Grecia, dopo la mossa di Tsipras la Merkel gioca d'anticipo ma è la fine?

07 gennaio 2015 ore 10:28, intelligo
eu 12di Luca Lippi Ecco cosa s’intende con il detto “i nodi vengono al pettine”. Scriviamo della questione greca e tedesca (ormai assodato che l’unico portavoce ufficiale di Bruxelles è Angela Merkel), e scriviamo senza contaminazione politica com’è nostro uso, ma usando la logica della Scienza Economica. Il fatto: in Grecia si deve tornare al voto per l’elezione del Capo dello Stato. Se dovesse vincere la corsa l’attuale compagine governativa, non cambierà nulla, continueranno gli aiuti europei, continueranno i sacrifici del popolo greco … tutto com’è ora. Se, invece, dovesse vincere Syriza (colpo di scena) continuerebbe a non cambiare niente. Che cosa intendiamo dire? Semplice, il leader del partito della sinistra estrema, improvvisamente, da anti-euro si è trasformato in moderato. Dietro questa cosa c’è una strategia: Syriza è consapevole che se la Grecia allo stato attuale dovesse uscire dall’euro sarebbe alla fame (è solo un destino ormai segnato per la Grecia, per altri Paesi non sarebbe così e presto scriveremo a tale proposito sull’argomento). A questo punto la sinistra estrema si contrappone non più con la minaccia di uscire dall’euro, ma con la rinegoziazione del debito pubblico. In parole più comprensibili, Tsipras “dice a nuora perché suocera intenda” che la Grecia rimarrà nell’euro solo a condizione che si renda concreta una sontuosa riduzione del debito pubblico greco (per la Grecia ora è mille volte meglio che uscire dalla moneta unica). Perché la mossa di Syriza è più intelligente dell’originaria volontà di abbandonare la moneta unica? Se la Germania non dovesse accettare il “ricatto” di sicuro la Grecia non onorerà tutto il debito che è in mani straniere (la maggior parte), per la Merkel la fregatura è doppia perché i tedeschi non vedrebbero più un euro degli aiuti dati alla Grecia, e si creerebbe un precedente disastroso, una frana inevitabile non appena la Grecia esce dall’eurozona. Sarebbe la dimostrazione della menzogna propinata dalla BCE che l’euro è irreversibile. Se esce la Grecia, in ordine di apparizione escono il Portogallo, l’Irlanda, la Spagna e l’Italia. Ovviamente la Merkel dimostra serenità, ma non deve aver trascorso festività serene. Strategicamente Angela Merkel gioca d’anticipo dichiarando che non è affatto preoccupata dell’uscita della Grecia dall’euro, (ma Syriza non parla di uscire). Excusatio non petita … prosegue la Merkel, dicendo che non teme alcuna ripercussione per l’eurozona perché l’errore originario è stato quello di fare entrare la Grecia, e se dovesse uscire, non succederebbe niente perché mai stata funzionale al progetto. Però conclude con una velata minaccia a Tsipras di non azzardarsi a non onorare il proprio debito. Insomma, pura strategia, ma stavolta la Merkel ride meno, e soprattutto l’Europa ride meno mandando avanti la responsabile di questo guaio europeo. Noi seguiamo la vicenda, ma al momento Tsipras 1 Merkel 0, Ue non pervenuta!
autore / intelligo
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