Enpa contro il film Sivas e i suoi combattimenti tra cani

05 settembre 2014 ore 10:31, Orietta Giorgio
Enpa contro il film Sivas e i suoi combattimenti tra cani
Sivas, il film presentato al festival di Venezia, lascia perplessi. 
La prima contestazione animalista è di uno spettatore, un giornalista di lingua spagnola, che al termine della proiezione ha urlato la sua indignazione per come il film fa uso del combattimento tra cani. Ed è solo la prima di una lunga serie di polemiche. L’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) chiede chiarezza: “La produzione del film turco “Sivas” chiarisca in modo assolutamente certo che in occasione delle riprese della pellicola, centrata sui combattimenti tra cani, vietati dalla legge italiana, nessun animale è stato oggetto di maltrattamenti.” Il regista, Kaan Müjdeci, ha più volte affermato di aver girato tutte le scene cruente del film tutelando e rispettando gli animali coinvolti, i cani erano equipaggiati con guaine di gomma contenenti sacchettini di zucchero e non hanno subito nessun tipo di maltrattamento. L’Enpa ribatte: “Prendiamo atto delle precisazioni del regista ma le riteniamo troppo generiche e del tutto insufficienti a fugare i molti dubbi espressi al riguardo. D'altro canto, come sta a ricordare il caso di Tornatore, non sarebbe la prima volta che ad animali vengono inflitte sofferenze inammissibili solo per alimentare quella che viene presentata come una presunta forma d'arte. L'arte, infatti, non può nutrirsi del sangue di creature innocenti.” La storia del cinema è piena, purtroppo, di episodi nei quali gli animali “attori” sono stati maltrattati o sono addirittura morti (spesso per incidenti) durante le riprese del film. Nel colossal "Ben Hur" (1959) morirono quasi 100 cavalli, "I cancelli del cielo" di Michael Cimino, nel 1980, mostra galli e vacche sventrate, durante le riprese di "War Horse" (2012) di Steven Spielberg muore il cavallo protagonista. E la lista sarebbe lunghissima. L’Enpa conclude: “Tra l'altro “Sivas” è un film che non rende giustizia né al popolo turco né alla Turchia. E' opportuno ricordare, infatti, che negli ultimi anni la Turchia ha fatto importanti passi avanti nel modo in cui gli animali vengono trattati. Anche i cani randagi che spesso vengono accolti dalla popolazione con un rispetto e una tolleranza a noi sconosciuti. Ma tutto questo non fa parte delle pellicola, che ci trasmette l'idea di un Paese arcaico e irrimediabilmente ancorato a comportamenti anacronistici e crudeli.” "La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali"... la stessa civiltà andrebbe usata anche quando si rappresenta la realtà o si racconta una storia.
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