Dalla politica degli annunci, all'annuncio dei fatti

07 febbraio 2013 ore 15:43, intelligo

di Gianfranco Librandi

Dalla politica degli annunci, all'annuncio dei fatti
Non passa giorno che sui giornali leggiamo di sondaggi che salgono e scendono; tutti i più famosi esperti di numeri e tendenze, colti da una pericolosa, quanto irrazionale smania: interpretare, condizionare, intercettare l’opinione pubblica. Effetto sorpresa, rincorsa, recupero, forchette possibili, bocciature e promozioni. Al mattino in un verso, alla sera in un altro. Non passa giorno che dobbiamo commentare gli annunci “shock”, tipo la "restituzione salvifica dell'Imu", insieme a promesse demagogiche, ricette miracolistiche, inventate a tavolino, sapendo perfettamente che non saranno mantenute. Vengono mandate in circuito solo per recuperare un target, una base delusa, un distacco abissale tra società e politica, tra italiani e istituzioni. E magari, per sedersi al tavolo da gioco per tentare di dare, anzi ridare le carte. Addirittura troneggia, impera, nei salotti tv e nei titoli di molti, troppi giornali, “l’effetto-Balotelli” e quanto inciderà sui punti percentuali del voto. Da mesi ascoltiamo solo parole, tante parole inutili. E’ ora di dire basta, di cambiare metodo, stile. E bisogna cominciare a farlo subito e sul serio. Visto che la vecchia classe politica, non è riuscita a farlo, nemmeno sotto il pungolo dell’anti-politica, degli scandali e dei propri fallimenti oggettivi. Non è riuscita a recuperare terreno, varare riforme strutturali, in primis, la riforma elettorale. La gente non ne può più della politica degli annunci: è l’ora dei fatti, delle persone competenti, serie, sobrie, è l’ora dei testimonial della vita quotidiana che hanno dimostrato sul campo il loro valore. Ma soprattutto bisogna mettere al primo posto l’Italia, i suoi interessi, i suoi valori e unire tutti i veri e moderni patrioti che hanno a cuore gli interessi generali del Paese, il bene comune. Che pensano alla ripresa economica, allo sviluppo, al futuro. Che pensano “alto”. E molti hanno cominciato già a farlo. Dando un segno concreto. Politici di esperienza e nuovi, provenienti da sponde diverse, ma accomunati dal senso di un destino e di un cambiamento necessario. Persone come il premier Monti, Fini, Casini ed altri a cui non interessa da dove siamo venuti, ma dove andremo. Un obiettivo che deve interessare tutti.

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