Chiesa, tra Bologna e Modena la partita di Caffarra e Tettamanzi. Chi sono i “papabili”

06 marzo 2015 ore 10:45, Americo Mascarucci
Chiesa, tra Bologna e Modena la partita di Caffarra e Tettamanzi. Chi sono i “papabili”
Gli occhi del Papa sono puntati sull’Emilia Romagna. A giugno scadrà infatti la proroga di due anni concessa da Francesco all’arcivescovo Carlo Caffarra che dovrà quindi essere sostituito. La partita di Bologna però è destinata ad intrecciarsi anche con la nomina del nuovo arcivescovo di Modena, la seconda diocesi più importante dell’Emilia, rimasta vacante in seguito alla scomparsa nelle settimane scorse dell’arcivescovo Antonio Lanfranchi.
Le procedure per la scelta del successore sono già in corso e sul tavolo di Francesco presto arriverà la terna suggerita dai vescovi emiliani che in questi giorni si stanno consultando. Il Papa poi deciderà in totale autonomia chi nominare e non è affatto detto che la scelta debba per forza ricadere su un vescovo proveniente dalla stessa regione. Anzi, Bergoglio fino ad oggi si è rivelato imprevedibile e del tutto slegato da prassi e consuetudini. Rispetterà il diritto dei vescovi emiliani di proporre candidature, prenderà in considerazione i loro suggerimenti ma poi potrebbe fare di testa propria come avvenuto in altre diocesi. L’arcivescovo di Modena inoltre è anche vicepresidente della Conferenza episcopale emiliana e questo rende la competizione fra vescovi ancora più animata. Al momento i candidati più accreditati sarebbero il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi, quello di Parma Enrico Solmi e quello di Carpi Francesco Cavina. Lambiasi è un vescovo di tendenze progressiste, in passato molto legato all’arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini al punto che il suo nome era stato proposto a Benedetto XVI come antagonista di Angelo Scola alla guida dell’arcidiocesi di Milano; pare che a sponsorizzare la sua candidatura fosse soprattutto l’arcivescovo uscente Dionigi Tettamanzi, mentre i martiniani di più stretta osservanza sembravano prediligere il teologo Bruno Forte, considerato l’allievo prediletto del porporato gesuita. Sfumata la possibilità di guidare l’arcidiocesi di Sant’Ambrogio pare che le aspirazioni di Lambiasi si siano concentrate tutte su Bologna, dove però una sua eventuale candidatura sembrerebbe incontrare l’opposizione dell’uscente Caffarra e di gran parte del clero sostanzialmente legato a quest’ultimo. Solmi, presidente della commissione Famiglia della Cei al contrario è considerato un conservatore, soprattutto per le sue frequenti posizioni in difesa dei temi etici e contro le unioni gay. E’ stato fra i primi nella Cei a scendere in campo contro il sindaco di Roma Ignazio Marino quando ha deciso di sfidare il ministro dell’Interno Alfano registrando i matrimoni gay contratti all’estero. “Le nozze gay sono un attentato alla Costituzione che tutela e riconosce la famiglia fondata sul matrimonio, la classe politica si occupi di cose più serie, della disoccupazione e del lavoro che non c’è” dichiarò Solmi alla stampa ribadendo anche nei giorni caldi del Sinodo sulla famiglia come fosse impossibile per la Chiesa riconoscere legittimità alle unioni fra persone dello stesso sesso. Cavina vescovo di Carpi è invece molto quotato per il suo impegno in campo sociale. Molto sensibile alle problematiche del lavoro ha istituito presso la diocesi un fondo per aiutare gli imprenditori che vogliono mettere in piedi attività finalizzate all’occupazione. In più ha lavorato in passato presso la Segreteria di Stato in particolare nel settore adibito a curare le relazioni con gli Stati. Molto probabilmente la nomina del nuovo arcivescovo di Modena arriverà entro Pasqua ma è evidente come la scelta sia legata in parte anche a quella del nuovo arcivescovo di Bologna. I rumor parlano di una possibile promozione di Lambiasi a Modena per mettere fine così alle sue aspirazioni su Bologna dove la scelta è resa problematica dal forte seguito che l’arcivescovo Caffarra continua ad avere fra il clero e il popolo. Al punto che molti sono convinti che alla fine la scelta andrà a ricadere su una personalità se non proprio strettamente legata, quanto meno non sgradita al cardinale. In questo caso proprio Cavina potrebbe avere maggiori chance di successo, ferma restando l’imprevedibilità di Bergoglio che finora ha spiazzato le previsioni ritenute più attendibili, ad iniziare dalla quasi scontata nomina di Bruno Forte a Palermo e la sua promozione a cardinale. Il vescovo di Chieti la porpora non l’ha avuta e quanto a Palermo nessuna decisione è stata ancora adottata da Francesco in barba alle certezze di quanti davano per sicura la scelta entro Natale. Il cardinalato lo ha invece ottenuto l’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro che oggi sembra il candidato naturale alla successione di Romeo. Sembra, ma sarà davvero così? E Forte? Se non andrà a Palermo, sarà Bologna la sua destinazione? Misteri bergogliani!
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