Romagnoli: «Una fiamma tricolore per Roma, senza Alemanno»

06 maggio 2013 ore 15:21, Francesca Siciliano
Romagnoli: «Una fiamma tricolore per Roma, senza Alemanno»
Luca Romagnoli è il leader di Fiamma Tricolore. Oggi scende in campo per conquistare Roma. Il suo è un programma semplice, lineare e con proposte concrete: dalla sicurezza ai rifiuti, dal traffico ai campi rom. «Sono nomadi? Devo “nomadare”». Non risparmia qualche stilettata alla giunta Alemanno e al ballottaggio per scaramanzia afferma: «Sfiderò Ignazio Marino». Come mai ha deciso di scendere nell'agone politico capitolino? «Me lo hanno chiesto alcuni dirigenti di partito e mi è sembrato doveroso accettare affinché si faccia qualcosa di concreto per la nostra città. Che ne ha estrema necessità». Che tipo di necessità? «Ha bisogno di un modo di amministrare pulito e di un'organizzazione completa che tenda a realizzare misure concreto. Il mio programma mira proprio a questo...» Ci dia qualche accenno. «Pulizia. Roma è una città sporca. Noi vogliamo pulirla, sotto tutti i punti di vista. E riportarla ad essere degna di questo nome». Andiamo con ordine: come affronterebbe, qualora diventasse il primo cittadino della Capitale, la questione rifiuti e inquinamento? «È uno degli aspetti fondamentali del mio programma. Lo smaltimento dei rifiuti deve partire da una raccolta differenziata fatta in maniera seria. Ad esempio con la raccolta porta a porta. In questo modo aumenterebbero anche i posti di lavoro. I rifiuti diventerebbero una risorsa per la nostra città ed è proprio per questo che è impensabile affrontare il problema come è stato fatto fino ad ora. La questione Malagrotta è una nota dolente nell'attuale giunta. E l'Ama è un esempio di mala gestione sia dal punto di vista operativo che amministrativo». Dossier sicurezza e legalità: cavallo di battaglia dell'attuale sindaco. Lei come lo affronterebbe? «Senza fare demagogia: è sotto gli occhi di tutti la gestione superficiale dell'attuale giunta. La sicurezza va rilanciata, senza se e senza ma». In che modo? «Rendendo sicuri in primis i mezzi di trasporti e gli stessi operatori, soprattutto quelli che lavorano di notte. Autisti di autobus e tassisti negli ultimi anni sono stati oggetto di delinquenza e microcriminalità. Il Comune dovrebbe fare delle convenzioni con la Polizia di Stato, pagandogli anche degli straordinari, per sorvegliare maggiormente determinate aree». E i fondi? «Sappiamo tutti qual è la situazione debitoria del Comune, ma bisogna rivedere la questione con il ministero dell'Interno. Si potrebbero, ad esempio, eliminare alcune scorte ai politici e impiegare quegli uomini e quelle donne nei commissariati territoriali. E anche il corpo dei vigili urbani dovrebbe evolvere che non possono limitarsi a fare multe. In pratica è tutto da ridiscutere, serve una vera e propria politica di coordinamento». Quali sono le vostre idee sulla questione dei campi rom? «Serve una diversa assegnazione. I nomadi devono “nomadare”. O diventano cittadini e residenti – con tutti i diritti e i doveri del caso – oppure escono dalla città, come avviene in tutta Europa. E andrebbe risolta anche la questione dell'accattonaggio o della vendita di contrabbando: anche questo fa parte della sicurezza e della legalità. Tutte questi ambiti, ancora irrisolti, dimostrano quanto il Comune abbia impiegato poco in sicurezza e legalità». Eppure i manifesti di Alemanno dicono il contrario... «La politica si divide in due grandi categorie: chi ha i soldi per fare manifesti, per sparare fesserie e per millantare soluzioni, e quelli che non hanno fondi per i manifesti. Io purtroppo appartengo alla seconda categoria». Preferiva appartenere alla categoria dei millantatori? (ride) «No, anzi: io appartengo alla categoria delle persone concrete, che preferiscono lavorare e fare pochi manifesti. E che hanno buona fede da vendere». Trasporti, servizi pubblici, traffico. «Innanzitutto bisogna accelerare la fine del cantiere della metropolitana (linea B e C). Poi bisognerebbe rivedere le linee degli autobus, potenziare alcuni mezzi (soprattutto quelli di collegamento tra le periferie e le stazioni del Metrò); rafforzare la vigilanza sui mezzi pubblici (il tasso di evasione è altissimo) e accordare magari a studenti e anziani tariffe molto più agevolate di quelle attuali, incentivandoli nell'uso dei mezzi pubblici. Ma per fare tutto questo serve tanta onestà, cosa che le amministrazioni precedenti non hanno avuto...» Municipalizzate: come si combattono le caste? «Iniziamo con il parlare delle consulenze, che vengono pagate a peso d'oro, nonostante il Comune abbia a disposizione nel suo organico esperti di ogni settore. Per le municipalizzate il punto è sempre lo stesso: l'Acea, come è noto, è una delle aziende più ricche i importanti d'Europa e se venissa amministrata con trasparenza e onestà sarebbe in grado di fare molto più di quello che fa ora. Non va il modo in cui spesso le carriere all'interno delle municipalizzate vengono gestite, con lo zampino della politica, che si “impiccia” tentando di piazzare non il miglior tecnico, ma il migliore amico... Parentopoli ne è un esempio lampante. Tuttavia non bisogna pensare che sia un problema che ha riguardato soltanto l'amministrazione alemanniana: sono trent'anni che a Roma funziona così. Anche se da Alemanno, e dalla destra, non ci saremmo aspettati un atteggiamento di questo tipo...» Qualora diventasse sindaco, come utilizzerebbe i maggiori poteri provenienti dalla legge su Roma Capitale? «La serietà e l'onestà vorrebbero che si agisse in concerto con le altre forze politiche, anche d'opposizione perché sull'utilizzo di risorse deve esserci una collegialità d'azione. In termini generali, comunque, destinerei gran parte delle risorse a un piano parcheggi, alla mobilità, allo smaltimento dei rifiuti e al tema della casa». Si andrà al ballottaggio? «Senza dubbio. Tra chi? «Per scaramanzia... direi io!» Chi sarebbe il suo sfidante? «Probabilmente Marino». Qualora non approdasse al secondo turno appoggerebbe un altro dei candidati in lizza? «Proprio in questi giorni sto leggendo i programmi degli altri candidati, ancora devo farmi un'idea di tutte le varie proposte. Poi guarderei alla storia personale dei candidati e a quello che propongono di realizzare. O a quello che hanno potuto fare, ma che non hanno mai fatto...» Quindi Alemanno mi sembra di capire che sia fuori discussione... «In questo momento sì. Ma leggerò il suo programma, come farò con tutti gli altri. Poi si deciderà...»
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