Francia, arriva la "legge sulla parità reale": dalle quote rosa al diritto all'aborto

06 agosto 2014 ore 11:10, Adriano Scianca
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Francia, arriva la 'legge sulla parità reale': dalle quote rosa al diritto all'aborto
Il ministro dei Diritti delle donne Najat Vallaud-Belkacem[/caption] La chiamano “legge sulla parità reale”, anche se contiene provvedimenti a 360 gradi. Entra oggi in vigore, in Francia, la legge voluta dal ministro per i Diritti delle donne Najat Vallaud-Belkacem e che intende azzerare ogni tipo di diseguaglianza di genere. “È il momento di una terza tappa nei diritti delle donne, dopo il voto alla Liberazione e le conquiste sociali e economiche degli anni Settanta, l’obiettivo oggi è l’uguaglianza reale” ha sintetizzato Vallaud-Belkacem. Al di là della consueta enfasi, la legge contiene norme di evidente buon senso accanto ad altre decisamente più ideologiche. Viene sancita, per esempio, la lotta alla “sessualizzazione precoce” dei bambini: compare il divieto dei concorsi di bellezza per le minori di 16 anni. Ma c'è anche l’introduzione del diritto all’aborto: da oggi basterà volere abortire per essere autorizzati a farlo, non occorrerà più dimostrare di essere in condizione di disagio o sofferenza per poter ricorrere alla interruzione di gravidanza. Per i divorziati arriva la garanzia statale sugli alimenti. Se chi deve pagare non lo fa, sarà lo Stato a farlo rivalendosi in un secondo tempo. Violenze domestiche: il coniuge violento potrà essere allontanato da casa con un provvedimento d’urgenza immediato, senzaattendere la condanna. Viene poi raddoppiata la durata del congedo parentale ma solo se sarà il padre a prendere gli ulteriori sei mesi (oggi solo 3 uomini su 100 usano questo istituto). La legge, poi, insiste molto sulla parità uomo-donna sul luogo di lavoro: tutte le aziende con più di 500 dipendenti (nel 2020 più di 250) dovranno rispettare un sistema di quote rosa nei consigli di amministrazione. Le aziende che non rispetteranno l'uguaglianza di genere, per esempio pagando di più l’uomo a parità di lavoro svolto, non potranno partecipare alle gare per gli appalti pubblici.  
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