Calcio-follia, La Russa su IntelligoNews (FDI): “Sistemiamo meglio i tifosi della curva. Neanche con i terroristi si trattava"

05 maggio 2014 ore 13:48, Andrea Barcariol
Ignazio La Russa, presidente di Fratelli d’Italia, intervistato da Intelligonews, boccia i
Calcio-follia, La Russa su IntelligoNews (FDI): “Sistemiamo meglio i tifosi della curva. Neanche con i terroristi si trattava'
provvedimenti recentemente adottati per contrastare la violenza negli stadi e avanza una proposta. Alfano ha proposto il Daspo a vita per i tifosi violenti. Ritiene sia un provvedimento sufficiente? «E’ sbagliato fare l’equazione curve uguale violenti. La prima cosa è distinguere i due concetti perché all’interno della curva ci sono solo alcuni violenti che vanno separati dagli altri. Quello che invece la politica ha fatto è stato l’esattamente l’opposto, a partire dall’inutile tessera del tifoso che ha fatto solo diminuire il pubblico che non creava problemi. Io ho sempre contestato il modo in cui sono gestiti i tifosi in trasferta: vengono messi in un posto dove non vedono la partita, qualche volta con le reti davanti. La mia ricetta è opposta: trattiamoli in un modo diverso, sistemiamoli in una fetta buona dello stadio, accogliamoli bene. Dopo di che facciamo delle norme che eliminino la mediazione dei capi tifosi con le società, smettiamola di perseguitare qualsiasi striscione o coro satirico e contrastiamo con severità il razzismo vero e la violenza. Solo a quel punto potremmo discutere delle norme che propone Alfano. Stabilite queste condizioni mi sta bene la severità senza quartiere e chi sgarra non deve mai più entrare in uno stadio, ma quello che ha proposto Alfano non può essere l’inizio di un percorso. Inoltre, una cosa molto grave sono stati i fischi all’inno nazionale. Un gesto che non ha spiegazioni». Sabato la gestione delle Forze dell’Ordine è stata corretta? «Delle Forze dell’Ordine sì, dei capi meno. Nel senso che una volta lo Stato non trattava con i terroristi, neanche se avevano in mano Moro…». Eppure il Questore nega che ci sia stata una trattativa e sostiene che i tifosi napoletani sono solo stati informati sulle condizioni del ragazzo gravemente ferito. «Non è molto diverso. I 45 minuti di ritardo allora come si spiegano? Si è cercato di calmare i tifosi. Non c’è niente di strano che si cerchi anche il dialogo. Io negli anni settanta ho fatto tante manifestazioni e si ci confrontava con le Forze dell’Ordine sul percorso da seguire e sui comportamenti da adottare. Alla fine però, anche se noi non eravamo d’accordo decideva lo stesso la polizia. In questo caso invece ho l’impressione che se “A carogna” avesse deciso che non si doveva giocare alla fine non si sarebbe giocato. I 45 minuti di ritardo mi fanno pensare che alla fine l’ultima parola sarebbe stata la sua». C’è un clima ostile verso le Forze dell’Ordine alimentato anche dalla recente vicenda Aldrovandi? «C’è un ostracismo incredibile e incomprensibile contro le Forze dell’Ordine. C’è una cultura di una piccola parte di curva che ha astio verso le Forze dell’Ordine per ragioni extra sportive. Io comunque non mischierei le due cose, che fosse inopportuno quell’applauso a Rimini è un dato. Però bisognerebbe stare anche dalla parte delle Forze dell’Ordine che fanno il loro lavoro difendendo la sicurezza dei cittadini e hanno uno stipendio da fame. Le curve sbagliano quando fanno cori contro le Forze dell’Ordine. La mia ricetta quindi è che bisogna cominciare a trattare molto bene la curva e capire che senza loro la passione non ci sarebbe lo spettacolo. Se la curva viene vissuta tutta come un fatto negativo non se ne uscirà, se invece si comincerà a considerare le ragioni delle tifoserie allora sarà più facile isolare i violenti, quelli che non hanno diritto a entrare allo stadio».
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