Moretti (Pd): «#tuttiacasa? Inutile. Non sono illegittima, ecco perchè. Cuperlo per tornare a parlare di lavoro»

06 dicembre 2013 ore 19:12, intelligo
Moretti (Pd): «#tuttiacasa? Inutile. Non sono illegittima, ecco perchè. Cuperlo per tornare a parlare di lavoro»
di Claudia Farallo.   «Se dovessimo parlare di legittimità dovremmo tornare indietro al 2008: tutto quello che il Parlamento e il Governo ha fatto in questi anni sarebbe illegittimo». Taglia la testa al toro Alessandra Moretti, deputata del Pd, che in un’intervista a IntelligoNews dice un sonoro ‘no’ a #tuttiacasa, l’hashtag lanciato da Beppe Grillo dopo la pronuncia della Consulta sul Porcellum: «È un messaggio distruttivo: non riconosciamoci più nelle istituzioni. E dopo, chi governa? Grillo e Casaleggio, da casa, attraverso il web?». E la Moretti spiega perché non si sente non legittimata.   Lei si sente illegittima? «No (ride). Anche perché, se dovessimo parlare di legittimità dovremmo tornare indietro al 2008: tutto quello che il Parlamento e il Governo ha fatto in questi anni sarebbe illegittimo. Cavalcare l’idea dell’illegittimità non aiuta assolutamente, in un momento in cui il Parlamento deve fare le cose: prima fra tutte la riforma, ma anche i provvedimenti che servono al Paese per tornare a crescere, ad investire e a dare lavoro. Ricuciremo la frattura tra cittadini e politica soltanto dando il buon esempio e facendo le cose che servono davvero al Paese. Dimostriamolo coi fatti e non con le battute». La capigruppo di ieri ha chiesto che la Camera si occupi della legge elettorale. Come potrà influire? «Visti i numeri che la maggioranza ha alla Camera, può sicuramente accelerare i tempi per mettere in piedi un testo base sui cui iniziare a lavorare seriamente». Ma rimarrebbe comunque lo scoglio al Senato. «Sì, infatti il problema, che giustamente Napolitano ha sollevato, è che dobbiamo affrontare il tema della legge elettorale, ma parallelamente anche quelle riforme istituzionali, a partire dalla diminuzione del numero dei Parlamentari e il nodo del bicameralismo che non consente risposte veloci in un momento in cui il Paese ne ha bisogno. Ma non dimentichiamoci che in questo momento di crisi economica e sociale gravissima per il Paese, dove sono milioni le persone ai margini della società che vivono in condizioni di povertà, dove sono centinaia di migliaia i giovani e le donne che non trovano occupazione, noi dobbiamo essere in prima linea nell’approvare le norme sul lavoro, sulla lotta alla disoccupazione, nel dare sostegno alle imprese aiutandole a stare in Italia e a non scappare all’estero. Questi sono i nostri obiettivi, del governo ma soprattutto di una sinistra che è al governo. Per questo sostengo Cuperlo: perché ha la forza di riportare al centro del programma del Pd le parole lavoro, dignità della persona, legalità, giustizia sociale, uguaglianza. Queste sono le ragioni che mi spingono a stare in Parlamento e a non sentirmi non legittimata». Grillo ha lanciato l’hashtag #tuttiacasa… «Tutti a casa con cosa? Andiamo a votare con il proporzionale, con lo sbarramento al 4% che ci condanna alle larghe intese per il resto dei nostri giorni? Diciamo la verità: Grillo avrebbe voluto tornare al voto con il Porcellum. Paradossalmente è stato uno di quelli che il Porcellum l’ha difeso, anche in Senato insieme a Forza Italia. Fa comodo al M5S, un partito che raggiunge il 20%, avere una sicurezza nell’individuazione dei propri rappresentanti in Parlamento. Grillo i parlamentari se li vuole scegliere, perché devono essere fedelissimi al capo, e lo stesso vuole fare Berlusconi. Noi, invece, come Partito Democratico abbiamo fatto le primarie per la scelta dei candidati, superando nei fatti il Porcellum». Ma come possiamo interpretare il successo di #tuttiacasa su twitter? «C’è un malessere profondo nel Paese e il Movimento 5 Stelle cavalca il malcontento e la sfiducia che è montata in questi anni. La classe dirigente ha le sue responsabilità, perché evidentemente non è riuscita a dare le risposte e i segnali che il Paese voleva. Ma questo slogan non capisco a che cosa serva. È un messaggio distruttivo: non riconosciamoci più nelle istituzioni. E dopo, chi governa? Grillo e Casaleggio, da casa, attraverso il web? Grillo ha la possibilità, grazie ai suoi parlamentari, di promuovere il cambiamento attraverso un confronto sulle idee. Perché è attraverso questo confronto che si riescono a mettere in piedi leggi e provvedimenti che rispondono di più alle esigenze del Paese». Come legge la sorpresa di Prodi che verrà a votare alle primarie? «È stato sicuramente un bel regalo, che Prodi ha fatto non solo al Pd ma soprattutto ai tantissimi militanti che in queste ore e in questi giorni si metteranno a disposizione del Paese per attivare i gazebo e garantire la massima partecipazione. È un segnale positivo soprattutto perché significa che, nonostante anche gli errori che il Pd ha fatto in questi mesi, Prodi crede ancora nella democrazia e in questo partito, che è l’unico che può garantire al Paese un modello di sviluppo e di crescita attraverso un dibattito democratico».
autore / intelligo
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