Charlie Hebdo, Chaouki (Pd): "E' un incubo, lo temevamo. Ora l'islam alzi la voce. Sulla libertà di stampa..."

07 gennaio 2015 ore 15:05, Marta Moriconi
chaoukiL'assalto alla redazione di Charlie Hebdo sta sconvolgendo il mondo intero e non solo l'Europa. La Francia è sotto choc e in molti ora si interrogheranno sull'islamismo. Abbiamo chiesto a Khalid Chaouki, giornalista italiano di origine marocchina e membro del Partito Democratico, un commento su quanto successo e una risposta a chi punta il dito contro certo buonismo che viene imputato alla sinistra. La risposta è una condanna netta dell'attentato ma non solo. L'assalto a Parigi sta turbando il mondo. Qual è il suo commento? "E' una grandissima ferita e un attentato sconcertante, purtroppo conferma quello che tutti noi temevamo e abbiamo temuto per mesi con quello che sta succedendo in Iraq e in Siria. Dobbiamo attendere i risultati delle indagini, ma a quanto pare c'è la matrice islamica e questo è l'incubo  che avremmo sperato di non vivere e che invece colpisce oggi una delle Capitali più importanti d'Europa". Massimo Fini ci ha detto poco fa: “L’attacco è conseguenza della politica aggressiva dell’Occidente contro l’Isis”. Che ne pensa?  "Penso che tutti noi dovremmo essere consapevoli di quello che è l'Isis e di quello che giustamente abbiamo deciso di fare: combattere questa formazione violenta e terroristica comporta anche dei rischi. Occorre adesso aumentare la vigilanza e fare un lavoro serio di prevenzione e controllo serio. L'Europa è un obiettivo per questi fanatici che non rispettano la libertà delle persone".  Ha paura che il fanatismo possa essere confuso con l'islamismo?  "E' una delle paure certamente, dobbiamo tenere ben distinta quella che è la gravità di chi oggi abbraccia il Kalashnikov nel centro di Parigi rispetto ai milioni di musulmani che rischiano oggi di essere tra le vittime di una generalizzazione sbagliata. Ora è importante che l'islam alzi la voce in modo netto contro questo attentato e tutti noi dobbiamo tutelare chi vive pacificamente nelle nostre comunità, altrimenti alimenteremo un'infinita guerra". La sinistra è il cavallo di troia di certo estremismo per qualcuno. Come risponde?  "E' propaganda. La sinistra in questo Paese ha votato per combattere queste formazioni terroristiche, non c'è stata alcuna confusione ma solo la lotta dura contro il fanatismo". Sta facendo discutere il libro di Houellebecq che individua nella crescita dell'islam la fine della società illuminista. Poi c'è il Colpo di Stato di Nardi qui in Italia che prevede le problematiche con cui oggi ci stiamo confrontando. "Penso che si tratti di pubblicità editoriale. Questi temi fanno sempre vendere, anche da noi. E Houellebecq è famoso per queste trovate. Ci sono tantissimi musulmani grati alle istituzioni pubbliche e non hanno tentato di sovvertire alcun ordine. Serve un confronto serio sulle identità ma un altro conto è cavalcare il cosiddetto scontro tra civiltà. Ci sono musulmani integratissimi in Europa e in Usa che ricoprono anche ruoli importantissimi nelle loro comunità e lo fanno adottando i valori delle società dove sono cresciuti". Chiudendo... la libertà di stampa va tutelata ma sarebbe stato meglio evitare quanto disegnavano nella redazione di Charlie Hebdo? "Oggi, giornata di un vile attentato, tutta la solidarietà va alla libertà di informazione anche se Charlie Hebdo sicuramente era il simbolo di un modo di fare satira che viaggiava su un sottile confine tra la libertà di espressione e il rischio di intaccare la sensibilità di tutte le comunità religiose, musulmane, ebraiche e cristiane. Ma la libertà è una bandiera da adottare senza alcuna ambiguità, il diritto di critica si può esercitare solo rispettando il diritto alla libertà di tutti, soprattutto all'informazione". 
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