Borletti Buitoni (Sc): “Renzi si impegni sul governo e Letta a Sochi sui diritti civili"

06 febbraio 2014 ore 14:05, Lucia Bigozzi
Borletti Buitoni (Sc): “Renzi si impegni sul governo e Letta a Sochi sui diritti civili'
Renzi dica da che parte vuole stare. In sintesi il concetto, semplice ma efficace, che il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni declina rispetto alla fase2 del governo nella conversazione con Intelligonews. Dalla decisione di Grasso e la richiesta di dimissioni avanzata da Fi, alla direzione dem, l’esponente montiana rilancia il ruolo di Sc nel dossier riforme. E su Letta a Sochi …
Sottosegretario Borletti Buitoni, come valuta la decisione del presidente Grasso? Sul piano politico può rappresentare un atto contro il patto Renzi-Berlusconi sulle riforme? «No. Credo che sia una lettura sbagliata e destabilizzante. La scelta del presidente Grasso è legittima perché poteva anche non considerare il parere del Consiglio di presidenza e ha a che fare con la sua sensibilità di ex magistrato. La decisione della senatrice Lanzillotta è proceduralmente corretta e la strumentalizzazione politica la considero non solo inopportuna ma estremamente pericolosa perché interrompe un percorso di condivisione sulle riforme del quale il paese ha disperatamente bisogno. Per senso di responsabilità quel percorso non va abbandonato e la situazione che si è venuta a creare dopo la decisione del presidente Grasso non va strumentalizzata a danno del paese». Fi chiede le dimissioni del presidente del Senato. Quali sono gli effetti sull’agenda delle riforme che Sc per prima rivendica ormai da mesi? «Il tasso di conflittualità in questo momento è il vero nemico da abbattere. Il senso di responsabilità deve portare tutte le forze politiche a convergere sulle riforme, unico argomento prioritario dell’agenda dei prossimi giorni. La richiesta di dimissioni del presidente Grasso la considero inopportuna e sbagliata perché Grasso era libero di decidere come meglio avrebbe ritenuto in questa materia e penso che strumentalizzarla politicamente sia una scelta sbagliata, proprio perché interromperebbe il dialogo sulle riforme. Credo che contro questa scelta strumentale la posizione di Scelta Civica, partito nato per le riforme, deve essere ferma». Che idea si è fatta sul ricorso della Corte dei Conti contro le agenzie di rating? Effetto pratico o valore simbolico? «Mi limito a fare una considerazione simbolica perché non entro nel merito delle competenze della magistratura amministrativa. Simbolicamente è una suggestione da cogliere: sono tra le persone che ritengono, vista la mia storia e la mia attuale posizione, che il patrimonio culturale possa essere una fondamentale possibilità di sviluppo per il paese, ma bisogna prima di tutto investire sulla tutela e la valorizzazione. Cosa che siamo lontani da fare». Perché? Cosa manca? «Mancano le risorse. Per tutto il patrimonio italiano e parlo di manutenzione ordinaria, fondamentale per evitare interventi di emergenza, abbiamo a disposizione poco meno di cento milioni di euro. Adesso ci sono stati interventi extra come quelli decisi dal ministro Bray in seguito alle recenti alluvioni a Volterra e per il sito archeologico in Calabria ma resta il fatto che per il mantenimento ordinario del nostro patrimonio c’è a disposizione una cifra irrisoria. Allora, prima di parlare di sviluppo, valorizzazione economica, bisogna parlare di manutenzione». Torniamo alla politica. Sc in pressing su Renzi perché entri a Palazzo Chigi al posto di Letta o ci sia un Letta bis con Renzi coinvolto direttamente nella compagine di governo. Cosa si aspetta dalla direzione del Pd? «Un mese fa ho lanciato una suggestione abbastanza provocatoria che era quella dell’entrata nella maggioranza dei quattro segretari affiancando l’attuale ruolo di Alfano. Non credo sia possibile nella maniera più assoluta continuare a sostenere un governo se non facendolo politicamente. E politicamente vuol dire che il Pd deve impegnare anche nella squadra di governo un numero di rappresentanti che corrispondano al nuovo corso che ha portato all’elezione del nuovo segretario. Benissimo l’azione di stimolo di Renzi sul governo, ma il governo non è un corpo estraneo al Pd: ha un presidente del Consiglio che viene dalle file del Pd e deve essere sostenuto dal maggior partito presente in parlamento attraverso una precisa presenza nella squadra di governo e una condivisione sul programma di rilancio dell’azione dell’esecutivo. Non si può essere all’opposizione e al governo nello stesso momento». Quanto incide il tasso di conflittualità della maggioranza e della politica – lo abbiamo visto con le proteste dei grillini – nell’azione di chi come lei ha un incarico di governo in un settore strategico? Quanto è difficile, per lei che non fa il politico di mestiere, lavorare e fare? «Lo è moltissimo. Da quando si parla soprattutto di elezioni o possibili rimpasti, certamente l’attività di chi è al governo ne risente, come se ci fosse una specie di paralisi in attesa degli eventi. Sono entrata in politica solo per poter fare qualcosa di utile per il mio paese negli ambiti che conosco, e mi rendo conto, purtroppo, che una dialettica politica totalmente esacerbata impedisce in molti casi a persone che come me – ricordo che il 62 per cento dei parlamentari sono nuovi – vorrebbero essere utili al paese in un momento di emergenza, di fare il loro dovere». A Intelligonews Zan (Sel) dice che Letta non deve partecipare alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Sochi a causa della legge anti-gay russa. «Anche l’Onu con Ban Ki Moon invita la comunità internazionale a mobilitarsi per il rispetto dei diritti civili. Che ne pensa? «La mia valutazione è che sul tema dei diritti civili non ci dovrebbero essere compromessi. E’ un tema fondamentale nel quale l’Europa deve essere capace di rappresentare un faro. Detto questo, il presidente Letta ha garantito che avrebbe sollevato la questione in modo fermo e anche visibile durante il suo soggiorno; quindi aspettiamo di sentire in che modo lo farà. La mia opinione è che i diritti civili, proprio perché sono civili, sono un’agenda su cui non ci dovrebbero essere cedimenti di nessun genere, né negli atti né nelle condivisioni anche di manifestazioni che possono far pensare a un grado di tolleranza nei confronti di chi non li rispetta».
autore / Lucia Bigozzi
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