Borghezio (Lega): "Con l'Ucraina guardiamo ai nostri interessi. I richiami Ue? Moneta falsa, abbiamo già fatto i compiti"

06 marzo 2014 ore 12:51, Giuseppe Tetto
Borghezio (Lega): 'Con l'Ucraina guardiamo ai nostri interessi. I richiami Ue? Moneta falsa, abbiamo già fatto i compiti'
Crisi Ucraina al vaglio della Ue e dell’Onu.
Convocati per oggi due Consigli straordinari per capire come gestire nel modo più pacifico e “produttivo” possibile, la “tegola russa”. E mentre Renzi vola a Bruxelles per la prima prova del fuoco davanti agli altri leader della Ue, la Commissione europea ieri ha declassato il nostro Paese al livello di Slovenia e Croazia, denunciando che i tre Paesi presentano “squilibri macro-economici eccessivi” . Temi caldi che IntelligoNews ha voluto discutere con Mario Borghezio, europarlamentare padano. Che idea si è fatto del braccio di ferro fra Putin e la comunità internazionale sulla situazione ucraina? «L’Europa deve rendersi conto delle profonde ragioni geopolitiche che determinano queste tensioni. Gli interessi del nostro Paese devono essere ben soppesati; anche alla luce della necessità di assicurare al nostro apparato produttivo, forniture sicure e a buon prezzo nel settore dell’energia». Pende per la Russia, dunque? «Dobbiamo essere molto equilibrati e continuare in quella politica che i governi, nei quali faceva parte la Lega, hanno sempre avuto nei confronti di queste situazioni». È d’accordo con chi vuole consegnare il premio nobel per la pace a Putin? «Penso che il premio debba essere dato al Papa». Declassamento Italia. Come giudica questa mossa della Commissione europea? «Il nostro Paese ha già fatto i compiti a casa. Questi richiami dell’Unione europea hanno lo stesso suono di una moneta falsa. Basta guardare allo scandalo degli aiuti dati alla Turchia: 5 miliardi, dove ci sono anche i soldi dei contribuenti italiani, che stesse autorità giudiziarie turche hanno denunciato di non sapere che fine abbiano fatto. C’è da domandarsi se l’Unione non avrebbe fatto meglio ad aiutare i Paesi davvero in difficoltà: se non l’Italia almeno la povera Grecia». Intanto si guarda al bicchiere mezzo pieno, perché c’è chi dice (Napolitano) che si può crescere anche con i conti in ordine. Non le sembra un mantra un po' ripetitivo? «Le egemonie delle massime istituzioni nazionali, alle quali ora si sono aggiunte anche quelle del giovane e insulso Renzi, non convincono più nessuno. Sono parole ripetitive senza nessun costrutto nel fondamento. La realtà è che questo regime, con la complicità della triade sindacale, ha castrato tutte le possibilità di produzione e di sviluppo e di progresso economico-sociale di questo Paese. Finché saremo nelle mani di questa gente le cose andranno sempre peggio. Nascondersi dietro un dito e non vedere che l’ostacolo più insormontabile allo sviluppo è l’appartenenza all’area di questo euro, vuol dire camminare come ciechi verso il baratro».
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