Corsaro (Fdi): “Marò, fine delle relazioni economiche con l'India. Compravendita dei senatori, siamo al Grasso che cola..."

06 febbraio 2014 ore 18:46, Lucia Bigozzi
Corsaro (Fdi): “Marò, fine delle relazioni economiche con l'India. Compravendita dei senatori, siamo al Grasso che cola...'
Nessuno sconto a Bonino e Letta sui Marò nel giorno in cui Latorre e Girone da New Delhi ribadiscono la loro innocenza: “Ministro e premier colpevolmente tardivi e inconcludenti”. Massimo Corsaro, parlamentare di Fdi, boccia la linea del governo al quale chiede di “porre condizioni serie all’India come la fine delle relazioni politico-economiche”. Sul piano interno denuncia “un deficit di democrazia” e a Intelligonews anticipa chi sarà il candidato leader alle primarie dell’area della destra…
Onorevole Corsaro, il ministro Bonino dice che i Marò non sono “né terroristi né pirati”. E’ sufficiente a difenderli? «Il fatto che sia insufficiente lo dimostra l’assoluta assenza di qualunque intervento concreto nei confronti dell’India. Considero il pronunciamento del ministro degli Esteri colpevolmente tardivo: non c’è mai stato un momento in cui la Bonino o Letta abbiano deciso di porre condizioni serie quali ad esempio la fine delle relazioni economiche e politiche con l’India, tantomeno che abbiano con voce ferma coinvolto le istituzioni internazionali di cui l’Italia fa parte. Perché non abbiamo chiesto l’intervento di Onu, Nato ed Europa? In ragione degli accordi internazionali noi mandiamo in giro per il mondo fior di militari a rischiare la vita e quando si tratta di difendere la dignità dei nostri militari da due anni trattenuti in India non alziamo la voce in sede internazionale? Con quella frase la Bonino ha cercato solo di mettersi al posto la coscienza». Lunedì nuova udienza speriamo non un nuovo rinvio. L’india sta facendo melina? E il governo riuscirà a riportare a casa Latorre e Girone? «La responsabilità maggiore di quanto accaduto ce l’ha il governo Monti che quando aveva i Marò in Italia ha consentito che fossero rispediti in India. Non dimentichiamo che in disaccordo con la decisione di Monti si è dimesso il ministro Terzi. Sarebbe bastato che qualche solerte magistrato di quelli che normalmente cercano di avere un minimo di visibilità mediatica li avesse arrestati… mi domando: possibile che nessuno ci abbia pensato? O forse ci hanno pensato ma poi hanno prevalso le relazioni economico-politiche. Voglio citare la decisione del presidente della Provincia di Lecco che ha negato a una compagnia cinematografica indiana di girare un filmato in una villa di proprietà della Provincia proprio in ragione della violazione degli accordi con l’Italia da parte dell’India. Letta dovrebbe prendere esempio». Passiamo alla politica. Dalla legge elettorale che taglia fuori i piccoli partiti, alla ‘tagliola’ della Boldrini alla decisione di Grasso sulla costituzione di parte civile: avverte un deficit di democrazia? «Lo avverto dall’avvento del governo Monti senza l’investitura del voto popolare. Il vulnus viene da lì: in questa legislatura lo si vede nella quotidianità di un governo che va avanti a colpi di decreti che al loro interno hanno un insieme eterogeneo e non omogeneo come previsto e penalizza il ruolo delle opposizioni nel dibattito parlamentare. La cosa curiosa è che Napolitano che ha rispedito indietro decide di decreti al governo di centrodestra, oggi sta continuando a firmare cose che non c’entrano niente con la realtà». A cosa si riferisce? «Al decreto che doveva contenere la definizione delle date di versamento della mini-Imu che in realtà è servito per svendere Bankitalia; allo svuota-carceri che fa uscire i delinquenti quando sappiamo in un anno il 25 per cento dei detenuti usciti di galera tornano a compiere reati. A questo si aggiunge la ghigliottina della Boldrini: tutto ciò è la fine di ogni regola del gioco. E se il gioco è questo, tanto vale che il governo faccia a meno del parlamento». Compravendita dei senatori: Fi chiede le dimissioni di Grasso. Condivide? «Non entro nel merito della questione ma rispetto alla sacralità del ruolo istituzionale che ha avuto ben altri interpreti nella storia della Repubblica, dico che siamo al Grasso che cola…». Zan a Intelligonews dice che Sel non ha votato il ddl della Meloni sulle pensioni d’oro perché era tecnicamente sbagliato. Cosa risponde? «E’ un modo falso per spiegare la porcata fatta da tutti. Se anche vi fosse stato bisogno di una correzione tecnica la domanda è: perché non hanno fatto un emendamento migliorativo del testo? Non solo non l’hanno fatto ma tutti i partiti hanno preferito abolire il nostro disegno di legge». Dalla direzione Pd uscirà un nuovo premier? «Credo che il nuovo premier non uscirà per annunciazione, ma ce lo ritroveremo prima o poi. Ritengo difficile una modifica del governo da qui alle europee anche se la prossima settimana dovesse essere approvata in prima lettura la legge elettorale. A Renzi non basta portare a casa l’Italicum bensì ottenere risultati sulle altre riforme. Poi può succedere che Renzi decida di assumere l’onere del governo piuttosto che mettere toppe a un esecutivo disastroso, ma penso che non succederà a breve e comunque avverrà nelle segrete stanze dove stabiliranno la destinazione di Letta e noi ci ritroveremo al suo posto l’enfant prodige; anche se nelle stanze di qualche altissima carica istituzionale la cosa non viene vista con grande simpatia». Primarie: oggi Fdi decide sulla candidatura. La partita sarà tra Alemanno e Meloni? Cosa avete deciso? «No. Io credo che non ci sarà la candidatura di Alemanno e che il nostro momento di comunicazione si concluderà con l’investitura di Giorgia Meloni definitivamente a leader unico del movimento. Ci sono tuttavia altre cose da valutare, ad esempio come dare corso alla delibera della Fondazione sull’uso del simbolo e in vista delle europee quale sarà la nostra collocazione politica: anche da qui discende la logica di un’eventuale coalizione».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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