Borghezio (LN): «Intolleranti e razzisti quelli della petizione contro di me. Bonga bonga non lo ridirei ma lo penso».

06 maggio 2013 ore 12:31, Marta Moriconi
Borghezio (LN): «Intolleranti e razzisti quelli della petizione contro di me. Bonga bonga non lo ridirei ma lo penso».
«La petizione di Corradino contro di me? Dimostra che tipo di concezione della democrazia hanno queste persone: vogliono tappare la bocca a decine di migliaia di elettori che non la pensano come loro, impedendomi  il mio diritto a rappresentarli». Così Mario Borghezio, eurodeputato della Lega Nord, a IntelligoNews. Che insiste sulla natura dei suoi detrattori: «E questo fa capireanche, e meglio di molte parole, dove siano la tolleranza e dove i razzisti». Quanto al governo del bonga bonga è stato richiamato all’ordine e non lo ripeterebbe, ma dichiara: «Ma lo penso». Il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, ha preso le distanze dalle sue parole rivolte al ministro dell’integrazione Kyenge. Lo ha sentito? «Si, certo. Il segretario è intervenuto perché ritiene, e ha le sue buone ragioni, che in questa fase occorra strappare al governo degli impegni sulle questioni del Nord. Quindi non bisogna offrire agli avversari politici, che in questo governo non mancano, nessun appiglio per ostacolarci. Il segretario ha postato ieri sera comunque, chiaro e netto, il suo pensiero: la Lega è da sempre contraria allo ius soli». Parliamo della petizione per cacciarla dal Parlamento europeo lanciata da Stefano Corradino, direttore di Articolo21 sulla piattaforma Change. Ha qualcosa da dirgli? «Di amici, tra virgolette, ne ho diversi e già qualche tempo fa sono stata al centro di un’altra petizione. Questa volta dall’estrema sinistra arriva una risposta analoga. Questo dimostra che tipo di concezione della democrazia hanno queste persone: vogliono tappare la bocca a decine di migliaia di elettori che non la pensano come loro, impedendomi  il mio diritto a rappresentarli. Ricordo con simpatia chi aveva raccolto migliaia di firme “Diamo un pugno a Borghezio” e non intervenne alcuna autorità. Questo fa capire bene, e meglio di molte parole, dove siano la tolleranza e dove i razzisti». Il governatore del Veneto Zaia, riferendosi alle sue dichiarazioni, ha parlato di concetti vomitevoli. Non solo, non la considera collega di partito… Cosa risponde? «E’ una dichiarazione che si commenta da sola». Ha parlato di governo del bonga bonga. Lo ridirebbe? «Non lo ripeto perché sono stato richiamato all’ordine e non posso farlo. Ma lo penso». Rivedere le strutture Cie. Perché no? «E’ uno dei capisaldi dell’azione di governo. L’allora ministro dell’Interno Maroni,  oltre che ad aver contrastato efficacemente la mafia, tenne il punto sulla questione dei Cie. E lo fece nonostante  la vergognosa campagna di stampa, veicolata anche grazie alla pagatissima funzionaria e portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che corrispondeva al nome della sig.ra Laura Boldrini. Una personalità che quotidianamente cercava di impedire la politica di Maroni. Si è tenuto duro allora e dobbiamo continuare a farlo». E forse proprio sul dibattito su questi temi cadrà il governo Letta? «Notoriamente il governo della Trilaterale conta su appoggi formidabili a livello internazionale (ai quali si aggiungono i servi sciocchi della stampa  e i collaborazionisti del potere mondialista che siedono ai piani alti dei grandi partiti). Sarà difficile detronizzarli. Ma ce l’abbiamo fatta con Monti… » La delega alla Biancofiore ritirata per una frase non gradita sui gay. Che ne pensa? «E’ il segno che il nocchiero di questa barca, Letta, pur essendo espressione di poteri fortissimi è debolissimo». 
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