assolutamente sì». Perché? «Perché lo Stato non è in grado di concepire norme che possano realmente affrontare il problema, non solo di ordine pubblico. Noi siamo schiavi del partito dei professionisti del disordine e del partito dell’anti-polizia. Questa è la verità: io mi indigno di fronte a tutti coloro che si sono indignati per questa ipotetica trattativa». Secondo lei c’è stata o no? «Non saprei dire. Le immagini fanno ipotizzare di sì ma è una grandissima ipocrisia stupirsi. La stessa situazione capitò anni fa e nello stesso stadio, come le immagini hanno documentato e riproposto tra De Sanctis e alcuni giocatori della Roma. Oggi noi – e mi consenta la metafora – siamo come la cavalleria polacca armata di sciabole mandata contro i panzer tedeschi». Dunque mancano le norme e magari un reato ad hoc? «Noi lo sappiamo cosa fare, abbiamo un pacchetto di proposte ma tutti fanno orecchie da mercante. Avrei titoli a criticare con forza il ministro dell’Interno dopo quello che è successo la settimana scorsa, ma non lo faccio perché sono un galantuomo e non profitto dei momenti di difficoltà degli altri. Dico che il ministro non è nella condizione – e non per colpa sua – di andare in parlamento a proporre un pacchetto di norme di qualità ed efficcaci per affrontare una volta per tutte la questione». Qual è il motivo di ciò che sostiene? «Perché il sistema glielo impedirebbe». Chi è il sistema? «E’ questa mentalità trasversale del disordine pubblico e dell’anti-polizia. C’è chi per giorni e giorni si indigna per un applauso taroccato e questo è un fatto come dimostrato nella lettera che ho inviato al presidente della Repubblica, chi manda in continuazione il filmato ma non trasmette un secondo in più le parole della vedova Raciti sdegnata: questo è il paese in cui viviamo. Ed è lo stesso partito trasversale che porta in Parlamento gente già condannata per l’omicidio di poliziotti o che intitola le sale del parlamento a Carlo Giuliani e poi non intitola al nostro collega Filippo Raciti nemmeno il vicolo di un paese di campagna. Questo è un paese di ipocriti». Come poliziotto le pesa questo? «Certamente e moltissimo. Si sono sdegnati perché i colleghi del Sap hanno applaudito le nostre proposte finalizzate a smascherare anche le falsità e le ipocrisie del sistema e non si sdegnano o fanno finta di farlo in ritardo per quello che è accaduto all’Olimpico: questa è l’Italia che serviamo e che continueremo a servire ma di certo non ci toglieranno le parole. Non basterà cercare di trasformarci in persone senza dignità e onore perché questo è il sacrificio che insieme a tutti gli altri, il nostro ruolo, il nostro servizio, la collettività richiede. Noi sappiamo cosa c’è da fare, non lo sanno nelle aule dorate o dietro le scrivanie». E cosa c’è da fare? «C’è da chiedere come hanno fatto in Inghilterra, che vengano istituite sale negli stadi dove sta un magistrato che provvede a giudizi immediati nei confronti dei mascalzoni, con reati specifici rispetto a chi viene trovato in possesso di armi improprie e materiale esplodente». Se è per questo, fa impressione ed è altrettanto grave, che uno possa entrare allo stadio con una maglietta come quella di Genny ‘a carogna. Cosa risponde? «E’ una cosa allucinante. Ma le spiego in che condizioni ci troviamo a operare ed è per questo che serve una normativa specifica per le manifestazioni allo stadio. Oggi, nessuno può andare a vedere che maglietta uno indossa perché questo significherebbe perquisizione che non si può fare se non viene commesso un reato. Ma si rende conto? Servono norme nuove con diverse tipologie. Altrimenti accade ciò che tutti abbiamo visto: un personaggio che si pavoneggia e si sente il padrone dello stadio e che in queste ore si starà compiacendo di tanta ribalta. Ecco dove siamo arrivati: gli esempi negativi diventano miti». E’ sufficiente o può essere un primo passo il Daspo a vita come ipotizza il ministro Alfano? «Non vale niente. Il problema va affrontato in maniera diversa. Ripeto: non mi sento di fare l’ipocrita attaccando Alfano anche se lui lo ha fatto nei mei confronti. Ripeto: lui è nell’impossibilità di proporre un pacchetto di misure serie perché se lo facesse la sua stessa maggioranza si rivolterebbe». Sì, ma seguendo il suo ragionamento, allora non cambierà mai nulla. Come se ne esce? «E’ per questo che stiamo sempre nello stesse condizioni. Perché dopo la trattativa tra l’ultras romanista e i giocatori non è successo niente? Il mio collega Filippo Raciti è forse morto perché ha inciampato in un gradino dello stadio? Lui ha sacrificato la sua vita per servire il suo paese. In queste condizioni, cosa doveva fare il questore Mazza se non quello che ha fatto? Di cosa stiamo parlando? Ai soloni e ai Savonarola dei miei stivali dico: date gli strumenti a chi opera e faremo tutto il nostro meglio per garantire sicurezza. In Inghilterra, dopo le misure drastiche che hanno assunto, non c’è più neanche la rete di recinzione tra le tribune e il campo di calcio. E lì’, posso assicurare, finisce davanti a un magistrato e in galera anche chi solo guarda storto un operatore di polizia. In Italia, solo dopo che ha sbudellato un poliziotto. Non voglio essere volgare, ma consentitemi di sputare a terra, io che di sputi in questi giorni me ne sono presi a valanghe e sulla scorta delle menzogne. Perché nessuno si indigna per le picconate che un mio collega si è preso in faccia nella manifestazione a Torino e negli scontri a Milano? ». Lei ha parlato con la vedova Raciti? «Certamente. E’ una persona straordinaria, che vive con grande dignità, e senza voler speculare su nulla è impegnata per dare un significato alla vita dei suoi figli e all’uccisione di suo marito. Va nelle scuole, partecipa ai convegni e lo fa senza pretese ma con un’umiltà straordinaria. Un esempio di virtuosismo per il Paese. Purtroppo, sono queste le figure che il nostro Stato non è in grado di valorizzare». Secondo lei dovrebbe essere ricevuta dal presidente Boldrini come avvenuto per la madre di Aldrovandi? «La Boldrini dovrebbe andare ad abbracciare e baciare la vedova Raciti e con lei anche Manconi. Questo è il mio pensiero».
autore / Lucia Bigozzi
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