Moretti (Pd): "Silvio non staccherà la spina. Altrimenti arriva un Letta-bis con chi ci sta"

05 settembre 2013 ore 14:55, Lucia Bigozzi
Moretti (Pd): 'Silvio non staccherà la spina. Altrimenti arriva un Letta-bis con chi ci sta'
"Con i 'miei' non allineati ci schiereremo solo dopo aver visto i programmi per il congresso”.
Decadenza del Cav. “Il Pdl sta giocando su un doppio binario ma deve scindere le vicende personali e giudiziarie di Berlusconi dagli interessi del paese. A questo gioco non ci stiamo”.  Destino del governo: “Non credo che staccheranno la spina, anche perché in quel caso, potrebbe esserci un’altra ipotesi di esecutivo”. Congresso Pd: “Basta coi personalismi, sosterremo chi rimette al centro proposte chiare e credibili”. Il “decalogo” di Alessandra Moretti, leader dei “non allineati” dem ha messaggi chiari non solo per gli alleati della strana maggioranza, ma soprattutto per i competitor che si sfideranno nella battaglia finale per il Nazareno. Nell’intervista a Intelligonews non risparmia stoccate sulla mossa dell’ex dc Franceschini e la “corsa” dell’ex dc Renzi. Onorevole Moretti, gli spifferi dal Palazzo in queste ore segnalano in queste ore un’accelerazione della crisi, coi ministri pidiellini sul punto di dimettersi. Siamo alle battute finali del governo Letta? «No. Non ho questa impressione. Credo che, come sta accadendo da mesi, il Pdl stia giocando su un doppio binario: da un lato sostiene fino in fondo il proprio leader a dispetto delle ragioni e degli interessi collettivi degli italiani; dall’altro o manifesta senso di responsabilità nei confronti degli impegni presi dal governo Letta. Sono dell’idea che questo tipo di atteggiamento sia finalizzato ad alzare la posta, non a far cadere l’esecutivo». Ottimista. Quindi alla fine prevarrà il buon senso? «Credo di sì, anche perché non è da escludere e ritengo che non lo escludano nemmeno gli esponenti del Pdl, che nel caso in cui loro dovessero staccare la spina, probabilmente nascerebbe una nuova ipotesi di governo su una piattaforma programmatica molto limitata: legge elettorale e misure utili al rafforzamento della crescita economica». Un Letta-bis? Ma con chi? «Con chi ci sta. Quindi, con eventuali parlamentari o senatori del Pdl che non aderiscono al rompete le righe e sono più attenti agli interessi del paese piuttosto che a quelli del leader; probabilmente coi senatori dei 5Stelle che ad oggi manifestano grande insofferenza». Un governo-ponte e si torna al voto in primavera magari quando ci saranno le europee. Lo ritiene uno scenario credibile? «Non è da escludere. Noi intanto dobbiamo tenere ben presenti le cose da fare. Tornare al voto col Porcellum significherebbe rigettare il paese in uno stato di incertezza e instabilità, ma soprattutto rimettere il parlamento in mano a nominati, magari non in base a principi meritocratici ma alla fedeltà a questo o a quel capo». Lunedì a Palazzo Madama il d-day sulla decadenza di Berlusconi da senatore con la riunione in Giunta per le elezioni. Sulla retroattività della legge Severino il Pdl consegna al Pd il cerino del destino dell’esecutivo. Come gestirete questo cerino? «È una interpretazione strumentale che rimandiamo per intero al mittente, nel senso che il Pdl continua a collegare le vicende personali di Berlusconi – in particolare quella della decadenza da senatore – con il futuro del governo Letta. E’ una condizione che rifiutiamo: è inaccettabile far dipendere il destino di milioni di italiani dalle vicende personali e giudiziarie  di Berlusconi che per vent’anni ha tenuto in ostaggio il paese.  Chiediamo al Pdl di sgomberare il campo – una volta per tutte – da posizioni che mal si conciliano con la funzione e il ruolo che deve svolgere chi ha scelto la politica come missione verso gli interessi collettivi di una nazione». Violante non vuole un partito giacobino ma è rimasto solo a dirlo. Qual è la sua valutazione? «Sulla giustizia il Pd ha parlato sempre con grande chiarezza e ha sempre voluto comportamenti coerenti da parte dei nostri deputati e di chi ha ricoperto ruoli di responsabilità nelle assemblee legislative. La legge è uguale per tutti e riteniamo che debba essere applicata in egual misura per tutti. Le sentenze si possono commentare ma certamente vanno rispettate e applicate. Inoltre, abbiamo un sistema garantisca perché siamo l’unico paese ad avere tre gradi di giudizio e questo anche a tutela dell’imputato. Se il Pdl solleverà  dubbi costituzionali sulla legge Severino che sei mei fa ha votato e commentato con soddisfazione, faccia pure, ma la posizione del Pd resterà coerente con ciò che abbiamo sempre sostenuto». Congresso Pd. Come legge l’endorsement di Franceschini a Renzi? «Sto registrando tutta una serie di riposizionamenti che mal si conciliano con il progetto di costituire un nuovo Pd, perché ricalcano le vecchie logiche correntizie finalizzate unicamente all’autoconservazione. Auspico che il congresso rappresenti una grande opportunità di discussione e confronto su progetti e idee che al momento, purtroppo, sono secondari ai personalismi e alle individualità». La mossa del ministro può essere il tentativo di lanciare l’Opa della componente cattolica ex Ppi-ex Margherita sul partito, togliendo la golden share agli ex Ds? «C’è, c’è sempre stata e ci sarà anche in questo congresso una competizione tra le diverse anime presenti nel partito, fin dalla fusione tra Ds e Margherita. Credo che in questa fase l’impegno centrale della componente più a sinistra sia quello di una sfida sui contenuti che vogliamo mettere al centro della discussione. Come dire: il problema è nelle nostre mani, sta a noi essere in grado di evidenziare i valori e i principi che rispecchiano la storia della sinistra.  L’obiettivo è fare in modo che ci sia un vero e sano equilibrio tra le diverse posizioni il cui confronto può portare a punti di mediazione alti, di grande spessore». Lei è considerata leader dei “non allineati”, componente che raccoglie molti giovani parlamentari. Arriverà comunque il momento di schierarsi. Da che parte starà lei con i suoi? «Siamo un gruppo eterogeneo con personalità e figure di spicco che nel tempo acquisiranno sempre più spazio e di questo vado orgogliosa. Oggi noi stiamo valutando proposte da presentare ai diversi candidati, partendo proprio dalle idee che vogliamo mettere al centro del congresso. Poi focalizzeremo la nostra scelta sul candidato da sostenere. In questa fase preferiamo mantenere un atteggiamento cauto perché vogliamo capire su quali proposte saremo chiamati a confrontarci. Non adesso però. Anche perché le candidature alle segreteria non sono ancora ufficializzate e di programmi si parla ancora poco».
autore / Lucia Bigozzi
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