Confindustria Vs governo. Cosa c'è dietro dietro all'ultimatum di Squinzi a Letta

06 febbraio 2014 ore 17:12, intelligo
di Giuseppe Tetto
Confindustria Vs governo. Cosa c'è dietro dietro all'ultimatum di Squinzi a Letta
È arrivato ai ferri corti l’idillio, forse mai nato, fra il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi e il premier, Enrico Letta. Un amore maledetto, difficile da gestire fin dalle prime “uscite”, fra chi, da una parte, è a capo del motore economico di un Paese e chi, dall’altra, di quel Paese, dovrebbe essere il titolare ufficiale, addetto a inondare di benzina (fondi e riforme) la macchina operativa. «Se il 19 febbraio (Letta) verrà a mani vuote all’incontro con gli industriali, non ci resterebbe altro che appellarci a Giorgio Napolitano». Queste le parole di Squinzi. Ma sono parole che sanno, però, più di divorzio imminente che di riappacificazione, indipendentemente dalla piega che prenderà l’incontro con il capo del Governo. Una rottura che il leader di Confindustria sta facendo intuire da ormai un paio di settimane, complice forse, quella mancanza di “benzina” che l’esecutivo non ha provveduto a sanare. E sì, il “carburante”, o meglio quei piani di rinnovo e tutela strutturale, che dovrebbero rimettere in moto tutto il comparto industriale, e di conseguenza l’occupazione, che fino ad oggi ancora, la squadra di Letta ha tardato ad attivare. Quindi non stupisce la risposta piccata con cui Squinzi ha smorzato l’ottimismo (infondato) mostrato dal Premier nella sua visita agli Emirates, dove ha descritto un Paese ormai sull’onda della ripresa: « È chiaro – ha detto Squinzi – che c’è una inversione di tendenza, dopo che stiamo strisciando sul fondo» e, quindi, «probabilmente rivedremo un segno positivo» ma si tratta di «frazioni di punti percentuali», questo «non basta a fare ripartire l’economia». Infatti c’è «un dato veramente drammatico: sempre secondo le elaborazioni del Csc, torneremo ai livelli pre-crisi (2007) soltanto nel 2021 con questo trend». Quindi «o si cambia passo con il governo esistente o ad un certo punto andiamo a votare». Fino ad arrivare quindi ad oggi, con l’ultimatum lanciato dal presidente di Confindustria durante un’intervista rilasciata a Giovanni
Confindustria Vs governo. Cosa c'è dietro dietro all'ultimatum di Squinzi a Letta
Minoli su Radio24. «Il suo immobilismo – ha detto Squinzi - deriva da situazione politico-istituzionale piuttosto confusa». Una stagnazione, quindi, che non piace più a Confindustria e che fra le righe, fa intuire che sarebbe favorevole, più che ha un Letta bis (come segnale di rinnovo) a elezioni anticipate. E perché no: meglio a un Renzi premier al posto di un “morbido” Letta. Sono solo voci, che per adesso Squinzi mette a tacere rimettendo tutto nelle mani di Napolitano, se le proposte di Letta non saranno di suo gradimento. Intanto il Premier si presenterà all’incontro con gli industriali, con in tasca un asso nella manica, lanciato oggi sul tavolo delle trattative: il governo ha, infatti, stanziato con 250 milioni per il 2014 (finanziati con fondi comunitari e nazionali) per favorire la ricerca e l'innovazione nelle imprese e l'assunzione di laureati e ricercatori. Ora non ci resta che aspettare e vedere se il presidente degli industriali si mostrerà colpito o girerà lo sguardo al “mazzo di rose” che Letta gli porterà in dono.
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