Cinema America: la prova che i giovani amano la cultura e Roma

06 settembre 2014 ore 10:15, Micaela Del Monte
C'è chi si riempie la bocca con frasi fatte che demoralizzano, indeboliscono e minimizzano quelli che sono i sogni e le aspettative dei giovani. C'è chi dice che la cultura è morta e che di questa non interessa più a nessuno, soprattutto in Italia. C'è tanta gente nel nostro Paese che vive di luoghi comuni perché non è in grado di farsi una propria idea e così rischia di distruggere quei pochi che sono rimasti a voler coltivare il proprio cervello e a renderlo un "luogo" ricco di idee, di arte, di passione e soprattutto di quella cultura che molti danno per spacciata. E sono quelle le persone che mettono prima di ogni altra cosa il denaro e il bisogno di far vivere il proprio nome in eterno a discapito di quei nomi che in realtà nei libri di storia (seppure si parla di storia del cinema o della musica) ci sono già finiti.
Cinema America: la prova che i giovani amano la cultura e Roma
Che cosa conta allora se in un luogo abbandonato da anni di cui nessuno si è voluto far carico c'è gente che studia, che impara e che nutre il proprio organo cerebrale (cosa che fanno in pochi ormai) di cose che fanno bene alla vita e al mondo. Che cosa importa se ci sono dei giovani che credono nel loro futuro e nella conoscenza? Nulla, perché tutto quello che in realtà è veramente importante è costruire appartamenti di cui chissà se si usufruirà. È questo che accade al Cinema America, è questo che è accaduto a chi prima aveva un luogo per far crescere le proprie passioni e la propria cultura senza dar fastidio a nessuno riuscendo, contro ogni previsione, a riavvicinare un rione intero all'arte e al cinema. Valori che, secondo chi non crede nel futuro, non hanno diritto di esistere e per la quale non si può e non si deve spendere tempo e denaro. Se per una volta dei giovani si erano presi l'impegno di ridare voce ad un luogo che in realtà senza di loro era morto, per quale motivo bisogna togliergli questa gioia? Il Cinema America era un luogo dove rivivevano i migliori film del cinema italiano e non solo, quelli vecchi e quelli nuovi. In quel Cinema ogni settimana centinaia e centinaia di ragazzi si riunivano per discutere e dibattere di argomenti che fuori da quelle quattro mura nessuno aveva la voglia e il coraggio di affrontare, perché ormai di parlare di cose "pesanti" non va più a nessuno. In quel cinema si riunivano persone volenterose di creare un'oasi di cultura in mezzo ad un deserto di ignoranza e indifferenza. Lunedì però quel luogo di "pace", dove era possibile anche assistere ad una partita di calcio senza fare a botte, non c'è più. Un giorno qualcuno si è svegliato e ha deciso che quel cinema non poteva più essere condiviso da persone che, a differenza di altre, preferivano parlare, conoscere e condividere. Non su Facebook, ma faccia a faccia. Un giorno qualcuno si è svegliato e ha deciso che quel cinema era suo, ma quel luogo in realtà era di Trastevere, era di chi lo viveva, anche se non era stato deciso da nessun notaio. Il Cinema America era, di fatto, un patrimonio comune, un bene collettivo, per cui si sono mossi e continuano a muoversi in tantissimi.  Sorrentino, Virzì, Servillo, Germano, tutti si sono mostrati a favore di chi aveva riportato il cinema in città. In favore di chi aveva lottato, e lotta tutt'ora, per mantenere quel Cinema attivo seppure in un modo diverso dalle solite sale.

Cinema America: la prova che i giovani amano la cultura e Roma
Ora il Cinema America se lo vogliono comprare. Loro, quelli che in lui hanno creduto e che lo hanno reso uno spazio in divenire, un cantiere aperto, un luogo in cui i ragazzi possono crescere insieme a lui. Lo vogliono togliere dalle grinfie di chi vuole abbatterlo per costruirci appartamenti.

Così hanno fatto sapere attraverso un comunicato stampa i ragazzi del Cinema America: "Lanciamo pubblicamente da subito la nostra proposta, rivolta alle autorità pubbliche come alla proprietà, senza soggezione alcuna per l’atto di forza che ha compiuto: l’acquisizione, sotto ogni forma possibile e ad ogni costo ragionevolmente necessario, e la conseguente gestione del Cinema America da parte di un’alleanza solidale di cittadine e cittadini, giovani e mondo del cinema". Dunque, la voglia di renderlo veramente un luogo di tutti c'è ed è concreta perché la preoccupazione maggiore è che adesso che l'edificio non è più nelle loro mani venga manomesso e che diventi solo uno dei tanti cinema abbandonati della Capitale. Alla faccia di chi dice che ai giovani non va di fare nulla, alla faccia di chi dice che la cultura è morta, alla faccia di quelli che hanno sgomberato il Cinema America.    
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