Giallo candidature, “l’affaire” Tardelli agita i dem. Ecco cosa c’è dietro…

07 aprile 2014 ore 16:42, Lucia Bigozzi
Giallo candidature, “l’affaire” Tardelli agita i dem. Ecco cosa c’è dietro…
Dal campo al campo. Detta così potrebbe essere una non notizia, ma se il protagonista è Marco Tardelli, simbolo del calcio nazionale e dell’indimenticabile Mundial targato 1982, allora il discorso cambia. Sì, perché da Londra a Bruxelles non c’è poi così distanza e l’idea sarebbe frutto della ‘creatività’ del Renzi-maratoneta. Dal campo di calcio a quello della politica sotto le insegne dem. Non c’è niente di ufficiale, almeno per ora e almeno fino a mercoledì quando la direzione Pd si occuperà di nomi e cognomi da mettere in lista per le europee. Fatto sta che il diretto interessato lascia la questione ‘appesa’ o meglio ‘aperta’ e questo, in politica, è già di per sé un indizio da monitorare.
Che succede? E soprattutto cosa c’è di vero sui rumors che si rincorrono da giorni sull’opzione di una candidatura come capolista nell’Italia centrale? Se questo fosse, sarebbe a rischio la poltrona (uscente) del romanissimo David Sassoli. Misteri renziani… Tardelli, ipse dixit: “Questa storia è un discorso aperto. Vediamo... Se mi chiameranno, sarete i primi a saperlo”. Così stamani a Radio 24 incalzato dalle domande di Minoli, ma è il bersaniano Alfredo D’Attorre gran nemico di Renzi a confermare quello che ancora non è confermato: mercoledì’ in direzione “vedremo anche l'ipotesi Tardelli”. Che se uno più uno fa due, vuol dire che l’idea è sul tavolo e magari sarà qualcosa in più. Il rumors lo ha anticipato l’Unità e se anche qui si fa uno più uno, si capisce che c’è del vero. Secondo il quotidiano del Pd l’idea avrebbe preso piede a Londra, dove Tardelli vive e dove l’altrogiorno si è recato Renzi per convincere gli investitori della City a buttare un occhio e un po’ di soldi sull’Italia. Se Tardelli sarà o no il “campione” dle Pd nella corsa al parlamento europeo, non sarà il solo perché tra le news entry già si parla di Caterina Chinnici, figlia del magistrato Rocco Chinnici ucciso dalla mafia nel ’83. Posto al sole anche per Sonia Alfano e il sindaco di Bari (in scadenza di mandato) Michele Emiliano, oltre all'ex ministra per l'Integrazione Cecile Kyenge, pd doc sacrificata sull'altare di Letta. Tra le riconferme Mercedes Bresso ex governatrice del Piemonte. Ma non mancano i dubbi amletici per il Renzi-innovatore. E uno di questi si chiama Gianni Pittella, il super-votato europarlamentare meridionale al terzo mandato e dunque per Statuto Pd destinato a restare fuori dai giochi. Deroga in vista? E questo potrebbe aprire un precedente? Fatto sta che Pittella competitor di Renzi alle primarie dell’8 dicembre, il giorno dopo la sconfitta si è schierato coi renziani più renziani di Renzi. Tagliarlo fuori, come da Statuto potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Tra quarantottore, l’arbitro fischierà la fine della partita al Nazareno. O forse sarà solo l’inizio?
autore / Lucia Bigozzi
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