Buonanno (Lega): “Congresso: voto Salvini. Letta bradipo e moscerino”

06 dicembre 2013 ore 14:52, Lucia Bigozzi
Buonanno (Lega): “Congresso: voto Salvini. Letta bradipo e moscerino”
Congresso: “Matteo Salvini ci proietterà nella Lega del futuro, più movimentista”. Europa: “Rivedere subito i trattati, basta pagare l’eurotecnocrazia”. Governo: “Acconto Iperf al 102 per cento, ma siamo pazzi? Nemmeno nel continente d’origine della Kyenge…”. Bordate alzo zero: Gianluca Bonanno, deputato leghista, a Intelligonews mette in fila le priorità su cui la Lega “non farò sconti a nessuno”. E sulla tragedia di Prato lancia un missile terra-aria…
Onorevole Buonanno, cosa si aspetta dal congresso della Lega? Lei per chi voterà: Salvini o Bossi? «Mi aspetto che vinca nettamente Salvini ». Perché? «La percezione che ho è che Matteo Salvini vuole voltare pagina e proiettarci nella Lega del futuro, più movimentista». Quali sono le priorità che lei metterebbe nell’agenda di Salvini? «La nostra forza e la nostra attenzione è al territorio, abbiamo tantissimi amministratori locali espressione della miglior politica della Lega. La gente, di questi tempi vuole vedere i risultati, è stanca delle parole. C’è una questione Nord ancora più forte e noi dobbiamo avere la capacità di essere il punto di riferimento delle regioni del Nord lasciate in mezzo al guado tra Roma e Bruxelles e fare in modo che l’Europa sia costretta a rivedere i trattati. Altrimenti moriremo tutti di austerità. E siccome il Nord con Lombardia, Piemonte e Veneto ‘regala’ 80 miliardi a Roma, non è più possibile andare avanti così: la tassa sui rifiuti è diventata la tassa sulla tassa, col risultato che il Nord paga i rifiuti anche per il Sud». La Lega cavalca l’euroscetticismo ma fino a che punto? Con il nuovo segretario proporrete l’uscita dall’euro? «Beh, dire usciamo dall’euro è un po’ un’utopia perché ci sono difficoltà enormi. Il mondo sta andando avanti in una certa direzione, noi dobbiamo far capire che non possiamo vivere da schiavi dell’Europa: i nostri cittadini, i nostri imprenditori non possono continuare a tirare fuori i soldi. Bisogna rivedere i trattati e far avanzare il principio che in questo paese chi si dà da fare bene, gli altri si devono aggiustare». Si spieghi meglio. «E’ come quando uno paga il condominio, il riscaldamento, la luce, l’acqua e il vicino di casa non lo fa. Per un po’ uno paga anche la quota per lui, poi arriva il momento che dice basta. Ecco, adesso è arrivato quel momento». Questo governo ha la forza per rinegoziare i trattati con l’Europa? «Questo governo ha la velocità di un bradipo e la forza di un moscerino mentre a parole vuol dimostrare che ha la velocità di Speedy Gonzales e la forza di King Kong. I fatti, però, dicono il contrario. E i fatti sono che siamo al 6 dicembre e non sappiamo ancora quanta tassa sulla casa dovremo pagare». In Veneto si farà un referendum per l’indipendenza. Sarà questo il modello che la Lega applicherà al Nord? «Il principio è quello dell’autodeterminazione. Più che i paesi, in Europa devono contare i territori e quindi le regioni. Se il Nord fosse da solo, saremmo competitivi come la Baviera e allora potremmo abbassare le tasse. Vogliamo difendere i nostri imprenditori, i lavatori, i pensionati. Ma è mai possibile che l’acconto Iperf da versare adesso è pari al 102 per cento? Cioè supera la previsione di quello che devi dare. Ma siamo pazzi? Nemmeno in Africa, continente d'origine della signora Kyenge,  accadono queste cose....». Tragedia di Prato. Il governatore Rossi propone di dare la cittadinanza ai lavoratori stranieri per affrontare il problema del distretto cinese. In questo modo i due miliardi che derivano dalla produzione, non prenderebbero la via della Cina. Cosa risponde? «Ho fatto una proposta di legge, diventata legge durante il governo Berlusconi, in base alla quale gli stranieri che inviano soldi all’estero dovevano pagare il 2 per cento. Le stime parlano di 7 miliardi l’anno che dall’Italia vengono trasferiti in altri paesi. Con la mia legge avremmo raccolto 100 milioni di euro all’anno. Questa era l’unica tassa che gli italiani non pagavano ed è stata cancellata dal governo Monti. Al governatore Rossi dico che invece di fare proposte assurde, che non stanno né in cielo né in terra, dovrebbe chiedere scusa ai toscani: la sinistra governa dal dopoguerra e si accorge solo ora dei problema dei cinesi? E i sindacati dove stavano?; la Asl dove era? Invece di fare i verbali a chi non ha la mattonella giusta o la porta anti-panico perché non è andata a controllare le fabbirche-dormitorio? La Camusso e gli altri, il governatore toscano dovrebbero andare a Prato e dire abbiamo sbagliato tutto. Non solo: ma quel genere di imprenditori cinesi dovrebbero essere rimandati a casa loro perché se in Cina un italiano fa quello che fanno loro da noi, finisce in carcere per tutta la vita». Come commenta la vicenda dei rimborsi in Regione e le polemiche sul governatore leghista Cota? «Molto semplice: prima vediamo come stanno veramente le cose. Casualmente in questa vicenda non compare il Pd… Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi ma non possiamo fare il processo sommario sui giornali. Per quello che ne so, ci sono notizie che non stanno né in cielo né in terra. E il fatto che stranamente si getti fango addosso a tutti e non alla sinistra, fa capire che c’è qualcosa che non va». La Littizzetto non ha risparmiato satira al vetriolo su Cota. Cosa risponde? «Lei che fa la pubblicità alla catena di supermarket con lo slogan che ‘…siamo noi” e per questo viene pagata, dovrebbe preoccuparsi di tanti precari che proprio lì, a quanto mi risulta, fanno orari simili a quelli dei cinesi a Prato».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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